Gia` il titolo e` quanto mai intrigante, in quanto questa Trilogia della citta` di M omaggia, con un pizzico di autoironia da parte dell'autore, altre celebri trilogie, quali quelle di Agota Kristof, di Izzo su Marsiglia, di Auster su New York, alle quali si avvicina per l'attribuzione ad una citta` del ruolo di autentica protagonista dell'opera letteraria.
Concluso, infatti, il ciclo "stagionale" del maresciallo Binda, costituito dagli ottimi romanzi La nevicata dell'85, Quattro gocce di acqua piovana, La primavera dei maimorti, L'estate del Mundial, tre dei quali scritti con Valpreda, inizia un nuovo viaggio, questa volta nella Milano prossima al nuovo millennio, senza disdegnare qualche tuffo nel passato piu` o meno recente. Ad accompagnare il lettore attraverso i labirinti urbanistici e criminali meneghini e` un nuovo detective, l'ispettore Francesco Bagni della Omicidi, Squadra mobile di via Fatebenefratelli. Diremo subito che il commissario e` personaggio ben diverso dal sornione e umanissimo maresciallo che lo ha preceduto: sulla quarantina, figlio di immigrati italiani in Svizzera, tornato in Italia dopo gli studi superiori, fa il poliziotto da vent'anni. Intuitivo, esperto, benvoluto da colleghi e superiori anche se non simpaticissimo, ha una sua rude umanità e qualche lato oscuro: non esita a forzare un po' la mano con testimoni e sospettati quando e` il caso e scende a piu` di un compromesso con se` stesso, soprattutto quando si appropria di un'ingente somma di denaro durante la perquisizione della casa di un usuraio, riuscendo a uscire pulito dalle inchieste interne, ma non a liberarsi dell'incubo di essere scoperto. Sebbene non particolarmente prestante, ha successo con le donne, ma non riesce a impegnarsi in un rapporto stabile, oscillando tra passioni impossibili e storie alle quali non sa credere fino in fondo. Vive, in sostanza, con disincanto e amarezza i cambiamenti della metropoli lombarda, percependo un degrado che sente intimamente connesso alla mancanza di certezze della sua vita.

Vediamo, dunque, l'ispettore Bagni in azione in tre casi: nel primo (Per un bacio mai dato - Il narvalo di Piazza Piola) si occupa dell'uccisione di una ragazza, rinvenuta trafitta da un dente di narvalo. L'indagine si rivela estremamente complessa e nell'arco di quasi un anno di indagini l'ispettore entrera` in contatto con realta` profondamente differenti e apparentemente slegate, passando dai senzatetto della Stazione Centrale alle piu` esclusive e ambigue banche d'affari, senza disdegnare efficientissimi agenti operativi dei servizi segreti. La conclusione della tenace indagine riserva un colpo di scena assolutamente sorprendente.
In Dietro la porta chiusa - Ultimo sparo al Ticinese il proscenio e` dominato da Tris, un vecchio malavitoso che torna nel "suo" quartiere per regolare vecchi conti rimasti in sospeso e cercare la verita` su una delicata e dolorosa vicenda personale. La sua ricerca di vendetta, contrappuntata non di rado dalle strofe delle vecchie canzoni della mala, e` un viaggio sanguinoso nei luoghi della memoria criminale, ma anche la dolorosa constatazione del definitivo tramonto di un'epoca e dei suoi protagonisti, fino al beffardo epilogo.
Un testimone cieco, infine, guiderà Bagni alla ricerca della verità di una brutta storia di corruzione e violenza, che sembra affondare le sue radici nella Milano di Tangentopoli, consentendogli di scoprire e capire, alla fine, anche qualcosa di più su se` stesso (Trappola per camaleonti - La valigetta dell'usuraio).

Tre storie "da bere", come si diceva della Milano di una volta, ma senza fretta, gustando con attenzione le sfumature di una scrittura sempre puntuale e attenta a creare attesa nel lettore senza affidarsi ad un ritmo forsennato, ma stuzzicandone ad ogni pagina la curiosita`, grazie ad uno stile che deve molto alla lezione di Scerbanenco nella creazione di personaggi tormentati e di Olivieri nella capacita` di restituire il respiro di Milano attraverso la descrizione delle sue strade e dei suoi interni.
Colaprico si affida frequentemente all'excursus storico e biografico, attraverso il quale arricchisce le vicende dei protagonisti e svela, a poco a poco, il complesso e, a suo modo, affascinante scenario della Milano criminale di ieri e di oggi. Particolarmente efficace, in questo senso, risulta la capacita` dell'autore di miscelare sapientemente leggende, Storia e storie metropolitane attraverso rapidi accenni, creando un fitto tessuto di rimandi che vanno ben al di la` della semplice cronaca milanese, finendo col costituire un precipitato di decenni di costume e malcostume nazionale. Il tutto, ovviamente, senza che la vicenda gialla perda mai mordente, riservando al lettore continue sorprese e la consapevolezza che non e` poi così sbagliato attribuire a Milano il ruolo di capitale morale. Anche del crimine.

Piero Colaprico, Trilogia della citta` di M
2004, Tropea, pp. 379, 15,00 euro


Genova, 17 ottobre 2004


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