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1894-1961-2001, Hammett: donne, politica e morte Nel gennaio 1941 Hammett è un famoso affascinante personaggio americano militante a sinistra. Ha capelli bianchi, baffi curati, figura elegante. L'esordiente John Houston sta ultimando il montaggio del Falcone Maltese, con Bogart-Spade: sarà una pietra miliare. Con il film c'entra poco (a parte i diritti). A Hollywood "dura" sempre poco, sopravvivendoci alla grande più volte nel decennio, prima nel 31, poi nel 34 e 37 (e ancora nel 50), aiutato dal bere molto (in quegli anni per molti connesso alla creatività artistica) e dal frequentare prostitute (rapporti chiari e nessun coinvolgimento emotivo..., pur contraendo la gonorrea almeno un paio di volte). E' un tipo generoso e si sfoga con sfrenati eccessi in festicciole e bar. A fine 31 è tornato a New York, in crisi e al verde. Ha scritto piccole cose, con crescente fatica. Riceve inviti autorevoli in vari stati americani. Riesce a riprendersi, sta con Hellman (a lungo in Florida), gestisce la notorietà, pian piano scrive: qualche racconto, un romanzo breve in tre puntate per una rivista, il manoscritto dell'ultimo atteso romanzo con Nick e Nora (entrambi a lieto fine), qualche bozza di sceneggiatura (magari versione cinematografica di suoi altri scritti), forse un episodio radiofonico (venendo comunque pagato per l'uso dei personaggi in varie serie o show alla radio), un fumetto, discorsi e... molte firme su assegni, lettere alle figlie. Nel 36 c'è stato il divorzio, che non cambia l'abitudine di inviarsi corrispondenze affettuose e sincere, di vedersi ogni tanto, di inviare alle familiari soldi e costosi regali. Hammett guadagna ormai molto, soprattutto per i diritti, soprattutto per quelli non editoriali: è uno degli scrittori più pagati di Hollywood (forse "il più" pagato se si calcola la produttività...); l'aumento di denaro non diventa mai un principio ordinatore delle sue scelte, né quando ce l'ha e candidamente lo sperpera, né quando non ce l'ha e candidamente lo reclama. In alcuni periodi prevale l'ubriacone, ad Hollywood dall'ottobre 34 e per tutto il successivo anno, indolente, cattivo, una star intrattabile. L'inversione di tendenza trae origine da crisi sanitarie, con una lenta crescita della vita da astemio, quattordici mesi tra il 37 (pure ad Hollywood) e il 38. E' in quel momento che Hammett diviene un "politico", a suo modo. Durante l'intero decennio, l'alternarsi fra ubriacature e sobrietà periodizza giorni e settimane, stagioni ed anni, in una spirale in cui sente che può morire (o vivere solo con l'alcool) e, visto che non muore, per un periodo via via più lungo riesce a non bere e, visto che non beve (e non deve scrivere per guadagnarsi da vivere), si aggrappa a sani principi, si occupa di politica. Quando è sobrio, già alla metà degli anni trenta, pur non amando le "riunioni", Hammett sceglie la strada dell'impegno diretto, spinto dal pericolo del fascismo in Europa e infastidito dall'anticomunismo in patria: si impegna nelle associazioni degli scrittori e degli sceneggiatori contro lo strapotere dei produttori e poi per una diretta militanza politica; organizza incontri, fa discorsi pubblici e proselitismo; partecipa a riunioni di comunisti e forse già nel giugno 37 si iscrive al partito (alla sezione Hollywood?); firma petizioni contro Franco e versa fondi per i lealisti nella guerra civile spagnola (vorrebbe addirittura partire volontario) e per cento altre buone cause; manifesta e presiede manifestazioni contro il nazismo; diventa Presidente del Comitato per i diritti elettorali, che cerca di promuovere candidature di esponenti del Partito Comunista; contribuisce alla fondazione e direzione della rivista Equality e partecipa ad altre imprese editoriali e sociali improntate alla libertà di manifestazione del pensiero e ai diritti civili. C'è un "movimento" di intellettuali del cinema e della letteratura che condivide lo stesso impegno, spesso sincero e meditato, non ostile al New Deal di Roosevelt. Hammett è un uomo pubblico, un "intellettuale" famoso: nel giugno 39, in uno straordinario intervento sul "tempo" in letteratura di fronte ad altri celebri scrittori, confrontando film e libri, ha spiegato: "il lavoro del romanziere contemporaneo è quello di prendere i suoi brandelli di vita e sistemarli sulla carta." Questo aveva fatto nella sua precedente vita. Lillian non segue esattamente la stessa strada: è liberal, radical, leftist, non comunista e/o marxista come si sente Hammett. La reciproca indipendenza fa comunque bene al loro rapporto; nel 39 vanno addirittura all'Avana insieme in vacanza e attrezzano la fattoria di Pleasantville. Per lei la politica è una scelta meno individualmente sofferta e radicata; con molti altri va spesso in Europa per raduni, convegni, manifestazioni, mentre Hammett, pur tentato da Parigi e dall'Italia, non esce fisicamente mai dai patri confini (con le uniche brevi eccezioni del sanatorio messicano e della vacanza cubana). Sobrio non sta "meglio": soffre d'impotenza, è sempre stanco emaciato, diventa magrissimo, comunque non scrive, resta disciplinatamente per ore a tavolino con la macchina da scrivere e tanti fogli bianchi, silenzioso spesso anche con assistenti ed amici (per un crescente fastidio delle parole buttate là). Lo "scrittore" è schedato; il primo rapporto FBI su Hammett risale al 34 (l'House Committee Investigating Un-American Activities nasce poi nel 38). Il suo nome è ormai associato alle vicende del comunismo in USA, una capacità espansiva negli anni trenta; il ripiegamento e la persecuzione con lo scoppio della guerra vissuta da americani; la definitiva sconfitta dopo l'atomica russa e l'avvio della guerra fredda. 7. Nel gennaio 1951, circa mezzo secolo fa, Hammett sta aiutando Hellman alla revisione finale di The Autumn Garden (lui aveva proposto "Some of us"), già seguito ed aggiustato passo passo. La prima è a marzo. Il loro tormentato sodalizio continua, con ruoli diversi (non invertiti). Non fanno più l'amore. Lillian è una famosa drammaturga, ha avuto varie altre storie. Hammett la consiglia sul piano letterario e interloquisce sul piano politico (ad esempio nel 1942-43 avevano collaborato entrambi ad uno spettacolo teatrale e poi ad una pellicola propagandistica in favore dell'intervento americano in Europa, Watch on the Rhine). Il decennio trascorso è stato quello della tranquillità economica (Hellman gestisce i suoi conti) e della diretta piena identità politica di Hammett, con le parentesi dei solitari sofferti periodi di disintossicamento alcolico e della guerra non guerreggiata. Ridono di lui quando tenta di arruolarsi nel 41, poi ci riesce nel settembre 42, di nuovo volontario, prima soldato poi caporale (pelato e pure senza denti, per un'operazione), vicino casa, a Fort Monmouth, dal luglio 43 trasferito nelle isole Aleutine e a Fort Richardson in Alaska, diventando giornalista e sergente. La vita militare gli impone ordine; legge, gioca, spiega come sempre, però su un binario fisso. Quando finisce, si sente solamente stanco e vecchio, senza un binario: nel 45 torna a New York con un enfisema. C'è sempre Lillian, c'è una governante, c'è spesso un cane (Baby, Salud, Babette). E' mutato anche il rapporto con le figlie; le aveva ospitate nel 41 in città e in campagna, ubriacandosi con Mary; nel luglio 48 va al matrimonio di Jo, nel giugno 50 diventa il felice nonno di Ann, che subito corre a cullare; con amore/odio frequenta Mary, trasferitasi a New York. Inizia a tenere corsi di composizione per romanzi gialli (il giovedì, per un decennio, ad una quindicina di studenti della Jefferson School, ospitando colleghi e considerando ora Simenon il migliore), accetta incarichi di consulente artistico e di sceneggiatore, "vende" l'uso dei suoi personaggi, non riesce a scrivere, nonostante le consulenze di psichiatri che "curano" amici e familiari (in un'intervista del 57 spiegherà di aver cessato di scrivere perché sentiva di ripetersi). Beve selvaggiamente (Johnnie Walker Red) e, quando muore il padre, non va al funerale. Legge continuamente e, quando finisce un libro, lo getta nel camino (...). Resta spesso solo. Dopo un delirium tremens, con la morte di nuovo vicina, a fine 48 cessa completamente di bere alcolici. Alla fattoria recupera forze, in città riallaccia contatti ed impegni politici, è malinconicamente innamorato della giovane amica Pat Neal (che sposerà Roald Dahl), guarda spesso la "nuova" televisione. Prepara forse il suo ultimo scritto pubblicato, l'introduzione al saggio di George Marion, The Communist Trial: An American Crossroads. Fa riferimento alla messa fuorilegge del movimento comunista americano del 1948-49 e spiega che è una questione politica (l'accusa, il processo, il verdetto), non giudiziaria. Hammett è appunto parte in causa. Negli anni precedenti non si è tirato indietro, a prescindere dalle personali opinioni sui singoli episodi politici. Il maccartismo imperava prima di McCarthy. Hammett, iscritto all'American Labor Party, aveva raccolto fondi destinati alla libertà provvisoria su cauzione di sospettati comunisti, in particolare per gli sceneggiatori licenziati dai produttori come "capri espiatori" dopo l'incriminazione dei "dieci di Hollywood", a loro volta rifiutatisi di farsi interrogare ed umiliare; è uno degli amministratori del fondo-cauzioni del Civil Right Congress, ha fatto parte di almeno trentacinque organizzazioni "rosse", è diventato "il più pericoloso influente comunista americano". Probabilmente non conosce i sottoscrittori dei fondi, ma non vuole citare e accusare nessuno, semplicemente perché non capisce e non riconosce l'accusa. Andrà in prigione per questo, di lì a pochi mesi, in quel "nerissimo" 51, che pure aveva avuto una grande primavera, la nipotina Ann sola a New York con la coppia di nonni Pop e Lil. (*) per gentile concessione, febbraio 2001 |
Speciale "Dashiel Hammett" di Valerio Calzolaio: [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ]
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