La casa editrice Einaudi ha pubblicato alcuni mesi fa La terra della menzogna (The Final Country) di James Crumley ed entro la primavera e` prevista l'uscita del romanzo del 1978 che e` considerato il suo capolavoro, L'ultimo vero bacio. L'intenzione e` quella di far conoscere ad un pubblico piu` vasto un autore ritenuto un maestro da moltissimi scrittori noir, oltre che dalla critica letteraria, in patria come all'estero.
In Italia, e non e` una cosa insolita, la storia editoriale di Crumley non e` stata delle piu` felici. L'edizione dei Gialli Mondadori di The last good kiss presentava numerosi tagli e, come racconta Luca Conti, che ha ritradotto il testo per Einaudi, conteneva anche "clamorosi equivoci d'interpretazione, esilaranti persino, a prezzo dell'incomprensibilita` di intere parti del romanzo stesso (una per tutte: a dust-jacket photo, ovvero una foto tratta dalla sovraccoperta di un libro, diventa una fotografia in giacchetta)".

La terra della menzogna e` un hard-boiled malinconico e duro, dove la violenza e l'inganno saturano l'aria insieme ai vapori dell'alcol.
Crumley, attraverso il suo io narrante, Milo Milodragovitch, rielabora molte situazioni tipiche dei romanzi di Raymond Chandler, a partire dall'incompiuto Poodle Springs (portato sullo schermo da Bob Rafelson). L'inizio vede infatti il protagonista prossimo ad uscire di scena, diretto verso una sorta di buen retiro (la final country del titolo originale), ma gli eventi renderanno la vicenda molto piu` complessa del previsto. Come dice lo stesso Crumley: Saccheggio Chandler a piene mani. Lo diceva anche Eliot: i cattivi scrittori copiano, i buoni rubano. Questa lui l'aveva rubata a un poeta francese.

Crumley e` nato in Texas, ma vive ormai da anni a Missoula in Montana, una citta` diventata un simbolo per molti scrittori noir statunitensi, e non solo (un omaggio a Crumley e` contenuto anche nel romanzo Cercando Sam di Patrick Raynal, direttore della Série Noire di Gallimard). E proprio in Texas prendono inizio le vicende di The Final Country.
I temi chandleriani dell'amicizia e dell'amore traditi mettono in luce una fragilita` pesante e dolorosa. I protagonisti si portano dietro ferite e cicatrici incise dalla vita ed e`, in fondo, questo viaggio verso un'ultima terra, qualunque essa sia, cio` che le parole di Crumley si sforzano di renderci, lasciandoci con un sapore amaro e malinconico, ma che non potra` mai essere quello di una sconfitta: Marlowe e Milo hanno capito fin troppo bene che non c'e` nulla da vincere.

"Forse ho solo smesso di cercare l'amore. O forse no. Forse me ne andrò a Parigi. E chi lo sa? Ma col cazzo che me ne tornero` in Texas".


James Crumley, La terra della menzogna (The Final Country)
tr. di Luca Conti
2001, Einaudi, pp.635, euro 13,00


15 gennaio 2003


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