E` appena uscita in edizione supereconomica il terzo libro di quella che viene, non a torto, considerata il "clone" di Patricia Cornwell, Kathy Reichs. Le loro protagoniste sono infatti molto simili, con la grande differenza, a mio avviso, che il "clone" e` molto piu` estremo e, suo malgrado, divertente.
Kathy Reichs nell'eccesso di certe situazioni strizza l'occhio al romanzo di appendice e le sue vicende di cadaveri smembrati, efferati delitti e quanto di peggio un essere umano possa fare a un suo consimile, sembrano celare invece una garbata ironia, gia` anche nel nome dell'eroina, Temperance (Tempe per gli amici), una virtu` che in famiglia le sembra mancare parecchio.
Il lettore viene quindi spinto avanti dalla curiositą di vedere "cosa succedera` adesso" e dalla profonda consolazione che, in fondo, un corpo umano fatto a pezzi non e` poi cosi` grave.

Questo accadeva con Corpi freddi (Deją Dead, 1997) e con Cadaveri innocenti (Death du Jour, 1999), entrambi reperibili nella SuperBUR della Rizzoli, due libri che sono quasi stato costretto a leggere uno di seguito all'altro tanto era forte il brivido che me ne veniva. Con Resti Umani (Deadly Decision, 2000), attualmente disponibile a 7.900 lire nella nuova collana Superpocket dedicata al thriller, invece non succede piu`.

Mi era gia` stato preannunciato, e forse questo mi ha pure condizionato nella lettura, ma la magia instaurata dai due precedenti libri non si ripete. La vicenda e` questa volta molto piu` giocata in casa, laddove, negli altri volumi la protagonista, Tempe Brennan, era sempre a salire e scendere da un aereo per cucire insieme le ambientazioni preferite dall'autrice, il Canada francofono e il North Carolina, collezionando connessioni e coincidenze improbabili. Infatti la famiglia della protagonista dei romanzi della Reichs sembra essere non solo il perno della vicenda, ma il fulcro di tutto quello che puo` eventualmente accadere nella realta` fittizia delimitata dall'autore.
In questo romanzo pero` forse si esagera con gli effetti da romanzo di appendice e alcuni di essi risultano del tutto gratuiti. Come quelli che riguardano l'amato dalla protagonista che, in situazioni che sembrano tratte dal Dumas del Visconte di Bragelonne o del Tulipano Nero, pone le basi per una sua presenza drammatica in ulteriori romanzi degna della peggiore degenerazione della vita sentimentale della collega-concorrente dei libri della Cornwell.
In conclusione, sebbene a mio avviso valga la pena di leggere la Reichs, non partite da questo romanzo.


Kathy Reichs, Resti Umani
Superpocket Best Thriller


Bologna, marzo 2001


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