Lo "sbirro" e` una figura familiare per i lettori degli albi della Sergio Bonelli Editore, il maggior editore italiano di fumetti: il plot poliziesco si adatta benissimo alle scadenze ferree della serialita` che ne contraddistingue le proposte. A volte si tratta di una figura istituzionale, con tanto di "patacca", come Tex Willer, ranger del Texas, il piu` noto e longevo dei personaggi dell'editore milanese, o come il Piccolo Ranger, o Nathan Never e Legs Weaver, agenti speciali del futuro; altre volte di figure ibride come la criminologa Julia Kendall, consulente della procura della sua citta`; altre ancora di tipologie particolari: ed ecco allora Martin Mystère, il "Detective dell'Impossibile"; Dylan Dog, l'"Indagatore dell'Incubo"; oppure Gea, il "Baluardo" che tra i suoi compiti ha anche quelli di una sorta di poliziotta di frontiera interdimensionale; infine Zagor, altro storico e duraturo personaggio della scuderia Bonelli, autoproclamato tutore dell'ordine dell'immaginaria Foresta di Darkwood, luogo della fantasia liberamente incastonato nell'America Settentrionale della prima meta` del XIX secolo.
Tra tutti costoro - e altri - il solo vero poliziotto dei nostri giorni, Nick Raider, detective della Squadra Omicidi del Distretto Centrale della polizia di Manhattan, New York: come dire lo sbirro quintessenziale.

Il personaggio e` in circolazione da giugno 1988 (La vittima senza nome, Nick Raider n.1); venne creato da Claudio Nizzi, autore di lungo corso del fumetto italiano, in particolar modo sul Giornalino, che ha poi dovuto prematuramente abbandonare per dedicarsi totalmente agli albi di Tex, nella scrittura del quale era subentrato a Gianluigi Bonelli, padre dell'editore. Il creatore grafico e` Claudio Villa, il quale, impegnato come copertinista di Dylan Dog e disegnatore di Tex (poi come disegnatore e copertinista di Tex, e in generale illustratore di punta della casa editrice), non ne ha firmato alcuna storia; il volto di Nick è modellato sulle fattezze del "duro" Robert Mitchum. Il primo albo fu disegnato da Gustavo Trigo, nome storico del fumetto argentino; le prime quarantatre copertine furono opera di Giampiero Casertano, firma prestigiosa di Dylan Dog.

Nick ha appena concluso la sua prima vita, con il mediocre Progetto Dakota, duecentesimo albo della serie regolare per i tipi della Sergio Bonelli (gennaio 2005), ed e` in attesa di tornare nelle edicole italiane con storie inedite su una nuova testata per le Edizioni If - che subentrano alla SBE nella produzione del fumetto - il cui esordio e` previsto per l'autunno 2005. Nel frattempo, le Edizioni If lanciano (marzo 2005) la ristampa delle storie pubblicate da Bonelli, a partire dall'esaurito numero uno, La vittima senza nome.

Le sue storie sono ispirate nella struttura al police procedural di Ed McBain e del suo 87° Distretto: sebbene nel corso della sua vita editoriale Nick Raider abbia, piu` spesso che non, tradito questo programma, per percorrere la strada di trame piu` semplici e sviluppi meno corali, i primi dieci anni circa della testata hanno presentato numerose storie di eccellente fattura, che fossero gialli "classici", storie d'azione, trame piu` attente ai risvolti sociali, spy-stories o ancora drammi familiari; ed e` per questo che, quantunque la serie non abbia mai decollato realmente divenendo un successo commerciale - ne` di critica -, appare essere stata ampiamente sottovalutata rispetto ai suoi meriti.
Oltre al citato ideatore Nizzi, che nei primi anni ne ha scritto diversi dei migliori albi, gli autori che maggiormente hanno contribuito a questa misconosciuta riuscita, fatta di solidi racconti e personaggi ben caratterizzati, sono stati: Gino D'Antonio, Gianfranco Manfredi, Michele Medda, Alberto Ongaro. Quantitativamente meno rilevanti, ma anche essi interessanti, i contributi di Giancarlo Berardi e Giuseppe Ferrandino. Una galleria di nomi che attraversa la storia del fumetto italiano degli ultimi decenni.

Nel quadro dello sviluppo di una trama ben congegnata e ben equilibrata tra azione, riflessione e lavoro piu` propriamente investigativo, La vittima senza nome presento` efficacemente, e in economia di mezzi, il personaggio ed il suo mondo. Con poche, precise pennellate, Claudio Nizzi seppe caratterizzare e definire il protagonista ed i principali comprimari: il tenente Art Rayan, modellato sul prototipo di ogni vecchio e saggio mèntore dell'Eroe; il giovane Jimmy, maestro del computer e frustrato topo d'archivio (elettronico); Marvin Brown, futura "spalla" di Nick per l'intera durata della serie, che qui fa una breve eppur memorabile apparizione nel finale; Alfie, principe degli informatori di New York; il capitano Vance, onesto ma servilissimo bei confronti dei potenti, al quale gli agenti ai suoi ordini affibbiano il nomignolo di "Ciaocara", per la sottomissione alla consorte, che forse in omaggio alla misteriosa moglie del tenente Colombo, restera` per sempre una presenza solo telefonica. Ma anche personaggi di contorno come il sergente Ward o D'angelo, che contribuiscono a creare l'atmosfera del Distretto Centrale, vengono abbozzati da Nizzi con mano rapida e sicura. Violet McGraw, giornalista e principale "fiamma" di Nick e` ancora di la` da venire.

Le Edizioni If riportano dunque la storia e la testata in edicola, in quella che - impreziosita da un ampio e curato impianto redazionale ad opera di Diego Cajelli, ex giovane promessa ed oggi solida realta` del fumetto italiano - non e` una pura ristampa, ma una vera e propria riedizione, a partire dalla copertina, che presenta non piu` Nick a figura intera, ma piu` in dettaglio, sfocando lo sfondo e con colori piu` realistici e smorti. Diversi anche i cambiamenti interventi sul disegno, dal volto di Marvin, rifatto, al telefono di casa di Nick, sostituito da un modello piu` moderno, ad altre piccole modifiche disseminate per tutta la storia. Cosi` come numerosi sono stati gli interventi sui testi, a cominciare dalla soppressione del tipico intercalare di Nick, "mondo ladro", in un intento doppio di modernizzazione e forse di maggior aderenza realistica. Operazione che disturba e non convince in alcun modo: un'opera - qualunque opera - dovrebbe essere ripresentata nella sua versione originaria, che rispetti lo spirito del tempo in cui fu concepita e i modi in cui fu realizzata. Questa riedizione tuttavia rappresenta un'ottima occasione, per chi non conosca il personaggio, di avvicinarvisi, per leggere molte storie avvincenti (ed alcune meno, naturalmente) che potrebbero diventare una piacevole abitudine.

Nick Raider sul web
Sono d'obbligo i riferimenti alle due case editrici citate: Sergio Bonelli Editore e` all'indirizzo www.sergiobonellieditore.it mentre la If Edizioni si trova all'indirizzo www.ifedizioni.it.
Per approfondimenti, invece, il principale riferimento e` il sito dedicato a Nick Raider nel canale Bonelli del portale uBC Fumetti all'indirizzo www.ubcfumetti.com/nickraider.


Roma, 24 marzo 2005


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