|
Dennis Lehane, La casa buia (Gone, Baby Gone, 1998), tr. it. di Franceso Chiari, Piemme, 459 pp., € 18,90
Di Dennis Lehane, che da noi non è conosciutissimo, ma sul mercato di lingua inglese va alla grande, devo avervi segnalato, tempo fa, Pioggia nera e Buio prendimi per mano. Si trattava, se ben ricordo, di onesti prodotti del sottogenere noir di azione, come lo si intende oggi: quattro o cinquecento pagine, ambientazione nei peggiori ghetti urbani che si possano immaginare, personaggi molto caratterizzati nel senso della durezza di carattere e della capacità di ricorrere alla violenza, vicende - nel complesso - straordinariamente trucide. È una formula che funziona sempre e che, se correttamente applicata, garantisce l'accesso nel paradiso dei best seller. : peccato solo che stronchi a priori. qualsiasi pretesa di originalità. L'autore può anche sforzarsi per variare la tematica e approfondire le situazioni, ma da quello schema non gli è assolutamente permesso di uscire. Così, in questa Casa buia. , Lehane fa onestamente del suo meglio per portare avanti la sua impostazione di partenza: i protagonisti, una coppia di giovani investigatori da strada della periferia sud di Boston, che, insieme all'amico Bubba, trafficante di armi uso ad abitare in una casa imbottita di esplosivo, formano una specie di variante contemporanea del trio Spenser-Susan-Hawk di Robert B. Parker, si sono finalmente messi insieme, vivono la loro storia con toni debitamente lirici, perché i duri, si sa, non sono incapaci di sentimenti teneri, pensano come sarebbe bello avere un bambino… ma finiscono immancabilmente col fare le stesse cose, tra malviventi sempre più feroci e poliziotti sempre più sconsolati. I tempi, si sa, sono duri: nel caso specifico è stata rapita una bambina di quattro anni e la pateticità della situazione è aumentata dal fatto che la madre è una specie di scervellata, che divide il suo tempo tra il trasporto di droga e la poltrona davanti alla televisione, anzi, tutto fa pensare che la creatura sia stata prelevata da certi complici cui la brava donna ha cercato di tirare il classico pacco. In realtà la situazione è più complicata e per scoprire cosa è successo alla piccola Amanda i nostri eroi dovranno immergersi a fondo nell'inferno suburbano. Gliene succedono praticamente di tutte, ma è ovvio che per aver ragione di due duri par loro ce ne vuole. Insomma, avrete capito che neanche questo romanzo mi è piaciuto alla follia, ma se voi siete dei cultori di quell'area oscura che si situa tra il thriller, il dark e lo splatter, dovreste trovarvi pane per i vostri denti. Anche perché la scrittura è dignitosa e la storia, in definitiva, si regge, il che, in un romanzo di questo genere, resta l'unica cosa che importa. 03 Marzo 2003 |
![]() | |||
| [ Home ] | [ Recensioni ] | [ GiallOliva ] | [ Top ] |







