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Dopo aver letto di Hugues Pagan Dead end blues e Quelli che restano questo romanzo conclude
la trilogia noir che ha come protagonista un poliziotto di nome Chess. Ne consiglio a tutti la lettura, ma (banalita`, pero` non si sa mai) prima leggettevi i precedenti due, solo cosi` potrete apprezzare davvero la storia. La chiave che rende il libro a mio parere stupendo e` l'aver saputo scrivere la solita storia del solito classico poliziotto "devestato" dalla vita e dal lavoro, che si lascia andare, che non ha piu` rispetto per se stesso e per gli altri, che annega nella disperazione ma con uno stile diverso dagli altri, con un'amarezza piu` profonda, con una disillusione e con una profondita' d'animo piu` marcate. Questa e` stata la vera sorpresa (gia` evidenziata nei due romanzi precedenti): iniziare una storia che sa di "gia` visto" mille volte e rendersi conto che invece ti sa dare molto di piu`, che non vorresti finire mai perche` ti proietta in un'atmosfera cupa e reale che raramente si tocca leggendo storie dello stesso genere. Leggere questo libro e` stato davvero un bel viaggio nella disperazione umana con il sottofondo di un blues sempre presente ma mai ingombrante. Un viaggio che diventa sempre piu` complesso nella sua tragicita`, dove il protagonista lotta contro tutti, anche contro una donna che potrebbe trascinarlo fuori da quel gorgo di solitudine, di rabbia, di malinconia e potrebbe dargli un'insperata salvezza. Alla fine Chess chiudera` tutti i conti, ma non sara` la fine che ci si aspetta. Hugues Pagan, La notte che ho lasciato Alex tr. di Jean-Pierre Baldacci e Luca Conti 2003, Meridiano Zero - Collana Meridianonero n.39, Pagg.304, 14,50 euro 22 dicembre 2003 |
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