Leonardo Gori, La finale, "Giallo&nero" - Hobby&Work, pp. 351, € 17,00

Gli appassionati del giallo italiano ricorderanno il capitano Bruno Arceri, dei Reali Carabinieri, cui Leonardo Gori ha affidato le indagini di Nero di maggio (2000) e Il passaggio (2002), due mysteries ambientati, rispettivamente, nel corso della visita di stato di Hitler in Italia, nel 1937, e durante la liberazione di Firenze, nel '45. È un personaggio complesso e tormentato, un onesto ufficiale abbastanza apolitico (come usava, allora, tra i carabinieri) che, in quegli anni difficili, ha maturato il rifiuto della dittatura e delle sue lusinghe ideologiche. In questo terzo romanzo lo cogliamo, per così dire, a mezza via: arruolato nel SIM (l'organizzazione dello spionaggio militare, che all'Arma era appunto affidata), viene spedito a Parigi nel giugno 1938, apparentemente per prendere contatto con un fuoriuscito italiano cui i suoi superiori, misteriosamente, si interessano, ed è subito coinvolto in una serie di delitti nell'ambiente degli esuli antifascisti. Naturalmente, nel giugno del '38 a Parigi sono in corso le finali della Coppa del Mondo di calcio, il che per il protagonista rappresenta una buona occasione per mimetizzarsi tra i tifosi accorsi e all'autore permette di rievocare, anche attraverso una serie di sapienti citazioni dei gloriosi reportages di Ernesto De Martino, quella saga sportiva. Ma è anche il tempo della rotta definitiva dei repubblicani in Spagna, un momento di grave crisi per l'antifascismo, i cui esponenti, in patria e all'estero, si trovano impegnati, oltre che nella lotta alla dittatura, in un confronto interno, diciamo così, piuttosto complicato. Arceri riuscirà a fatica, e non senza pagare sulla sua pelle un prezzo piuttosto alto, a districarsi nel ginepraio parigino di giellisti, comunisti e anarchici e a risolvere, con l'onesta determinazione che lo caratterizza, il caso. Gori, oltre che uno straordinario conoscitore degli anni '30, che ricostruisce con una attenzione minuziosa ai particolari e una capacità davvero diabolica di rendere l'atmosfera generale, si rivela una volta di più quel perfetto organizzatore di trame che è, capace di muoversi con spericolata disinvoltura a mezza strada tra il giallo, la spy story e il romanzo storico e di restituirci, attraverso la fiction, il senso di una pagina importante, ma poco nota, della nostra storia. Va letto.

01 Dicembre 2003


[ Home ] [ Recensioni ] [ GiallOliva ] [ Top ]