Gia` pubblicato nel 1989 dalla Mondadori riappare per Sellerio l'ultimo romanzo dell'argentino Manuel Puig (1932-1990) per la cura (perfetta e preziosa) di Angelo Morino. Scende la notte tropicale (titolo originale Cae la noche tropical) e` la storia di due anziane sorelle argentine, Lucy e Nidia, rispettivamente di 81 e 83 anni, che in tarda eta` decidono di trasferirsi nella "tropicale" Rio de Janeiro e vi si trovano molte bene, senza alcuna nostalgia di Buenos Aires, pur non avendo parenti sul posto pronti a intervenire in caso di bisogno.
Come gia` in altri romanzi (cito solo Il bacio della donna ragno) Puig tesse il romanzo con innesti estrapolati da quotidiani, riviste, lettere, rapporti di polizia, denunce ecc. senza che il narratore intervenga a spiegare cucire amalgamare. Eppure la vicenda narrata non ne risente piu` di tanto, forse perche` e` molto intrigante questo raccontare strano, storto, sbieco, utile a mettere in luce le cose che sono in ombra, o che all'improvviso calano nel buio.
Allora la vicenda delle due sorelle argentine, e del loro incessante lavorėo per riempire il vuoto, le assenze, la solitudine, si estende e coinvolge altre storie, come se una esuberante (tropicale?) natura riacquistasse il territorio sottrattole dalla civilta`: scompare l'ordine, la compostezza, persino la strada nella quale stiamo camminando (leggendo) si fa a un certo punto complessa e instabile. Ed ecco venir fuori la storia di Silvia, la psicologa quarantenne dagli amori difficili e quella dei poveri amanti Ronaldo e Wilma. Il finale pero` e` rasserenante: c'e` il desiderato e definitivo ritorno in Brasile di una delle due sorelle, persino un applauso all'arrivo. Cosa del tutto inconsueta nelle vicende narrate da Puig.

Scende la notte tropicale e` un romanzo fitto di dialoghi, che privilegia il parlato, che affascina per via dei colori, di queste due sorelle cosė diverse eppure tanto unite (v. le lunghe lettere che si scrivono, il piccolo giardino che alla partenza dell'una l'altra seguita a coltivare con amore), dei suoni e delle storie che s'intrecciano. Eppure talvolta infastidisce, smorza entusiasmi e fa persino arrabbiare per certe crude (eccessive?) ambiguita` di alcuni personaggi. Per esempio di Silvia la psicologa e dell'amatissimo amante che, preso dai rimorsi o non si sa da che altro, le vomita persino addosso e lei ci resta male, ci mancherebbe, ma poi lo spinge tra le braccia di una collega, come se l'ampliamento della ferita fosse l'unico rimedio per favorire la cicatrizzazione. O dell'umile e buono portiere Ronaldo tanto affezionato alla povera e lontana moglie (i due hanno da poco perso una figlia) da abbandonarla per la tredicenne Wilma... E poi, ancora, gli articoli messi li` a caso (a caso?) letti non si sa da chi, probabilmente da una delle due sorelle. E` come se Manuel Puig piu` che raccontare una storia (cosa che comunque poi fa, e assai abilmente, pur smontandola e rimontandola) punti a descrivere le immagini che appaiono in uno specchio: qualcosa di nitido, eppure fuggevole o facilmente deformabile. Come la vita?


Manuel Puig, Scende la notte tropicale (Cae la noche tropical, 1988)
trad. di Angelo Morino
2004, Sellerio - La memoria n.602, pp. 279, euro 10,00


Roma, 30 giugno 2004


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