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Giancarlo DE CATALDO, Romanzo criminale (Romanzo criminale, 2002), Einaudi Una storia di Roma e d'Italia attraverso le malefatte di un gruppo malavitoso della capitale, con apporti di un commissario di PS inopportunamente idealista e di un grande vecchio che assomiglia al Direttore dell'UCCI (un po' piu` cattivo). Una storia che, un po' per la mole del volume, un po' per la narrazione da piu` punti di vista e per l'arco temporale coperto mi ha ricordato il Q dei Wu Ming. Massimo MONGAI, Memorie di un cuoco di un bordello spaziale (Memorie di un cuoco di un bordello spaziale, 2003), Robin Il secondo volume delle memorie di Rudy "Basilico" Turturro, alle prese con salse e spezie, fornelli e tegami, ma soprattutto con le diverse sottospecie umane oramai lontane dalla Terra. Nel ricordo gli e` superiore il primo, quello che vinse il Premio Urania nel lontano '97. Elizabeth MOON, Ponte di Comando (Rules of Engagement, 1998), Mondadori - Urania 1466 e 1469 Bah, a parte l'inverosimiglianza pressoche` assoluta delle situazioni nodali del romanzo, lo si legge in un attimo (2-3 giorni per i due volumi), il che e` positivo: se non altro ti lascia tempo per qualcosa di meglio. La Cherryh e la Bujold sono altra cosa. Alicia GIMÉNEZ-BARTLETT, Morti di carta (Muertos de papel, 2000), Sellerio La quarta puntata delle avventure di Petra e Firmin; mi e` parsa la piu` debole fra quelle lette sinora (tanto da aver dimenticato chi e` l'assassino, e quanti sono i cadaveri). Ricordo un grande va e vieni fra la capitale e Barcellona; poco altro. Lois McMASTER BUJOLD, L'ombra della maledizione (The Curse of Chalion, 2001), Nord La Bujold senza Miles, senza Vor, senza Barrajar o Cetaganda? E` persino migliore: mette in piedi un classico mondo adatto ad una storia fantasy, coi suoi bei regni, le sue caste sacerdotali, i suoi dei (cfr. Lyonesse). Ci precipita dentro un eroe classico, che lotta contro nemici materiali ed immateriali, fedele al suo dovere, fino ed oltre ai limiti umani. Ok, ebbene si`, e` la Bujold di sempre, in ottima forma. Ian MC DONALD, I confini dell'evoluzione (Evolution's Shore, 1995), Fanucci Ponderoso volume su... oddio, su che cosa? C'e` un'invasione dallo spazio, o meglio, una inseminazione di materia organica (sparata lungo l'equatore) che evolve e si espande molto rapidamente. La cosa e` tenuta sotto controllo dalle organizzazioni delle NU, che tentano di studiarla con spedizioni scientifiche e mantengono un cordone sanitario con le forze armate. Il tutto e` visto da un punto vicino ad una giornalista d'assalto nordirlandese: se ne segue la scalata verso i servizi di prima pagina. Michael MOORE, Ma come hai ridotto questo paese? (Dude Where's My Country?, 2003), Mondadori Una serie di articoli che tentano di documentare la vulnerabilita` dell'elettorato americano alle pressioni di gruppi dotati di forti poteri economici. Un po' meno amaro di Bowling for Columbine, una dose (speriamo non eccessiva) di speranza. Michael MOORCOCK, Madre Londra (Mother London, 1988), Fanucci Iniziato e piantato li` dopo 80-100 pagine. Alicia GIMÉNEZ-BARTLETT, Serpenti del paradiso (Serpientes en el paraěso, 2002) Sellerio Data la visita a Milano dell'autrice, ho contravvenuto alla regola di leggerne uno al mese. E` l'ultima avventura dei due poliziotti di Barcellona, ad oggi. Pare (fonte assolutamente inaffidabile) che nel prossimo futuro lui diventera` investigatore privato, mentre lei tornera` negli archivi, pronta pero` a dargli una mano nei suoi casi. Anche se il colpevole in questo caso e` telefonato la storiella laterale della visita del Papa pare fatta apposta per i prossimi (tele)film che saranno prodotti in/per l'Italia. WU MING 5, Havana Glam (Havana Glam, 2001), Fanucci Mortale. Meno male che anche questo veniva dalla biblioteca. Joyce Carol OATES, Una famiglia americana (We Were the Mulvaneys, 1996), Marco Tropea Convinto dalla ottima pubblicita` che ne aveva fatto il suo traduttore. Una storia di una famiglia americana dell'est (stato di NY) dagli anni '60 agli '80, (con epilogo nel '93). Non la miglior storia di famiglia che abbia mai letto (meglio i Buendia o, al limite, i Buddenbrook, se proprio devono essere protestanti). Continuo a preferire la narrativa di genere. 2 febbraio 2004 |
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