Siamo cosi` arrivati alla terza indagine del Capitano dei Regi Carabinieri Bruno Arcieri, e gia` l'editore annuncia la prossima uscita della quarta avventura.
Per la prima volta l'autore abbandona la sua amata, e ben conosciuta, Firenze e trasporta il suo eroe addirittura all'estero: in Francia, fra Parigi e Marsiglia durante i Campionati del Mondo di Calcio del '38 (da qui il titolo: la finale, appunto, dei campionati del mondo, poi vinti dagli azzurri di Pozzo), impegnato in una difficile indagine "non autorizzata" fra gli antifascisti italiani esuli in quel paese.
Premetto subito che la vicenda dei Campionati rappresenta solo il contesto temporale in cui si svolge l'azione: non e` assolutamente, nonostante il titolo un po' furbino, un libro sul calcio.

Allora di che romanzo si tratta? Ovviamente innanzitutto un mystery, ma non solo. E` anche una spy-story, un romanzo storico, un romanzo di costume: come negli altri suoi romanzi Gori si muove magnificamente fra i vari generi, miscelando il tutto con un risultato sicuramente apprezzabile.
Ma in questo libro, secondo me pi che in Nero di Maggio e nel Passaggio, l'elemento mystery e` maggiormente presente: qui, insomma, l'attenzione del lettore e` quasi tutta indirizzata a cercare di capire quello che e` successo e la ricerca della risposta al classico "chi stato?" accompagna il lettore sino alla fine del libro.
Quasi tutta ho detto, perche` come al solito Gori non rinuncia ad usare il "giallo" per raccontarci altre cose: assistiamo cosi` ad una splendida e puntuale ricostruzione della Parigi del 1938 con le sue magnificenze (che lasciano stupito il "provinciale" ufficiale dei carabinieri), ma anche con le sue aberrazioni da grande metropoli. Seguiamo, inoltre, il tormento di Arcieri che prende sempre piu` coscienza della sua difficile posizione di servitore della Patria, e non del Fascio (ma un personaggio gli fa presente: "ma non sono la stessa cosa?") ed il suo progressivo avvicinarsi a posizioni nettamente antifasciste; conosciamo inoltre l'oscuro mondo dei fuoriusciti italiani in Francia con i loro esaltanti ideali, ma anche con le loro miserie e le loro bassezze.
Gori non si sottrae ai rischi di parlare di vicende che ancor oggi, a 65 anni di distanza, suscitano polemiche roventi in Italia.

Ma, ripeto, nonostante tutto La Finale e` soprattutto un giallo, e come tale mi sembra ben congegnato e tale da mantenere alta l'attenzione del lettore sino all'imprevedibile finale.
Questa sua connotazione essenzialmente "gialla" peraltro, mi pare che ponga La Finale, come romanzo tout court un gradino al di sotto del precedente libro di Gori, cioe` del Passaggio; infatti in questo suo ultimo lavoro non si respira quell'aria di pathos, di grande affresco storico, la consapevolezza di vivere con il protagonista un momento storico cruciale per Firenze e per l'Italia, che pervade invece il Passaggio (ma questo mio giudizio puo` essere, anzi sicuramente lo e`, influenzato dal fatto che essendo anche io fiorentino, ho sentito la vicende del Passaggio assai piu` vicine e coinvolgenti di quelle che si svolgono nella Parigi del 1938).
Concludendo un bravo a Leonardo Gori che a mio parere ci ha regalato un altro bel romanzo giallo per trascorrere qualche piacevole ora di lettura "d'evasione", ma anche per aiutarci a capire e, se vogliamo, ad approfondire la nostra conoscenza di uno dei periodi piu` bui della nostra storia recente.


Leonardo Gori, La finale
2003, Hobby & Work - Collana Giallo & Nero, pp. 351, 17,00 euro


Firenze, 16 ottobre 2003


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