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Detective che vince non si cambia e dal momento che nel 2000 era arrivato, meritatissimo,
il Premio Tedeschi del Giallo Mondadori, per l'esordio nella collana Omnibus
della casa editrice di Segrate Giulio Leoni ha presentato una nuova avventura di Dante
Alighieri, collocandola cronologicamente prima dei Delitti della Medusa. Siamo, infatti, nel giugno del 1300 e Dante Alighieri e` stato eletto da poche ore Priore di Firenze, quando deve misurarsi con un delitto efferatissimo e inquietante. Ambrogio, un valente maestro comacino, viene trovato ucciso davanti al grandioso mosaico che stava accingendosi a concludere in una chiesa sconsacrata, situata fuori dalle mura della citta`, nella quale avrebbe dovuto trovare sede la nuova universita` fiorentina. Le indagini risultano fin dalle prime battute difficilissime, ostacolate da un'autentica "selva oscura" di false piste e di domande senza apparente risposta. Quale segreto si temeva che potesse essere rivelato dal misterioso mosaico? La formula alchemica per tramutare il piombo in oro? Oppure esiste un discendente della famiglia sveva in grado di mettere in crisi la politica di papa Bonifacio? Il prosieguo dell'inchiesta determinera` l'incontro di Dante con i saggi del cosiddetto Terzo Cielo, giunti in citta` con l'intento di dare vita allo Studium fiorentino, anche se la loro presenza sembra celare piu` di un aspetto poco chiaro e appare sempre piu` strettamente connessa col delitto: ad esempio, perche` sono soliti radunarsi in una taverna dove si esibisce abitualmente la misteriosa e bellissima Ancilia, la sensuale danzatrice capace di soggiogare i sensi degli astanti e di turbare anche il sommo poeta? E quale misteriosa identita` si cela dietro i tratti aristocratici del suo bellissimo volto? Dante, affidandosi al suo intuito geniale e alla sua notevole cultura, prova con tenacia a dipanare la matassa, giungendo cosi` a conoscere, prima ancora della verita`, una Firenze che non conosceva e non immaginava, una Firenze sotterranea e oscura che sembra rappresentare l'antitesi della citta` colta e ricca di capolavori artistici universalmente nota. Il carattere fiero e molto poco condiscendente del poeta-detective verra` messo piu` volte a dura prova, distogliendolo dalla concezione del suo piu` grande capolavoro letterario e facendogli correre anche qualche serio pericolo, fino a quando la soluzione del caso non lo mettera` a parte di un segreto sconvolgente, dalla portata dirompente, con un colpo di scena finale davvero tutto da gustare e potenzialmente vicino a certi scenari ucronici cari a quella SF che Leoni dimostra di possedere nel proprio DNA narrativo. Un giallo intricatissimo, affascinante ed emozionante, dunque, con una detection complessa, di vaga ascendenza chandleriana nella sua rinuncia ad un giudizio morale, che tiene in sospeso il lettore e permette a Leoni di "giocare" con le varie sfaccettature caratteriali di un Dante reso simpaticamente "umano", maneggiato talvolta con garbata ironia ma mai svilito nella caricatura, colto nella sua passionalità e nella sua impulsivita`, nel suo caparbio orgoglio e nella sua assoluta genialita` secondo una linea interpretativa che ha il merito di "modernizzare" il personaggio rispetto alla consuetudine libresca, senza cadere in errori o forzature filologiche. Se la ricostruzione geografica della Firenze del tempo risulta poco approfondita, anche per la difficolta` di riprodurre i forti rimaneggiamenti che la citta` ha conosciuto proprio in quel periodo e nelle epoche successive, impeccabile e` invece la ricostruzione del milieu culturale, resa piu` incisiva dalla notevole capacita` mimetica del linguaggio utilizzato e dalla scelta di recuperare e riutilizzare in funzione narrativa molte delle conoscenze filosofiche e scientifiche del tempo. In questo senso, va sottolineato come le "dotte" dispute e le tenzoni verbali che il Vate sostiene a piu` riprese, oltre a essere funzionali all'indagine, contribuiscano a restituire lo spirito dell'epoca e della sua temperie culturale, riuscendo a non appesantire il ritmo della narrazione, ma regalandoci, anzi, alcuni "camei" di rilievo assoluto, con una menzione speciale per il sorprendente Cecco Angiolieri. Al di la` del colto e raffinato divertissement letterario, siamo davvero in presenza di una buona storia, capace di divertire e appassionare il lettore e di dimostrare pienamente, se ancora ve ne fosse bisogno, la vitalita` e l'originalita` del giallo storico italiano. Giulio Leoni, I delitti del mosaico 2004, Mondadori, Omnibus, pp. 321, 17,00 euro Genova, 24 marzo 2004 |
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