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Gian Franco Orsi (a cura di), Killers & Co. - I racconti inediti dei migliori giallisti italiani contemporanei, Sonzogno, 407 pp., € 17,50
Le antologie di racconti, di solito, non affascinano il pubblico pagante, né è probabile che lo faccia questa, handicappata com'è da un titolo generico e piuttosto incongruo (perché Killers & Co., in inglese, se si tratta di autori e delitti italiani?) e da una presentazione grafica che non sembra certo destinata a vincere l'Oscar della specialità. Ma sarebbe un peccato trascurarla, perché Gian Franco Orsi, leggendario ex direttore del Giallo Mondadori, sommo esperto, se mai ve ne fu uno, della materia e presidente attuale della sezione italiana dell'AIEP (l'associazione internazionale degli scrittori di poliziesco) è riuscito a mettere insieme un volume di grande interesse, che rispecchia il panorama giallo nostrano con una precisione notevole. In pratica, con un paio di eccezioni più casuali che altro, gli scrittori italiani che contano ci sono tutti, in rigoroso ordine alfabetico, da Alan D. Altieri (un autore di azione che in genere si tiene alla larga di queste iniziative) a Giovanni Zucca, che per essere un quasi debuttante ha scritto un racconto davvero bello. E se i maestri riconosciuti, tipo i Pinketts, i Fois e i Lucarelli, tendono fatalmente a cavarsela con qualche intervento "leggero" (quello di Pinketts in pratica è una barzelletta, anche se divertente), gli altri si impegnano più a fondo: vi raccomando, in particolare, i contributi di Andrea Carlo Cappi, Giancarlo De Cataldo e Giancarlo Narciso. Ma ci sono anche Stefano De Marino, che firma, finalmente a proprio nome, una delle storie di spionaggio che lo hanno reso una colonna portante di "Segretissimo", Davide Pinardi, che torna al genere dopo una (deplorevole) assenza ingiustificata, Danila Comastri Montanari, Barbara Garlaschelli, Carmen Iarrera, Giampiero Rigosi, Claudia Salvatori e Alda Teodorani. Non mancano un paio di debuttanti da non perdere d'occhio, dal citato Zucca al sorprendente Giancarlo Pagani. Troverete persino un racconto breve del vostro recensore, che, vanitoso come tutti i critici, non ha saputo resistere nemmeno questa volta alla tentazione di intrufolarsi tra gli scrittori "veri". Insomma, ce n'è un po' per tutti: l'AIEP italiana, cui tutti gli autori sono iscritti, finora non si era distinta per una particolare vivacità associativa, ma con questa antologia si è riscattata e speriamo che Orsi non consideri esaurito il suo compito. 02 Giugno 2003 |
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