Ho avuto l'impressione che, con la caduta del muro di Berlino, l'estro di John Le Carre` avesse subito un rallentamento. I romanzi successivi a La casa Russia, pur affrontando temi "d'attualita`" (dal traffico d'armi -Il portiere di notte- al riciclaggio del denaro sporco -Single & Single, passando attraverso la disgregazione dell'impero russo -La passione del suo tempo e un piu` che discreto tentativo di spy story ironica -Il sarto di Panama) non contengono quella spettacolare "semplicitÓ" che caratterizza fra gli altri la trilogia di Smiley (La talpa, L'onorevole scolaro, Tutti gli uomini di Smiley).
Tutto questo fino all'ultimo romanzo pubblicato, Il giardiniere tenace, dove per la prima volta, allontanandosi dalla spy story "classica", Le Carre` affronta il romanzo di denuncia sociale, pur se sotto forma di thriller.

Molto schematicamente la trama: il corpo della giovane e bella Tessa Quayle, moglie del diplomatico Justin Quayle, viene ritrovato sulla riva del lago Turkana, in Kenya. E` stata assassinata in maniera orribile e probabilmente violentata, mentre il dottor Bluhm, suo accompagnatore e probabilmente suo amante e` scomparso.
Tessa era nota fra i colleghi del marito come la "Principessa Diana dei diseredati africani" per la sua attivita` di volontariato presso gli ospedali di Nairobi ed in questo e` accompagnata non dal marito ma da Arnold Bluhm. In questo contesto si rende conto che sta succedendo qualche cosa di grave e che a pagarne le conseguenze sono sempre loro, gli ultimi, i diseredati, coloro che non hanno possibilita` di difendersi e decide di agire.

Preferisco fermarmi qui perche`, in fin dei conti, il romanzo e` un thriller e voglio lasciarvi il piacere della lettura.
Quello su cui voglio soffermarmi e` su come, ancora una volta, Le Carre` non con l'azione ma esclusivamente descrivendoci dei "dialoghi" riesce a costruire una tela da cui e` molto difficile allontanarsi. Ci accompagna per mano a conoscere i protagonisti, ci fa conoscere i colleghi del marito, ci fa conoscere Justin, "il giardiniere tenace", e ci fa conoscere soprattutto Tessa nei ricordi del marito e delle persone che lei ha incontrato.
Ci accompagna dapprima nelle indagini ufficiali e poi nell'indagine di Justin, che a poco a poco, quasi a ricostruire un puzzle riesce a capire cosa aveva scoperto la moglie e in quale contesto e` maturato il suo assassinio, il tutto con quello stile impeccabile nel descrivere luoghi, dialoghi e "sentimenti" che tanti avevano apprezzato nell'infinita lotta di Smiley contro Karla.

Devo dire che sinceramente ho iniziato a leggere questo libro senza aspettarmi nulla di eccezionale, quasi rassegnato che certi "brividi sulla schiena" non sarebbero piu` tornati e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto di essere stato smentito.
A corollario mi viene di suggerire questo romanzo non solo per come e` stato scritto ma, e soprattutto, per i contenuti "umanitari".
Per chi volesse sapere di piu` su questo aspetto rinvio all'intervista a Le Carre` che e` stata pubblicata su Panorama, disponibile all'URL: www.mondadori.com/panorama/area_2/8706_1.html


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