|
José Pablo Feinmann, Il cadavere impossibile (El cadáver imposible, 1992), tr. it. Anna Devoto, "Le foglie" - Marcos y Marcos, pp. 159, € 10,00
Fa quasi tenerezza questo libricino, testimonianza dei tempi felici in cui, persino nella patria di Borges, gli intellettuali si ponevano di fronte al giallo come a un qualcosa di affascinante, sì, ma anche un po' disdicevole, una realtà perversa con cui il vero scrittore poteva avere commercio solo a patto di prenderne, in qualche modo, le distanze. Così, nel lontano 1992, José Pablo Feinmann, docente universitario di filosofia, cinefilo e letterato di Buenos Aires ancora felicemente sulla breccia, nell'affrontare la storia della piccola Anna, che ammazza la mamma e il suo amante perché li ha colti sul fatto sul tavolo da cucina e poi, al riformatorio, ritrova una figura materna nella crudele carceriera in capo, destinata a incappare, a sua volta, nella sanguinosa vendetta delle altre giovani recluse, invece di farne, come succederebbe oggi, un noir di successo, nascondendone la melodrammaticità e la convenzionalità dietro un esile schermo di asserito realismo, si è dato un gran da fare per segnalare, anzi, per ostentare il suo distacco dalla materia. Così il romanzo, se vogliamo chiamarlo tale, è scritto sotto forma di una lettera di proposta a un non precisato editore argentino desideroso di lanciarsi sul mercato del mistery ed è l'autore stesso che sottolinea, a ogni passaggio, l'improbabilità delle situazioni e dei personaggi. Il tutto vuol essere - dice il nostro - "un esercizio di incrocio dei generi", un'esibizione della capacità di mescolare al poliziesco elementi tipici del feuilleton e dell'horror, con qualche spunto di satira culturale (come quando la carceriera inizia la piccola reclusa ai piaceri delle telenovelas…) e una vaga implicazione simbolica. L'operazione all'epoca fu notata dagli spiriti raffinati, tanto è vero che l'operina apparve anche in Italia per i tipi della Zanzibar, una casa editrice ormai preterita, che per simili bizzarrie aveva un debole, ed è stata ripescata oggi dall'ottimo Zapparoli della Marcos y Marcos, un editore che ha anche lui il gusto delle trouvailles letterarie e meriterebbe ogni elogio se solo avesse avvisato in qualche modo il lettore che non di una pubblicazione originale si tratta. Perché, pur se i tempi sono definitivamente cambiati, anche il lettore di oggi potrà trarre dal Cadavere impossibile la sua brava dose di divertimento. Ma che fatica bisognava fare allora per accostarsi al nostro genere favorito… 23 Febbraio 2004 |
![]() | |||
| [ Home ] | [ Recensioni ] | [ GiallOliva ] | [ Top ] |







