Il romanzo di Charlotte Link è corposo. Quasi 500 pagine in cui accadono molte cose. Diversi filoni narrativi si intrecciano: la sparizione di una giovane donna, l'uccisione di una prostituta, la presunta fuga di una ragazza.
Elaine Dawson, una vita di continui fallimenti, legata al fratello disabile, cerca di dare una svolta agli eventi decidendo di partecipare al matrimonio dell'amica Rosanna Hamilton a Gibilterra, ma il destino non è d'accordo: bufera, tutti i voli cancellati. Uno sconosciuto le offre di pernottare a casa sua, lei accetta. Da quel giorno, nessuno l'ha più vista.
Cinque anni dopo sarà proprio la Hamilton, giornalista, a riprendere le fila di questa sparizione. E chi poteva affiancarla se non il bello sconosciuto che anni prima era stato accusato dell'omicidio di Elaine?
Nel frattempo, una donna si nasconde in un paesino sperduto, cadaveri vengono ritrovati, e quello che sembrava sepolto torna a farsi sentire.

I romanzi come questo - a metà tra psicologia, giallo e thriller - sono accattivanti e risultano essere un piacevole intrattenimento. Hanno però la pecca di assomigliarsi un po’ tutti. Quando si è letto molto - sul genere - ci si ritrova a capire quello che succederà con uno scarto di circa un centinaio di pagine. I meccanismi sono noti: quello che sembra non è, la storia d'amore, i ripensamenti, gli equivoci. La scrittura è fluida e si muove bene tra i vari punti di vista, ma sembra davvero che da determinati cliché non si possa sfuggire.
Come sempre, Charlotte Link dà spazio ai risvolti psicologici dei vari personaggi, offrendoci spaccati di vita, riflessioni, scelte, dinamiche familiari più o meno serene. La narrazione del quotidiano si mescola alla tensione e riesce a stemperarla, pur mantenendo viva l'attenzione.
L'indagine poliziesca è un contorno, il vero accento è posto sull'affannosa ricerca della coppia che vuole fare luce su una sparizione in cui molti dettagli non tornano, dando l'impressione che qualcosa sia stato trascurato.
"L'ultima traccia" è - in fondo - un libro bello in modo semplice. Non ha la pretesa di essere un capolavoro, non cerca di ingannare il lettore dandosi arie da "grande opera": non chiede altro che di essere letto.


Charlotte Link, L’ultima traccia (Die letzte Spur) (ed. or. 2008)
pp. 493, 18,60 euro, Corbaccio, 2009.

Maggio 2009


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