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Alicia Giménez-Bartlett, Serpenti nel Paradiso (Serpientes en el paraíso), "La memoria" - Sellerio, 363 pp., € 11,00
L'ispettrice Pedra Delicado e il viceispettore Garzón, della policia nacional di Barcellona, sono ormai alla loro quinta avventura e si sono lasciati definitivamente alle spalle le scaramucce ideologiche da "strana coppia" che contraddistinguevano le loro prime sortite. Del resto, se qualche anno fa l'intrepida poliziotta creata da Alicia Giménez-Bartlett poteva aspirare a distinguersi tra i colleghi per quel tanto di anticonformismo che le derivava dalla sua condizione di donna sola e indipendente nell'universo maschile della polizia (e della società) iberica, ormai le cose sono cambiate. Nella Spagna di oggi, evidentemente, una donna sola ed emancipata non fa più impressione a nessuno: anzi, le sue reazioni di fronte a certi comportamenti e a certi costumi correnti tendono a sembrare maledettamente convenzionali, proprio come quelle del suo vice. Il che, se crea tra i due una sorta di complicità nuova, cambia la cifra delle loro indagini e le sposta in un ambito, diciamo così, piuttosto tradizionale. D'altronde, l'impostazione di Serpenti nel paradiso è davvero tradizionale: i due si trovano dinnanzi a un classico delitto bene, consumato nell'ambiente artificioso e isolato di un quartiere residenziale modello, un delitto che vede coinvolti i membri di tre nuclei familiari apparentemente perfetti e socialmente piuttosto su, una situazione che suscita nelle forze dell'ordine l'irresistibile impulso a cavarsela addossando ogni colpa se non al maggiordomo, che non si usa più, per lo meno alle guardie giurate della security o alle colf filippine. I nostri eroi, naturalmente, riusciranno a resistere alla tentazione, ma questo non gli impedisce, forse perché contemporaneamente sono impegnati in altre faccende di routine, di consumare quasi quattrocento pagine nella ricerca di un assassino la cui colpevolezza, per un motivo o per l'altro, era evidente al lettore pratico di gialli fin dal secondo capitolo. Il che non esclude che la storia sia ben costruita e che il romanzo sia di lettura piacevole, soprattutto per gli amanti del poliziesco a enigma: diciamo soltanto che dalla nostra autrice eravamo autorizzati ad aspettarci qualcosa di più fantasioso e intrigante. Vediamo di accontentarci e sarà per la prossima volta. 26 Maggio 2003 |
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