Il secondo romanzo di Fabio Novel abbandona le estrapolazioni fantascientifiche e fantapolitiche del primo romanzo ("Scatole siamesi") ma non cambiano le ambientazioni (Cambogia e Thailandia, in questo caso specifico). La storia si svolge in gran parte nella Cambogia post-Pol Pot, che vedeva le forze di pacificazione dell'ONU a garanzia della transazione democratica del paese, e ha come protagonista una giovane olandese, in fuga da se stessa, che collabora con una ONG sanitaria.
Una storia segnata dalla violenza: da quella del regime dei khmer rouge, vista con occhi occidentali e lasciata intuire dai comportamenti dei sopravvissuti cambogiani, a quella del caso delle bambine violentate e uccise, filo conduttore di tutta la vicenda di Tia che trova conclusione dieci anni dopo, in una Cambogia normalizzata e abbandonata a sé stessa.
Un romanzo di indagine, sia poliziesca che interiore, di spionaggio e azione, di sangue e morte. E di dubbi che non riescono a trovare soluzione: "Come si diventa belve? Soprattutto: perché?".


La "quarta" di copertina
Chi ha seviziato e ucciso Peuw e tante altre bambine? Una risposta che nessuno è interessato a trovare, nella tormentata Cambogia del 1992. Solo Tia, una giovane volontaria in cerca di redenzione, vuole giustizia. Per ottenerla, non esiterà ad affrontare il cuore oscuro di Phnom Penh.

Phnom Penh, 1992. La Cambogia è un paese piegato da conflitti e follia: ha pagato caro lo scotto del Viêt Nam, del genocidio polpotista, della guerra civile. È una nazione distrutta, che deve rinascere. Dalle macerie dello spirito prima che dei luoghi. Da un anno, è operativa la missione UNTAC: più di ventimila uomini tra caschi blu e funzionari, peacekeepers che dovrebbero garantire il disarmo delle fazioni in lotta e il regolare svolgimento delle previste elezioni democratiche.
È in questa terra intrisa di sangue, rianimata da una forzata speranza per il futuro, che Tia Liliek, una giovane in fuga dal rimorso e dalla depressione, cerca riscatto in un progetto ONG. Il volontariato pare risollevare l’animo della ragazza. Soprattutto, si affeziona all’orfana Peuw, al punto da considerare le possibilità legali di un’adozione.
Ma Peuw viene trovata morta in un vicolo della capitale. Seviziata, imbellettata come una prostituta, con la testa infilata in un sacchetto di plastica nera.
Chi sia stato non importa a nessuno, le priorità cambogiane e delle NU sono ben altre. Ma Tia esige giustizia. Scopre così che Peuw non è la prima vittima di quello che potrebbe essere un serial killer pedofilo. Con l’aiuto di alcuni amici e di Marco D’Angelo, un brigadiere dei Carabinieri distaccati alla Polizia Civile dell’UNTAC, promuove un’inchiesta sull’assassino. Perché le famiglie delle vittime si chiudono nell’omertà? Perché la polizia locale non vuole investigare, nemmeno dietro pressioni? Perché la DGSE, lo spionaggio francese, s’interessa della faccenda? Perché la CIA muove le sue fila, nell’ombra? E, soprattutto: chi uccide?
Purtroppo, qualcuno copre l’omicida, rendendo le indagini non solo impossibili e pericolose, ma addirittura letali.
La strada per la verità si rivelerà lunga e imprevedibile. E, alla fine, ci sarà posto solo per un’amara vendetta.


Fabio Novel, Sangue khmer
2016, Delos Digital, Odissea Digital 35
ebook 3,99 Eur


Milano, maggio 2016


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