Ho recentemente letto questi due romanzi di Lucarelli che, pur affrontando argomenti diversi, hanno tutti e due una protagonista in comune: Bologna.

Il primo, un noir, racconta di un serial killer, che da anni, senza che nessuno se ne renda conto, assassina giovani tossicodipendenti che si prostituiscono occasionalmente, "divertendosi" poi a morderle e del commissario incaricato dell'indagine.
Insomma, forse incaricato e` una parola grossa... perche` il commissario Romano e la sua assistente Grazia Negro, poi protagonista principale di Almost Blue e Un giorno dopo l'altro, non devono "combattere" solo contro l'assassino che non prova alcun senso di colpa, di cui sanno tutto ma purtroppo non hanno le prove della sua colpevolezza, ma anche contro la superficialita` e l'indifferenza dei colleghi e superiori.
Ma il Commissario Romano (che per certi aspetti mi ricorda il Commissario De Luca) deve "combattere" non solo con il killer, non solo con i superiori, ma anche contro una strana insonnia, forse psicosomatica, forse sintomo di qualche cosa di piu` grave, forse mortale. Forse ha solo bisogno di chiarirsi.
Ma quel tizio li', il "Lupo Mannaro", dapprima la sua "ragione di vita", diventa a poco a poco la sua ossessione.
Preferisco fermarmi qui per non togliere il piacere della lettura. Secondo me questo romanzo e` da leggere non solo perche` e` il primo capitolo della "storia" di Grazia Negro ma, e soprattutto, perche` e` quello in cui Lucarelli per la prima volta ci fa apprezzare il suo stile nel descrivere contestualmente la preda e il suo cacciatore.

Di Febbre Gialla Lucarelli mi aveva parlato con riferimento al fatto che, in alcuni casi, i fatti di cronaca danno lo spunto per scrivere un racconto.
Ma Febbre Gialla nasce non solo con riferimento ad un fatto di cronaca realmente accaduto ma, e soprattutto, per "dire la propria" su dei temi, spesso affrontati superficialmente da tutti noi, temi come la tratta degli extracomunitari, il loro sfruttamento e soprattutto lo sfruttamento minorile.
Vittorio, giovane agente della mobile, nonostante la febbre esce di casa perche` ha un appuntamento importante, un appuntamento con il suo primo giorno di lavoro in Questura.
Ma mentre attraversa un incrocio con la sua auto viene urtato una bellissima Lambretta degli anni '60 guidata da un bambino cinese che riduce la sua Dyane 6 ad un catorcio.
Ma da dove viene quel bambino? Ma dove e` finito quel bambino?
Inizia cosi una "caccia all'uomo", pardon una "caccia al bambino", attraverso cui Lucarelli ci racconta della triade cinesi e del turpe commercio di "carne" umana che vede coinvolti non solo la malavita organizzata ma anche insospettabili "imprenditori" nostrani, in quello che forse, a torto, e` stato classificato solo come un "giallo per ragazzini" ma che vuole anche affrontare un problema misconosciuto e, purtroppo, troppo diffuso.

In occasione di un recente incontro, ho chiesto a Lucarelli in cosa differiva questa edizione di Lupo Mannaro da quella pubblicata 1995 per i tipi di Theoria. Lucarelli mi ha detto che in un primo momento aveva pensato di approfondire la psicologia dei personaggi prendendo lo spunto dalla sceneggiatura del film tratto da romanzo, ma poi si e` reso conto che con un intervento del genere avrebbe significato scrivere un altro romanzo, per cui tranne che per pochi dettagli quest'ultima edizione di Lupo Mannaro e` sostanzialmente uguale a quella pubblicata nel 1995.


Carlo Lucarelli
Lupo Mannaro, Einaudi Editore, L. 15.000
Febbre Gialla, Edizioni EL, L. 10.000


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