E’ un mondo antico, ma anche un mondo nuovo.

Colin Harrison inizia la sua storia introducendo personaggi e punti di vista diversi. Sembra non avere fine questo accumulo di informazioni. “La notte sopra Manhattan” segue una narrazione caleidoscopica, ma attraverso il movimento di lenti che paiono moltiplicare la visione, il racconto si focalizza attorno a Jin Li, William Martz e Ray Grant. Ognuno è in qualche modo un personaggio simbolico, ma estremamente reale.
L’enigmaticità è un tratto essenziale del romanzo. Il lettore amplia il suo punto di vista e nello stesso tempo lo concentra sui movimenti fondamentali di un thriller.
Harrison scrive splendide pagine su New York e con la stessa cura dipinge i suoi personaggi. Speculatori finanziari, esponenti di multinazionali, immigrati clandestini. Quello che rende unica la scrittura di Colin Harrison è la capacità di raccontare in un percorso ricco di deviazioni e divagazioni, una storia spietata ed oscura. L’ombra dei grattacieli ricopre le strade e i tunnel sotto di esse. La trama è complessa e i binari della storia tracciano forme che l’autore è in grado di esaltare come i disegni ottenuti colorando solo alcune zone di un intreccio di linee. Mappe di una rete.
Dopo l’affresco dickensiano di Richard Price (La vita facile), l’editore Giano offre al lettore una prospettiva diversa della città.
La New York di Colin Harrison è incredibilmente vitale e insieme ambigua e letale. Il padre di Ray è alle prese con un cancro terminale. La metafora dello stadio di baseball rimanda al capolavoro di DeLillo. Ogni cosa trova la sua ragione d’essere per ricostruire con un amore accecante e accecato la città intera. Se il noir ha reso l’ambiente metropolitano un luogo per eccellenza, dove le linee di frattura sono esplorate come cicatrici sopra un volto, “The Finder” di Harrison, rifiutando le forme classiche del noir, ricrea la vita della città con una forza nuova.
Gli unici riferimenti possibili sono Crumley o Newton Thornburg ovvero il noir senza regole.
La mano sicura dello scrittore non lascia dubbi: il talento vive solo fuori dai manifesti letterari o nelle sue aree più marginali.


Colin Harrison, La notte sopra Manahattan (The Finder) (ed. or. 2008)
trad. L. Briasco, pp. 383, 18,50 euro, Giano, 2008.

Giugno 2009


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