Parte alla grande, con disinvoltura e incisivita`, il romanzo d'esordio di Riccardo De Gennaro:
"La notte era nera. Come la cattiveria delle seppie, come la pinna affilata sulla schiena del pescecane. C'era una luna rossa, che scendeva lentamente sul mare e andava in pezzi dicendo io muoio.
Fino a qualche settimana fa ogni cosa mi sembrava semplice e insospettabile. La sera sedevo in veranda per difendermi dal sudore [...]"


Ne I giorni della lumaca si narra la storia del bancario Attilio Pederzini, tutto preso a contemplare una lumaca che se ne sta immobile su una parete, a quaranta centimetri esatti dal pavimento. L'uomo ha qualcosa che non va nella testa, forse. Sente come un esercito di formiche che manovra nel suo cervello. Avverte delle presenze strane, degli odori insopportabili. Sta male? O sono gli altri, quelli che stanno al di la` della propria esistenza, a stare a pezzi? Ad essere completamente pazzi? In effetti i colleghi d'ufficio non sembrano del tutto normali. Presi come sono a pensare solo alla carriera, a farsi ben volere dal capo.
Pederzini ha seri problemi con il lavoro, alla fine e` addirittura licenziato per scarsa produttivita`. E` stato anche abbandonato dalla moglie, Nora, ma forse e` solo scomparsa. Non lo sa con certezza: un giorno la donna e` uscita di casa e non s'e` piu` vista, non e` piu` tornata. L'uomo ha un passato infelice, un'infanzia che ritorna a galla per affogarlo, per accentuare la cronica stanchezza. Si sente solo, emarginato da tutti. Persino dagli animali, dal gatto con il quale dovrebbe condividere la casa e invece scompare troppo spesso, se ne va per i fatti suoi. Non dagli insetti che osserva con attenzione, ne`, tantomeno, dalla lumaca, che sta li` ad ascoltarlo con pazienza, non si sposta nemmeno d'un millimetro, e sembra non annoiarsi affatto. Lui parla, si sfoga, e poi si sente meglio.
Siamo in estate, fa molto caldo. Pederzini passa mezze giornate seduto in veranda a riflettere, in solitudine. Potrebbe uccidersi, si`, in simili circostanze lo fanno in molti, basta dare uno sguardo alla cronaca nera dei giornali. Pero` sarebbe tutto cosi` facile e banale. E poi lui ha la sua bella lumaca, no? A lei, alla lumaca buddista impermeabile ai fatti e alle parole, puo` raccontare le sue gesta di uomo disperato e magari, in seguito, se si riprende, quelle di eroe o di assassino.
Ecco perche` l'uomo acquista un bel fucile e s'apposta in una spiaggia in attesa del bersaglio giusto, della prima persona da far fuori. Si prepara con sicurezza a diventare uno spietato serial-killer, prende la mira e... Alt! Mi fermo, non posso mica proseguire.
l giorni della lumaca, libro che segna l'esordio narrativo di Riccardo De Gennaro (pero` da anni pubblica racconti su riviste), ha un finale a sorpresa, a sfondo noir e quindi nulla va detto sul seguito di questa vicenda. Pero`, aggiungo, sarebbe il caso di conoscere perche` il romanzo -intrigante e intelligente- merita la massima attenzione.

In tono lieve e ironico Riccardo De Gennaro ci parla dei gravi problemi legati all'esistenza umana, dell'alienazione dei tempi moderni, dell'assurdita` dei ritmi di lavoro, della solitudine e dell'aridita` dell'uomo moderno. E non solo di questo. Ci racconta anche delle possibili sue reazioni, delle dinamiche che ne possono scaturire. Lo fa con uno stile limpido e sicuro, un po' lento, come e` giusto che sia, visto che il romanzo invita alla riflessione. Va controcorrente, se lo paragoniamo alle storie pop o giovanilistiche che corrono, smaniano, vanno di fretta. E spesso non si capisce in quale direzione.
I giorni della lumaca e` un romanzo strano, curioso, ben scritto. Dove tutto e` raccontato in uno stile chiaro, mai monotono A leggerlo ci si diverte, anche se qui si parla di divertimento dai risvolti amari. Non e` per niente facile parlare dell'esistenza umana con serieta` e -a un tempo- con leggerezza, con ironia e a volte con un leggero umorismo di stampo mitteleuropeo. Attilio Pederzini e` un uomo sensibile che fatica a vivere, un debole che pero` rispecchia il disagio collettivo, un uomo in rivolta contro tutto e tutti. Per questo, alla fine, assume le sembianze di un eroe tragico, a la Buster Keaton, eppure forte, convincente. Tanto da riuscire a imprimersi in modo deciso nella mente del lettore.


Riccardo De Gennaro, I giorni della lumaca
2002, Edizioni Casagrande, pagg. 157, 14,80 euro


Nota bio-bibliografica
Riccardo De Gennaro e` nato a Torino nel 1957, ma da parecchi anni vive a Roma dove fa il giornalista economico per "La Repubblica".


Roma, 14 luglio 2003


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