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E` piu` interessante la storia, un noir da "delitto della camera chiusa", o l'ambientazione,
un'isola vulcanica siciliana? E` piu` intrigante la storia di due amici per la pelle molto diversi tra loro o i torbidi intrecci d'amore/sesso/sangue? C'e` di tutto in questo libro di Piergiorgio Di Cara, ma c'e` soprattutto un'isola che viene descritta talmente bene che pare di vederla, angosciante nella sua natura selvaggia e antica, ma al tempo stesso affascinante nella sua "verginita`" alle brutture della societa`. Salvo e Mario sono due grandi amici, ma principalmente sono un poliziotto esposto alle ritorsioni della mafia e un medico condotto. Il primo viene ferito in un agguato e decide di trascorrere la sua convalescenza accompagnando l'amico Mario in un isola intorno alla Sicilia; qui Mario presta servizio come medico condotto, e il suo vivere sull'isola e` una passione per la gente, per la natura, per il suo lavoro. Su questo piccolo pezzo di terra il tempo si e` fermato e la gente vive in simbiosi con quest'isola dove tutto e' verde e nero, dove una "colata di lava diventata orto". Durante la permanenza dei due amici sull'isola la pace viene incrinata dalla morte di un uomo e solo la testardaggine di Salvo e il suo essere poliziotto a tutto tondo faranno si` che non ci si fermi alle apparenze e si scopra una storia torbida. Ma questa cocciutaggine a cercare la verità pone anche di fronte ad un dubbio, e cioe' se e' "sempre giusto indagare? O a volte il prezzo da pagare e'troppo alto?" La vera forza del libro sta secondo me nei dialoghi, che sono istintivi, inquieti, introspettivi, e nella descrizione dell'isola, triste e gioiosa, buona e cattiva, ma soprattutto davvero realistica. Un libro di atmosfere che si legge davvero in una notte. Piergiorgio Di Cara, Isola Nera 2002, Edizioni e/o, 215 pagg., 13,00 euro 7 gennaio 2004 |
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