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Se si desidera davvero un figlio, e non lo si puo` avere, si e` disposti a qualsiasi cosa. Finanche
a trascorrere lunghi periodi in un paese lontano e freddo dove arrivano le cicogne (la Polonia), senza
conoscerne la lingua e con la speranza di poter adottare un bambino -cosa comunque non facile- a spendere
molti soldi, a farsi licenziare, ad avere a che fare con persone ambigue e a vivere momenti di grande
sconforto e contrasto: con se stessi e persino all'interno della coppia che ha deciso di intraprendere
questo difficile viaggio verso l'adozione. In questo caso Matteo e Lucia che vivono a Torino e hanno
perso il figlio che aspettavano in un incidente stradale, e ora lei non ne puo` piu` avere. E` questo che racconta Michele Governatori nel suo nuovo romanzo Il paese della cicogne (2004) e lo fa in modo sobrio e intelligente, in una prosa chiara e diretta, che prende soprattutto nella seconda parte, quando la storia si fa piu` movimentata, veloce e avvincente. Una prosa classica, attenta ai particolari, alle sfumature. Molto diversa da quella di Venere in topless (2003, Fernandel) che era un romanzo frenetico e corale, forse piu` ambizioso di questo malinconico, ma intenso volo nel paese delle cicogne. Nota biografica Michele Governatori e` nato nelle Marche, a Mondavio nel 1972, ma vive e lavora a Roma. Ha pubblicato racconti su riviste e antologie e, nel 2003, il romanzo Venere in topless (Fernandel). E` uno dei componenti del gruppo romano I libri in testa. Michele Governatori, Il paese delle cicogne (2004) 2004, Foschi Editore, pagg. 223, euro 9,90 Roma, 21 gennaio 2005 |
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