Nicoletta Vallorani, autrice che ha sempre rifiutato una precisa collocazione in un genere letterario, in questo romanzo propone un noir on the road dalle connotazioni se non fortemente oniriche, quanto meno ai confini dei generi.

Ciro, tassista albino, si vede come l'uomo senza colori nel suo taxy giallo, lineamenti invisibili e ciglia bianche che non fanno invidia a nessuno. Silenzioso.
Sara dice di essere nata nel verso sbagliato e ho continuato a muovermi cosi`. Obliqua. Sara e` giovane, vedova e sieropositiva. Sara si sta vendicando.
Le sorelle sono due bambine nomadi in fuga da una realta` fatta di soprusi. In fuga dopo aver trovato la liberta` nel sangue del padre.
E Mabhoula e` una misteriosa vecchia algerina, fuggita dalle stragi di sangue al suo paese, e ora di ritorno verso il canto delle donne dalle teste tagliate.

Le strade di Ciro e Sara presto si uniscono: Sara vede in Ciro il suo modello, Buster Keaton, l'attore del cinema muto che se n'e` andato quando le cose hanno cominciato a funzionare in un modo diverso, e Ciro si avvolge in questa parte, unendosi a Sara nel suo desiderio di raggiungere Mabhoula. Lungo l'autostrada intrecceranno il loro percorso con quello delle due sorelle, dispensatrici di morte a fronte degli atteggiamenti che hanno sempre dovuto subire passivamente.
Ciro e Sara le accolgono sul taxy, comunque consapevoli delle azioni delle sorelle, e tutti insieme, insieme anche allo spettro del padre delle sorelle, arrivano a destinazione, una destinazione bagnata di sangue e che puo` essere diversa per i vari personaggi, ma una destinazione che alla fine significa pur sempre liberazione.

C'e` un posto nella testa dove alla fine trovi quello che vuoi.


Nicoletta Vallorani, Le sorelle sciacallo
1999, DeriveApprodi VoxNoir, 9,30 Eur


Milano, marzo 2002


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