Dove vanno a finire le bottiglie vuote? Perché in Iran si ha l'abitudine di conservarle? Leggete questo libro, che merita davvero, e lo saprete.

L'autore de Il viaggio delle bottiglie vuote (2001, Iperborea) e` Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani, nato in Iran nel 1954. Studia fisica all'universita` di Teheran, combatte contro lo scia`, poi contro il regime di Khomeini. Ricercato dalla polizia riesce a fuggire in Turchia. Poi, nel 1988, a raggiungere l'Olanda che gli offre asilo politico. In Iran lascia due sorelle in prigione, un fratello e tanti amici arrestati e poi uccisi. In Olanda svolge lavori umili, quelli che la gente del posto non vuole piu` fare. Come, per esempio, spalare merda. Intanto studia la lingua nederlandese, fino a frequentare corsi di nederlandistica all'Università di Utrecht. Viene assunto dall'archivio di stato di Zolle e comincia a scrivere. Anzi a riscrivere, visto che in Iran gia` lo faceva, ma aveva dovuto smettere per dedicarsi alla lotta politica, e poi alla fuga per non essere arrestato.
Esordisce con clamore nel 1993 con la raccolta di racconti Le aquile, che diventa subito l'opera di un esordiente piu` venduta in Olanda. Cambia lingua (scrive direttamente in nederlandese) e nome. Per onorarne la memoria assume quello di un amico ucciso: Kader Abdolah.

Ne Il viaggio delle bottiglie vuote, uscito nel 1997, e ora perfettamente tradotto in italiano da Elisabetta Svaluto Moreolo, si parla dell'arrivo in Olanda dell'esule Bolzalf, delle enormi difficolta` incontrate per abituarsi a un posto cosi` diverso dal suo, della mancanza del sole, del freddo, dei ricordi, dei parenti lasciati in Iran. Delle nuove e difficili relazioni sociali, della lingua che il protagonista non conosce ancora, della ricerca disperata di un lavoro qualsiasi.
Per l'esule politico c'è solo René pronto ad accoglierlo, a rivolgergli la parola, a consigliarlo e aiutarlo in tutti i modi. L'olandese e` un suo vicino di casa, anche lui vive sulla propria pelle un'esclusione sociale, in quanto omosessuale. Forse per questo e` sensibile all'altrui sofferenza, al disagio, a quella morsa d'esclusione che puo` portare alla follia.
Il protagonista del romanzo si sente isolato e lontano anche dalla moglie e dal figlio, pur avendoli accanto. E` per sfuggire al dolore che Bolzalf, il protagonista di questo straordinario romanzo e come l'autore rifugiato politico, comincia con la memoria un viaggio a ritroso verso la sua lontanissima terra, che diventa la patria dei sogni, delle "bottiglie vuote".

Kader Abdolah ci regala un romanzo straordinario, da custodire gelosamente e da rileggersi prima possibile. Dal ritmo lento, dalla narrazione trasparente e delicata come vetro soffiato. Un pacato confronto tra due culture, pero` pungente e orgoglioso. Un romanzo rarefatto e sognante, spesso liricheggiante e pieno di nostalgia.


Kader Abdolah, Il viaggio delle bottiglie vuote
2001, Iperborea, pagg. 174, L.20.000

Roma, 19 dicembre 2001



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