Attenzione: nel testo ci sono due righe che fanno riferimento alla pagina finale di White Jazz (1992). Chi non avesse letto il libro e` avvisato.


"Mi hai creata tu. Vivi con la tua opera. Non mettere in dubbio le mie storie. Mi conoscerai. Ti diro` chi ero". (James Ellroy, Sei pezzi da mille, p.148).

Luoghi, nomi, date: scandiscono lo stile del nuovo romanzo di Ellroy, creano il ritmo della ripetizione. Ripetere e variare, un jazz tormentoso: "Bob sembrava imprigionato. Cuba e` carta moschicida. Cuba e` sabbia mobile. Cuba e` colla. Vegas e` sabbia mobile. Barb lo sa. Barb se ne tira fuori. Pete lo sa. Pete ci rimane".

Sei pezzi da mille e` il secondo romanzo di una trilogia dedicata alla storia americana, la storia nascosta, "la storia di alcuni uomini malvagi e del prezzo da loro pagato per definire in segreto il loro tempo. [...] Erano poliziotti corrotti e artisti del ricatto. Erano intercettatori, soldati di fortuna e cabarettisti froci. Se un solo istante delle loro esistenze avesse imboccato un percorso diverso, la Storia americana come noi la conosciamo non sarebbe esistita". E` la microstoria nella mente del romanziere. L'omicidio, il ricatto, il traffico di armi, di droga, la mafia, e uomini senza nome. "Dedicato a loro" (American Tabloid, p.7).
American Tabloid: dal '58 al '63. Sei pezzi da mille: dal '63 al '68. Il volume finale: dal '68 al '73?. Il romanzo conclusivo lascera` fuori lo scandalo Watergate: Tricky Dick si dimettera` nel 1974.

Ma ancora molte cose sono rimaste sospese nei romanzi di Ellroy. L'ultima pagina di White Jazz ('92) ne fornisce un riassunto. Edmund Exley deve ancora pagare. Per tutto. Dick Carlisle. Dudley Smith. Anche loro. Pete B. e Jack Woods, vecchie conoscenze. Dave Klein tiene i conti. In America Latina. Vuole tornare. Ama Glenda. Vuole pareggiare quei conti.
La quadrilogia di L. A. potrebbe unirsi alla trilogia americana. Nel romanzo dei fine '70, nel blues dei sopravvissuti. Forse.

Sei pezzi da mille vive in piu` luoghi. Las Vegas ne e` il centro. Saigon, le acque di Cuba, Cuba, il Messico sono i contorni del mondo. De Lillo con Libra e Underworld ha ispirato Ellroy. Ellroy ha trovato una nuova missione. La sua prima ossessione. Jean Ellroy. Geneva Hilliker Ellroy uccisa il 21 giugno del '58: "sei andata e io voglio di piu`". Il suo assassino e` senza nome, e` senza volto. In My dark places si racconta la sua ricerca, il suo inseguimento. L'ossessione e` reale. Piu` di prima. Ellroy gioca a carte scoperte, senza "Dalie Nere". Dice: mia madre. Dice: voglio sapere tutto. Non riesce a sapere tutto.
Nel 1996 I miei luoghi oscuri poteva essere una fine. Ma anche la storia e` reale. Ed e` popolata da altri uomini senza volto, dalle loro vittime, dai loro carnefici. Cosa e` successo veramente? Bisogna indagare, creare la trama.

Sei pezzi da mille e` dedicato a Bill Stoner, il detective che ha aiutato Ellroy nella caccia all'assassino di sua madre.
James Ellroy e` ancora a caccia, crea i nomi, inserisce i collegamenti, arriva alla realta` attraverso il verosimile. Non ha altre armi. My dark places glielo ha insegnato. Nei suoi libri ormai non ci sono detective, non ci sono le trame del giallo. Ellroy e` l'investigatore e l'intero libro e` il crimine. La storia, le persone.
Gli eventi studiati per mesi da ricercatori professionisti sono la gabbia narrativa di Ellroy. Li` dentro si muove, crea la nuova prospettiva, raschia il colore dalla tela della Storia. Non ci sono concessioni romanzesche, i personaggi possono morire senza rumore. Ellroy quando scrive pensa al lettore? "No. Mai": forse Dave Klein non tornera` dal Sud America. Forse i conti non saranno pareggiati.


Torino, Aprile 2001


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