L'esordio di Angelo Ferracuti risale al 1993 quando pubblica Norvegia, un libro che contiene otto racconti, lodevoli per la loro struttura piana, ma densa, corposa. Assai bello e acuto il pezzo Arrivarci da soli. Uno stile lento, preciso, adatto a descrivere la noia della vita di provincia, ma anche per scavare e andare a vedere che c'e` sotto questa noia.

Il 1997 e` l'anno dell'uscita dello straordinario racconto Nafta, ambientato a Fabriano. Qui Ferracuti affronta il tema -non certo consueto ne` alla moda- della vecchiaia e lo fa in modo duro, senza fronzoli ne` sentimentalismi. Il protagonista della storia si chiama Corrado Capanna, ma tutti lo chiamano Nafta. E` un vecchio tenace che per decenni ha fatto il camionista in giro per l'Europa e da giovane anche il pugile. L'uomo ripensa agli anni passati: ai lunghi viaggi, a una lontana amante, alla moglie e intanto assiste con rabbia al proprio decadimento fisico ed economico. Per strada e` picchiato da alcuni balordi, che gli portano via il portafoglio. Allora decide di rinchiudersi in una "Casa per anziani non benestanti" e forse proprio per questo i rapporti umani tra gli "ospiti" -che non hanno mance da elargire- e il personale della Casa sono aridi e bruschi. La storia densissima, che si srotola in poche decine di pagine, prende una piega inattesa quanto Corrado fa amicizia con un giovane sbandato (uno dei tre che lo aveva assalito) che si prende cura di lui e fa del vecchio il suo maestro, una specie di padre putativo.
Nafta e` un racconto breve ma che riesce a dire tantissimo della vita e lo fa senza annoiare minimamente il lettore. Benissimo ha fatto l'editore Guanda a riproporlo.

Nel 1999 esce Attenti al cane. La vicenda qui e` assai piu` complessa di quella narrata in Nafta, ma si svolge sempre in una cittadina marchigiana. Un postino conduce una vita quasi tranquilla, "quasi" perche` la curiosita` della vita degli altri lo porta ad aprire la loro corrispondenza, a leggerne il contenuto per poi farla sparire. Una curiosita` irresistibile che gli costa il posto di lavoro. Dentro la vicenda principale s'intrecciano, poi, tante storie cittadine. Per esempio quella nerissima di una donna alcolizzata uccisa dal marito. O quella del ferroviere tutto d'un pezzo che scopre casualmente che il figlio fa lo spacciatore, e in un attimo gli crolla il mondo addosso.

Ferracuti e` un attento e acuto osservatore della vita umana. Si`, un po' come il postino di Attenti al cane. Una curiosita`, pero`, mai scissa da un forte rigore etico, troppo spesso assente in tanta narrativa contemporanea. Le sue storie emanano sempre un intenso calore umano, lo stesso che si puo` rintracciare anche negli scritti di Silvia Balestra e Claudio Piersanti, autori della stessa area geografica.
Nei libri dello scrittore marchigiano si percepisce sempre un disagio, la volonta` di scoprire, di non restare in superficie, di andare oltre le apparenze, di penetrare nell'intimita` dei suoi personaggi. Anche se poi c'e` sempre qualcosa che resta oscuro, nascosto, ambiguo. Nel suo stile asciutto e disadorno si avverte la presenza della lezione di Raymond Carver. In Attenti al cane il ritmo si e` velocizzato e c'e` come una maggiore sicurezza nelle proprie capacita` di narrare fatti dimessi e "poco importanti". Storie di provincia che svelano solo "storie minori" (come viene detto nell'epigrafe a Norvegia che cita il grande Stig Dagerman), ma non per questo banali, trascurabili.
Contini defini` Romano Bilenchi un "osservatore militante". Ecco, credo che una simile definizione possa andar bene anche per Angelo Ferracuti, accostabile allo scrittore toscano anche per la narrazione limpida e rigorosa, per lo sguardo largo e intenso con il quale afferra e avvolge le cose.


Nota bio-bibliografica
Angelo Ferracuti e` nato a Fermo nel 1960, dove vive e lavora. Suoi racconti sono rintracciabili in numerose antologie e riviste. Per anni ha organizzato nelle Marche la rassegna di cultura Paesaggi italiani.

1993 Norvegia (Transeuropa, pagg. 121, 20.000)
1997 Nafta (Transeuropa, pagg. 111, 13.000)
1999 Attenti al cane (Guanda, pagg. 171, 22.000)
2001 Nafta (nuova edizione e con un'introduzione di Silvio Perrella, Guanda, pagg. 121, 16.000)


Roma, 14 settembre 2001


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