Mika, Rabo, Amanda, Vaiola, il Gatto e il Volpe, Zi` Marino, Aurelio, Anna e il "mitico" Silver, sono alcuni dei notevoli personaggi del nuovo romanzo di Tullio Avoledo.
Come nel precedente L'elenco telefonico di Atlantide, si nota il divertimento con il quale l'autore ha fatto interagire tutte queste figure in una storia ambientata geograficamente per lo piu` nelle sue terre in un futuro prossimo non del tutto decifrabile a causa di un'atmosfera dickiana, ricca di incroci tra universi paralleli, che cala man mano il procedere della trama come una leggera nebbiolina.
Ovviamente il lettore viene subito trascinato all'interno della storia, complice la scrittura e il ritmo incalzanti imposti da Avoledo, il quale, giocando attraverso i suoi personaggi, coinvolgendoli in situazioni a volte inverosimili e paradossali, ma mantenendone un profilo sempre realistico creando una storia spesso esilarante, lo accompagna lungo una vicenda ricca di intrecci sino al finale "rivelatore" in un mondo che ancora una volta non ha imparato nulla dalla storia recente e passata.
Il divertimento e` quindi assicurato, una buona dose di cinismo pero` non permette mai di chiudere un capitolo senza fermarsi a riflettere, l'atmosfera descritta poc'anzi si insinua nell'anima e nella mente del lettore che se la porta dentro fino alla fine del romanzo.

Mare di Bering non e` facilmente incasellabile in un genere: non e` un giallo, non e' un romanzo di fantascienza e neppure d'avventura, ma ogni componente e` presente e si amalgama perfettamente. La storia e` decisamente piu` equilibrata rispetto a L'elenco telefonico di Atlantide e io la "classificherei" piuttosto come commedia, a volte divertente, a volte dura e cinica, senz'altro ricca di umanita`. Quindi penso che si possano perdonare all'autore alcune sbavature (assolutamente non di carattere stilistico) perche` comunque alla fine della lettura, oltre ai personaggi, restano nella mente un sacco di domande e alcuni dubbi che sarebbe interessante analizzare piu' a fondo.

In questa breve recensione non voglio assolutamente soffermarmi sulla trama, lascio al lettore il piacere di scoprirla e di interpretarla, desidero solo segnalare un paio di situazioni in cui si potra` respirare in anteprima l'atmosfera che lo accompagnera` per tutto il romanzo.
In primis, la storia e` ambientata in un'Unione Europea di cui non fanno parte Francia e Germania -ma un ruolo importante lo gioca invece l'Ucraina-; in secondo luogo, stanno per riunirsi in un vertice a Reykjavik LE potenti della Terra mentre in un famoso museo della citta` viene allestita una mostra d'arte -che sara` poi teatro principale della vicenda- per intrattenere i loro mariti, denominati First Ladies a dispetto del sesso d'appartenenza.
Anche relativamente al titolo del romanzo non voglio sbilanciarmi piu` di tanto, a parte dire che anch'esso e' attinente alla narrazione... ma penso di aver gia` detto troppo.
Un ultimo appunto. La storia tiene bene sino alla fine nonostante alcune ingenuita` che l'autore lascia trasparire negli ultimi capitoli. Il finale e`, come si dice, un po' "tirato via" e, pur con il solito clamoroso colpo di scena, non ha, secondo me, la forza immaginativa del suo romanzo precedente.
Mare di Bering e` comunque un romanzo che, nel suo complesso, risulta forse superiore al L'elenco telefonico di Atlantide, non fosse altro che per il deciso miglioramento dello stile di scrittura di Tullio Avoledo.
Invito, quindi, tutti i lettori, giallisti e non, alla lettura perche` sono sicuro sara` per tutti una piacevole scoperta.


Tullio Avoledo, Mare di Bering
2003, Sironi Editore, pagg.447


4 gennaio 2004


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