Concludendo il primo romanzo della tetralogia della factory E mori` a occhi aperti di Derek Raymond, ho tirato un sospiro di sollievo. Non perche` il libro mi sia dispiaciuto, semplicemente perche` mi stava trascinando in un labirinto di perversione reso reale dall'originalita` e dallo stile dello scrittore inglese, capace di esplorare e rivoltare come calzini sporchi una Londra violenta e corrotta, non certo quella pubblicizzata sui coupon turistici o nei corsi di inglese multimediali.

In breve, un uomo di mezza eta` viene trovato assassinato, ripetutamente colpito a morte, un massacro dalla ferocia inimmaginabile.
Il sergente che segue l'indagine, forse unico personaggio incorruttibile del romanzo, si ritrova in mano un solo ma importante indizio: una serie di audiocassette che la vittima ha registrato in svariati momenti e situazioni prima della sua scomparsa.
In una lenta ma progressiva discesa nell'animo e nella psicologia della vittima, il sergente della "factory" si trova ben presto coinvolto, oltre che professionalmente, anche emotivamente sino ad arrivare quasi ad una simbiosi con quell'uomo ucciso per cause apparentemente inspiegabili.
Le indagini si svolgono tra pubs dai banconieri corrotti, discoteche cupe e drammaticamente incapaci di un minimo di umanita`, e, attraverso le registrazioni particolareggiate, vero punto focale del romanzo che ricostruiscono la vita della vittima, i vigneti di un paesino della Francia, incredibilmente unico punto di riferimento per il recupero dei sentimenti e dei valori.
Alla fine dell'investigazione, il sergente della factory si trovera` coinvolto in prima persona nella vicenda che pian piano svelera` situazioni inaspettate, ma credibili, in linea con la perversione dilagante di cui il romanzo trasuda.
Arrivera` a provare per la vittima sentimenti di grande pena e rispetto ed al contrario, per l'assassino una rabbia feroce che lo spingera` ad agire freneticamente rischiando palesemente la vita.
Dall'ascolto dei nastri esce un profilo del morto dapprima depravato, viziato e "rovinafamiglie", poi pero` il sergente si trovera` di fronte ad un animo confuso, sconvolto dall'amore per una donna bellissima, fredda e spietata, abile con i maschi ma incapace di provare sentimenti, una donna a cui il poliziotto stesso inizialmente non sapra' resistere.

Un ottimo romanzo giallo/noir che si legge di un fiato, capace di cancellare anche quei pochi sorrisi ironici che di tanto in tanto affiorano sulle labbra del lettore e capace di disegnare una Londra in sintonia, purtroppo, con altre grandi citta` corrotte dai mali del nostro tempo e legati comunque ad una vita sempre piu` avara di ideali e di sentimenti ma avida di corruzione e disonesta', soprattutto morale.


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