Dopo oltre trenta anni da "I ragazzi del coro", Joseph Wambaugh scrive di nuovo del Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Ellroy ha convinto l'autore a ritornare sul luogo del delitto e il risultato ha superato le aspettative. Di chiunque.

Dopo che Wambaugh, ex poliziotto, aveva descritto nel 1975 le vicende del LAPD cambiando per sempre le regole del crime novel, (il suo primo romanzo "I nuovi centurioni" è del 1970) era difficile pensare che un nuovo romanzo potesse superare l'illustre precedente. Gli autori di classe, si chiamino Wambaugh o Leonard (che a 79 anni ha scritto "Hot Kid", il suo capolavoro), non tradiscono mai, o quasi. Si diceva, mi pare, per giustificare una caduta di stile che "anche Omero dorme".
Wambaugh, presumo senza anfetamine, è riuscito a scrivere un romanzo straordinario: "Hollywood Station".

Non c'era certo bisogno di stimolanti per fare stare ben sveglio Wambaugh, sono stati sufficienti i racconti degli agenti con cui ha parlato (la breve lista di ringraziamenti al termine del romanzo li ricorda tutti e per ultimo cita anche Ellroy). Il risultato è un romanzo criminale (un crime novel), che senza dubbio riecheggia nella struttura "I ragazzi del coro". Anche qui abbiamo una serie di personaggi presentati con lo scorrere delle pagine. Il lettore li vede manifestarsi lentamente e vede intrecciarsi la storia narrata alle loro vite. A differenza del suo romanzo più famoso, "Hollywood Station" ha però una vena ironica più marcata. Potrete leggere di Lord Darth Vader che va a difendersi davanti a un giudice (siamo a Hollywood…), ma avrete anche uno spaccato fedele di una realtà instabile come la faglia su cui è costruita Los Angeles: "L'importante era filarsela prima che la città crollasse su se stessa".
Tutti i maggiori scrittori, da Pelecanos a Ellroy, hanno reso i loro omaggi a Wambaugh per quanto aveva già scritto e per questa nuova opera: un romanzo indimenticabile, ricco di particolari tutti essenziali, il miglior libro di narrativa, lasciando stare le inutile suddivisioni tra generi, pubblicato in Italia nella prima metà del 2007.


Joseph Wambaugh, Hollywood Station (2006)
trad. L. Conti, pagg. 387, 16 €, Einaudi, 2007.




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