Avete letto bene. Quello di cui ho intenzione di parlare e` un volume di un certo spessore, anche cartaceo (670 pagine) che intende costituire una sorta di enciclopedia alfabetica dedicata a uno dei massimi autori nella storia della letteratura, Charles Dickens (1812-1870).
Il libro, scritto da un autentico esercito di autorita` letterarie, e compilato da uno specialista come Paul Schlicke, e` pubblicato dalla Oxford University Press in una prestigiosissima collana che annovera altri siffatti volumi, dedicati ad esempio a Thomas Hardy e a Joseph Conrad, ed e` una mostruosa messe di informazioni su vita, opere, amici, conoscenti, amanti, personaggi e quant'altro potreste desiderare, che hanno popolato l'immaginazione e la realta` dello scrittore inglese. L'opera di Dickens e` talmente vasta, e i suoi romanzi cosė complessi e fluviali, che una simile guida, oltre a fornire allo studioso e al semplice lettore elementi difficilmente rintracciabili altrove, consente la costruzione di percorsi "tematici" di lettura, utili per poter iniziare a scalfire la superficie dell'estrema complessita` di un autore troppe volte valutato soltanto per il grado piu` elementare di fruizione dei suoi libri.

Perche`, ad ogni modo, parlo di questo volume in un sito dedicato al giallo? Perche` una delle voci piu` curiose ed affascinanti di questo volume e` un capitolo dal titolo detective fiction, in cui David Paroissien esamina questo aspetto dell'opera dickensiana, abbastanza insolito per l'epoca ma affatto marginale e anzi foriero di imprevedibili sviluppi.
L'uso e lo sviluppo di tematiche di mistero, spesso da vera e propria detective story, non sono un caso nell'opera di Dickens. Uno dei suoi grandi capolavori, Bleak House (Casa desolata, 1852), ha alla sua radice un autentico mistero poliziesco, per risolvere il quale, nel capitolo 22, entra in scena il "robusto, dallo sguardo intento e dalla vista acuta" ispettore Bucket. L'apparizione di una simile figura segna un punto di rottura all'epoca inimmaginabile per la letteratura inglese: un funzionario di polizia chiamato a risolvere un autentico mistero, un caso di omicidio la cui soluzione e` portata avanti da Bucket con brillantezza e logica degne di investigatori ben piu` famosi. L'ispettore Bucket precede di ben sedici anni il ben piu` celebre sergente Cuff, che e` comunemente considerato il primo vero detective professionista della letteratura inglese, e che com'e` noto appare in The Moonstone (La pietra di luna, 1868), di Wilkie Collins.

Dickens, in realta`, aveva gia` inserito in alcuni dei suoi romanzi dei funzionari di polizia, come i poliziotti Blathers e Duff, due autentici incapaci che compaiono in Oliver Twist e sono oggetto di pesante scherno da parte dello scrittore, o addirittura un investigatore privato, lo stravagante Nadgett, che in Martin Chuzzlewit (1844) viene assunto da un fraudolento assicuratore per scoprire informazioni riservate sui propri clienti. Anche negli ultimi romanzi dello scrittore compaiono spesso figure di poliziotti, giustificate dal sempre maggiore spazio lasciato a misteri da risolvere, come il funzionario che, in Our Mutual Friend, e` a guardia della piccola stazioncina di polizia nella quale viene portato il cadavere di John Harmon, o Dick Datchery (un nome quasi da hard boiled...), il misterioso investigatore (se poi lo e` veramente) che troviamo in The Mystery of Edwin Drood (1869-70), l'ancora piu` misterioso romanzo incompiuto di Dickens.

Apprendiamo anche che Dickens era particolarmente interessato alle figure dei veri poliziotti, ed era diventato molto amico di Charles Frederick Field, un ben noto detective dell'epoca, le cui imprese venivano regolarmente immortalate dallo scrittore in una lunga serie di articoli di true crime fiction scritti per il periodico Household Worlds (e se tutto questo vi puo` ricordare una sorta di Lucarelli dell'800, probabilmente avete ragione), con titoli come On Duty with Inspector Field o A Detective Police Party.

Giustamente il volume della Oxford ci ricorda che, in realta`, Dickens non ha mai scritto romanzi polizieschi nel senso piu` consueto del termine (ovvero gialli di stampo classico), ne` romanzi di carattere police procedural (alla McBain). Dickens era, invece, decisamente interessato ai procedimenti mentali del criminale, prefigurando autori come Patricia Highsmith o Ruth Rendell.
Il capitolo si conclude infatti sostenendo che "Una sempre maggior parte della critica contemporanea si interessa della detective fiction dal punto di vista narratologico e teoretico. Secondo questa scuola di pensiero, la detective fiction puo` essere meglio compresa in termini di strategie narrative; in particolare una detective story contiene due linee di narrazione, una di superficie, che tratta di investigazione, e una nascosta, sepolta, che l'investigazione cerca di portare alla luce.
Gli ultimi romanzi di Dickens traggono gran parte della loro forza dalla tensione che si crea tra la narrativa di superficie e quella nascosta, e dagli sforzi fatti dai personaggi per farle venire alla luce".


Oxford Reader's Companion to Dickens a cura di Paul Schlicke
Oxford University Press, 1999


Firenze, aprile 2001


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