Nata dalla penna di uno dei grandi del fumetto italiano, quel Giancarlo Berardi gia` autore del bellissimo western Ken Parker, Julia fa capolino nelle edicole italiane nell'ottobre del 1998 in un albo monografico di 132 pagine edito dalla casa editrice Bonelli.

Julia Kendall, questo il suo nome per esteso, e`, secondo le parole dello stesso Berardi, "una giovane moderna che vive pienamente nel suo tempo. Una donna. Con tutti i dubbi, le limitazioni e le legittime aspirazioni tipici di questo fine millennio. [...] Una donna normale che affronta la vita con le caratteristiche tipiche del suo sesso: l'intelligenza, la sensibilita`, la partecipazione".
Julia, che ha graficamente il volto dell'attrice Audrey Hepburn, e` una criminologa, insegna criminologia presso l'università di Garden City e saltuariamente collabora con il locale distretto di polizia: questo la porta ovviamente a trovarsi coinvolta in numerose indagini, che vengono sempre risolte grazie al suo intuito ed alla sua incredibile forza di volonta`.
Ad affiancarla in queste sue indagini troviamo il tenente Webb, con cui Julia instaura da subito un rapporto di amore/odio basato comunque sul rispetto e la reciproca stima, il sergente Irving, corpulento attendente di Webb, e Leo Baxter, un investigatore privato molto amico della nostra che spesso le funge da "braccio" in situazioni in cui sarebbe difficile per lei cavarsela da sola. A loro si aggiunge Emily, la governante di colore di Julia, che ha le fattezze dell'attrice Whoopy Goldberg e che funge un po' da "spalla comica" per sdrammatizzare quando serve.
I casi che si trova ad affrontare sono i più svariati: dal "classico" serial killer dei primi episodi si passa a storie di rapimenti, piromania, sette religiose truffaldine e tanto altro... In quasi tutti gli albi, parallelamente all'indagine in corso, si dipana anche una piccola sottotrama puramente dedicata allo sviluppo e all'evoluzione del personaggio Julia e di tutti coloro che le ruotano intorno, contribuendo a creare quella situazione di "microcosmo" che porta il lettore ad ambientarsi facilmente nelle avventure della bella e astuta criminologa.

Dal punto di vista della narrazione, il tono adottato da Berardi è molto piu` soft di quello che la professione della protagonista potrebbe portare a immaginare: infatti l'autore di Ken Parker si distacca quasi subito dalle ambientazioni "nere" che potrebbero richiamare alla mente i lavori della scrittrice Patricia Cornwell (la cui Kay Scarpetta, nonostante pratichi un mestiere differente, sembra essere il riferimento letterario piu` immediato per Julia), creando un mondo forse un pò troppo retrò e "buonista" che, più che alla Richmond di Cornwelliana memoria pare assomigliare alla St.Mary Mead in cui sono ambientate le avventure di un'altro celebre investigatore in gonnella... Al di la` di questo, comunque, Julia resta un fumetto giallo estremamente godibile, molto ben scritto (anche se non siamo ai livelli di Ken Parker la mano di Giancarlo Berardi si sente, eccome) e con un buon livello medio di qualita` ed originalita` delle storie, anche se, a dir la verita`, ultimamente siamo in fase un po' calante.
L'unico, vero difetto e` l'eccessiva staticita` nell'evoluzione dei personaggi e delle loro storie personali, ma, d'altra parte, e` risaputo che e` questo lo scotto che si deve pagare quando si nasce in casa Bonelli... Speriamo per il futuro!


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