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Lawrence Sanders, Rapina record a New York (The Anderson Tapes, 197), tr. it. di Giancarlo Bonacina, "Diabolik presenta i bestseller del crimine" - Sonzogno, 266 pp., € 5,95
Tra le prime uscite della nuova collana diretta da Andrea Carlo Cappi per la Sonzogno, quella che, sotto gli auspici del grande Diabolik, si propone di ripresentare, accanto a qualche novità, i più classici caper novels del passato (cioè quei romanzi imperniati sulla progettazione e l'esecuzione, individuale o collettiva, di un complesso colpo ladresco, con o senza effrazione o violenza, ma sempre con una certa enfasi sulla tecnica), va assolutamente segnalato questo Rapina record a New York di Lawrence Sanders, che in Italia apparve fugacemente nel '71 negli "occhietti" Garzanti con il titolo, forse più azzeccato, di La polizia vi ascolta (ma come Rapina record a New York è apparso nel frattempo il film che ne ha tratto Sidney Lumet, con un favoloso Sean Connery). È un classico assoluto, non tanto perché il "colpo" che vi viene descritto sia qualcosa di trascendentale, o perché i personaggi, tutti - peraltro - molto ben disegnati, si distacchino particolarmente dalla media, quanto per la tecnica narrativa adottata. Il romanzo, salvo qualche passaggio di raccordo, è interamente composto da un montaggio di registrazioni, intercettazioni, trascrizioni, rapporti di varie organizzazioni, pubbliche o private, dai quali risulta come il mondo della malavita (e non solo quello) fossero, già in quei primissimi anni '70, sotto la costante attenzione e l'accurata sorveglianza di un numero spropositato di agenzie investigative, dalla Polizia di New York all'FBI, dal Servizio Segreto all'Autorità sugli Alcolici, dal Fisco al corrispondente americano della SIAE. Ma visto che ciascuno di questi benemeriti enti agisce in proprio, senza alcun collegamento con gli altri, il fatto che il colpo, fin dal primo baluginare nella mente del suo ideatore, sia perfettamente noto alle autorità, intese nel loro complesso, non può impedire che esso si svolga, fino alla sua prevedibilissima, sanguinosa, conclusione. Ciascuno dispone solo di un frammento di verità, e di tanto deve accontentarsi. Bisognerebbe organizzare una qualche specie di coordinamento globale, certo, ma… ma che senso avrebbe un mondo in cui, sia pure per il migliore dei motivi, ogni azione, ogni parola dei cittadini fosse annotata, registrata e archiviata? Problemi grossi, come vedete, e tanto più drammatici per noi, lettori dei tempi di Echelon. Lawrence Sanders, che in seguito avrebbe raggiunto la fama con certi noiosissimi bestseller semigialli (la serie dei "peccati mortali") aveva, evidentemente, il genio del precursore. E il romanzo, nonostante la struttura singolare, mantiene, trent'anni dopo un ritmo e una vitalità che lo rendono, come vi dicevo, imperdibile. Cercate di non perderlo. 21 Luglio 2003 |
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