Feltrinelli pubblica il romanzo d'esordio dello scrittore francese Daniel Picouly, nato a Parigi nel 1948 e divenuto famoso con Il campo di nessuno. Daniel Pennac propose il titolo (e l'autore) alla direzione editoriale della Gallimard per la collana Série noir da lui diretta, che pero` lo rifiuto`. La luce della follia fu stampato nel 1991 dalle Edition du Rocher.
Una storia nerissima, carica di tensione e di violenze inaudite, di passioni contorte e colpi di scena. Uno stile che da` le scosse: così teso, veloce, costruito con frasi secche e brevi:
"Il bestione sentì il richiamo di Ivan. Ringhio` e serro` la presa sul corpo di Héra. La teneva come aveva tenuto François: piu` calda, piu` profumata. Lei aveva rinunciato a dibattersi e cercava soltanto di pesare sulla sua corsa per rallentarlo. Così poco. Un movimento falso e le avrebbe spezzato il collo senza neanche accorgersene [...] I cani si agitarono. Invan li udì. Si tuffo` in quella direzione."

A lungo un linguaggio cosi` stringato può anche annoiare, ma qui la storia e` breve e quindi si resta colpiti, quasi folgorati. Dico quasi perche` c'e` la voglia di stupire tirando colpi allo stomaco, di mostrare a tutti la propria bravura che a volte disturba, infastidisce.

La vicenda e` intricata, eppure semplice perche` il perno intorno al quale ruota tutto e` la solitudine che genera drammi e violenze. Ed ecco l'omicidio come sfogo, le sevizie su uomini e animali senza alcuna ragione, un mondo sregolato e cupo, a volte goffo per questo muoversi senza alcuna logica. Come i topi al quale e` stato cucito l'ano che impazziscono per il dolore e si caricano d'un cieco furore.
Questa e` la "luce della follia" o il suo buio?
Molti i personaggi, tutti ambigui o spietati o mostruosi, spinti (accecati) da passioni insane, crudeli. Uno solo e` lucido e umano, il giovane ispettore ancora "tirocinante", e viene abbattuto senza alcuna ragione, proprio dalla ragazza che stava aiutando.
Sangue a volonta`, ultime sette pagine mozzafiato e una lingua saettante che brilla di luce propria, zeppa di parole prese dalla strada, appartenenti allo slang criminale, studentesco, teppistico ecc. La traduttrice del libro, Annamaria Ferrero, deve aver fatto una bella fatica a stargli dietro.


Daniel Picouly, La luce della follia
tr. di Annamaria Ferrero
2000, Feltrinelli, pagg. 163, £ 12.000


Nota biografica
Undicesimo di tredici figli Daniel Picouly, di padre nero della Martinica e di madre bianca, si e` laureato in Economia ed insegna in un liceo di Parigi. Tra il 1992 e il 1995 ha pubblicato quattro gialli, ma il successo e` arrivato con l'autobiografico Il campo di nessuno (Feltrinelli, 1996), cui ha fatto seguito L'ultima estate (Feltrinelli, 1998).
Altri suoi lavori pubblicati in Italia sono: Incubo pirata (Giunti, 1997), Le lacrime del capo (Bompiani, 1997), La coppa del mondo non si fara` (Feltrinelli, 1999), Il ragazzo leopardo (Ponte alle Grazie, 2000).


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