Giulio Leoni, E trentuno con la morte…, I Classici del Giallo Mondadori n. 949, 279 pp., € 3,55

Giulio Leoni si è reso colpevole, tre anni fa, di un Dante Alighieri e i delitti della Medusa, con cui, tra l'altro, ha vinto il Premio Tedeschi: vi ci si accumulavano, ovviamente, tutte le nefandezze del giallo medioevale, un sottogenere che, come non ignorerete, mi è particolarmente inviso, anche quando non è afflitto dalla maledizione supplettiva di un protagonista illustre. In seguito, però, si è emendato: pur mantenendosi fedele al genere storico, anche perché forse è l'unico in cui sono ancora possibili le ingegnose trame a enigma che predilige, ha scelto delle epoche più palatabili. Così La donna sulla luna, dell'anno scorso, ci ha portato nella Germania weimeriana e questo E trentuno con la morte, che appare nei "Classici del Giallo", una collana che, dopo la recente ristrutturazione della narrativa periodica della Mondadori, non pubblica più soltanto ristampe, si svolge - come qualsiasi cultore di poesia italiana del '900 potrebbe agevolmente dedurre - nella Fiume di Gabriele d'Annnunzio. Leoni ambiente la sua trama gialla nel dicembre del 1919, inserendola nella cronaca degli ultimissimi giorni di quella storica "impresa", di cui sa cogliere bene il clima di non innocua follia, sempre a mezzo tra la carnevalata e la tragedia storica. A un immaginario tenente Cesare Marni, aiutante da campo del Comandante in persona e addetto alla sua sicurezza, spetta il compito di indagare sulla misteriosa uccisione di uno psichiatra ungherese, un delitto in cui D'Annunzio stesso, con la sua passione per il bel gesto e la sua smisurata vanità, è riuscito a farsi coinvolgere. Ma le indagini, in sé, contano fino a un certo punto, anche perché l'investigatore non sembra particolarmente dotato: il mistero si risolve, per così dire, da sé ed è, bisogna ammetterlo, tra i più succulenti che ci siano stati proposti da qualche tempo a questa parte: vi ci si mescolano problematiche storiche e culturali, illusionismo, giochi di prestigio, drammi familiari, avanguardie artistiche e quant'altro possa avere riferimento a quegli anni febbrili. Insomma, un romanzo interessante, sospeso tra la dimensione drammatica e quella grottesca, che ci permette di riconoscere un nuovo protagonista del giallo italiano.

04 Maggio 2003


[ Home ] [ Recensioni ] [ GiallOliva ] [ Top ]