Nel panorama del giallo storico italiano, Luciano Marrocu rappresenta indubbiamente uno degli scrittori maggiormente meritevoli di attenzione, sia per la notevole cifra stilistica che lo caratterizza, sia per la particolaritÓ dei personaggi e delle ambientazioni presenti nei suoi romanzi.

Pubblicato dalla piccola ma attivissima casa editrice sarda Il Maestrale, ha esordito nel 2000 con FÓulas, termine sardo che significa "bugia" e che designa un luogo immaginario della Sardegna, nel quale si svolgono gli eventi fondamentali della vicenda narrata. In questo primo romanzo debutta una strana, ma ben assortita, coppia di investigatori, vale a dire il Cav. Eupremio Carruezzo (la "mente" della coppia) e l'ispettore Luciano Serra (il "braccio", ma non solo...), funzionari dell'OVRA alle prese con la misteriosa morte a Roma di un gerarca fascista originario di FÓulas e con quella, in terra di Sardegna, di un notabile locale, nemico del gerarca ucciso. Esiste un collegamento tra le due morti? Per scoprirlo, Serra deve recarsi nel paesino, dove si scontrera`, da un lato, con una realta` sfuggente, intessuta di antichi conti da regolare e di oscuri episodi di un passato che non sembra voler passare, dall'altro con le ambiguita` della politica romana, che sembra scarsamente disposta a fare veramente luce sull'intricata vicenda.
Una scrittura sempre gradevole ed equilibrata rende gustoso questo giallo di impianto classico, che presenta tematiche che sarebbero state care al miglior Sciascia (la verita` che, di fatto, non e` conoscibile, perche` mascherata da bugia) e non pochi rimandi all'opera di Gadda, non tanto e non solo per l'apparizione fugace del commissario Ingravallo, quanto, soprattutto, per il caotico e, alla fine, paralizzante contrapporsi delle testimonianze raccolte dagli investigatori, cosi` simile a quello del Pasticciaccio. Temi e riferimenti culturali importanti, dunque, presentati, per˛, con garbata ironia dall'autore, che si diverte curiosamente a ribattezzare molti dei personaggi del romanzo con i nomi di giocatori del Cagliari, la sua squadra calcistica del cuore, ricordandoci forse cosi` che, in fondo, si tratta pur sempre di una finzione.

Col secondo romanzo, DebrÓ Liban˛s, pubblicato sempre da Il Maestrale nel 2002, Marrocu tocca invece argomenti molto scottanti, legati all'avventura coloniale italiana, offrendo, tra l'altro, un'inedita ambientazione esotica per la nuova avventura di Serra e Carruezzo. Siamo, infatti, nel 1937 e ci troviamo in un'Etiopia conquistata, si`, dai soldati di Mussolini, ma tutt'altro che pacificata, tant'e` che un attentato al Vicere`, generale Rodolfo Graziani, scatena rappresaglie indiscriminate da parte degli italiani, culminate col massacro dei circa seicento sacerdoti e seminaristi copti del monastero di DebrÓ Liban˛s, che appunto dÓ il titolo al romanzo.
Sullo sfondo di questi tragici episodi si muovono i due agenti dell'OVRA, chiamati questa volta a indagare sul torbido omicidio di un ufficiale italiano. Le indagini li porteranno ad approfondire la conoscenza dell'ambiente coloniale italiano, caratterizzato da donne fatali, avventurieri, giornalisti "insabbiati" e gerarchi in cerca di facili glorie, secondo un'iconografia che e` venuta cristallizzandosi nel tempo e che trova suoi illustri referenti tanto nella saggistica di un Del Boca e memorialistica, ad esempio, di un Montanelli, quanto nelle ricostruzioni cinematografiche e fumettistiche (si pensi alle splendide ambientazioni di Hugo Pratt).
In DebrÓ Liban˛s troviamo un Marrocu sicuramente pi¨ severo rispetto a FÓulas, laddove l'ironia caustica lascia il posto ad una ferma volontÓ di denuncia delle nefandezze troppo a lungo rimosse dell'avventura coloniale italiana, ferma restando l'agilita` e la scorrevolezza della scrittura che, a tratti, assumono una valenza evocativa quasi cinematografica.

Il ciclo di Serra e Carruezzo e` destinato a chiudersi, probabilmente in maniera definitiva, con una terza avventura, che dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2004 e, stando alle indiscrezioni trapelate, dovrebbe presentarci i due investigatori nell'immediato dopoguerra, a ruoli invertiti: Serra, lasciata l'OVRA alla fine di DebrÓ Liban˛s, diventa avvocato e Carruezzo, ormai in pensione, si muove sul campo come suo aiutante. E` trapelato anche un titolo, Serbid˛ras: staremo volentieri a vedere, anzi... a leggere.


Genova, 20 gennaio 2004


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