All'inizio non ero molto convinto. Questa storia di due rapinatori in giro per il Texas ad ammazzare gente, praticamente senza motivo, stile Natural Born Killers, mancava del fascino e del mistero di una trama piu` complessa. Ma dopo una decina di pagine le mie idee sono cambiate.

Christopher Cook scrive in maniera superba, trasformando una trama, in altre mani forse banale, in una storia sull'amicizia, la musica, il crimine, la vita.
Complessi e con parecchi lati oscuri i suoi personaggi. Eddie che, come si vedra`, gia` nel nome nasconde bugie e segreti. Della Street che incasella la vita nei test delle riviste (mica facile pero` farci stare un uomo con un coltello in petto... ). Il ranger Rule Hooks che non sa decidersi a lasciare piu` spazio alla figlia, a scaricare una buona volta l'amante (e moglie di un amico), e a fare le scelte giuste, mentre insegue Ray Bob Matthews sulle coste paludose del Texas.
Insieme a Katie, Dana e Moline (rispettivamente figlia, amante e amico), Rule lascia nel libro una sorprendente ellissi e sottolinea agli occhi del lettore quanto pesi in un romanzo anche quello che non viene detto. E infine Ray Bob, un passato che spunta fuori un pezzo alla volta, scavando poi fino alle radici affondate nelle paludi del Texas orientale, un ambiente da Un tranquillo weekend di paura.
E nel libro il film viene direttamente citato: Deliverance di John Boorman con la sua natura selvaggia cosė poco idilliaca. E` infatti una caratteristica di Cook saldare subito i suoi debiti: il clima e l'ambiente ricordano come un'eco lontana i romanzi di James Lee Burke ed ecco che, ad un certo punto, il ranger inizia a leggere In the Electric Mist with Confederate Dead, proprio uno dei libri piu` belli di Burke, dove il paesaggio ha un peso essenziale, mescolandosi all'azione, e ai sogni.

L'apertura della storia e` ad Austin, capitale del Texas, e poi subito ci si sposta verso Houston e la costa e le terre orientali. Un viaggio tra 7-Eleven, pompe di benzina, ristoranti drive-thru, Taco Bell e McDonald, in un territorio di confine tra le citta` ed un paesaggio che rimane come sospeso: deserti, paludi e foreste pronte a scomparire sotto i cingoli di un caterpillar. Quello di Cook e` anche un libro, pieno di nostalgia e di rabbia, sul Texas, un posto dove puoi scegliere tra pozzi petroliferi per spaccarti le ossa e raffinerie o stabilimenti chimici per un piu` subdolo tumore. Oppure c'e` il piombo di un proiettile o un'iniezione letale nel braccio della morte.

Dire quanto valga questo romanzo non e` facile a parole, bisogna leggerlo, e` troppo ricco, inizia da uno sbaglio e finisce con un blues: bisogna ascoltarlo, e l'impressione e` quella di essere rimasto appeso ad una canzone di quelle che danno forma e sostanza all'aria che respiri, e che anche finite continuano a suonare.


Christopher Cook, Robbers
tr. di Luca Conti
2003, Einaudi Stile Libero, 14,50 euro


Torino, 25 settembre 2003


[ Home ] [ Recensioni ] [ Top ]