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Ingiustamente poco pubblicizzato, il romanzo di Marco Rufini si e` rivelato una piacevole
scoperta, per essendo un giallo per molti versi atipico, vista la sua stretta parentela
col romanzo storico e sociale tout-court. Ambientata nell’immediato dopoguerra, la storia si apre col ritrovamento di un cadavere irriconoscibile nel lago Trasimeno: a interrogarsi sulla sua identita` non sono solo gli inquirenti, ma l’intera comunita` di un villaggio di pescatori, che ha registrato, nei mesi precedenti, la scomparsa di Gaspare, un pescatore dal carattere duro e diffidente, e di suo suocero. Il cadavere e` di uno di questi due compaesani? E che fine ha fatto l’altro? La vicenda si dipana attraverso ripetuti flashback, ricordi, lettere, testimonianze che, a poco a poco, gettano spiragli di luce sulla vicenda, ma depistano anche il lettore e gli stessi inquirenti perche` ribaltano e rovesciano continuamente le prospettive di una vicenda che si fa sempre piu` collettiva e sempre meno individuale. Indubbiamente, la figura di Gaspare risulta centrale e si tratta di un personaggio tormentato e ambiguo: sposatosi a causa delle forti pressioni esercitate dalla madre, parte per la guerra in Africa e viene fatto prigioniero; al ritorno, trova ad attenderlo la giovane moglie e la figlia, nata mentre lui era lontano. I dubbi sull’effettiva paternita` e il vuoto lasciato dalla scomparsa della madre renderanno estremamente difficoltoso il reinserimento in seno ad una comunità dalla quale si era sempre sentito avulso. Fino a quando non avviene un episodio decisivo... Rufini e` bravissimo a giocare col lettore attraverso un abilissimo uso dei piu` diversi registri narrativi, riuscendo a restituire tutto un universo psicologico e culturale dal quale scaturiscono personaggi tratteggiati a tutto tondo e caratterizzati efficacemente. Il ritmo narrativo, talvolta, risente di questa complessa operazione linguistica e psicologica, ma la lettura non risulta mai pesante, anche perche` a dominare sempre piu` la vicenda e a scandirne i tempi sono i paesaggi: innanzi tutto il lago Trasimeno, eletto a luogo dell’anima e simbolo di una natura capace di elargire la vita, ma anche di esigere pesantissimi tributi; poi il deserto, le cui vaste solitudini rappresentano una via verso la comprensione e la conoscenza di se`. E proprio nel deserto si arrivera` alla piena comprensione di una vicenda amara, intricata ed affascinante. Marco Rufini, Il lago 2003, ed. E/O, pp. 216, 14,50 euro Genova, 23 novembre 2003 |
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