Color sangue e` un romanzo sorprendente, scritto da un autore bolognese semi-esordiente, che ci propone una vera e propria discesa nell'inferno della nostrana, nonche` attuale, realta` metropolitana.
Il ritrovamento del cadavere, privato di tutte le interiora, di un extracomunitario all'interno di una caverna abbandonata funge da detonatore per l'esplosione di un'ondata di tensioni razziali. Ben presto aumenta il numero dei morti, mentre procedono con sempre maggiore difficolta` le indagini parallele di un capitano dei carabinieri, di un dirigente della Scientifica e di un giornalista: le loro inchieste e le loro complesse vicende private finiranno coll'intrecciarsi, sovrapporsi, fino ad un epilogo sorprendente e amaro.

La scrittura di Bettini e` asciutta, tesa , a tratti persino aggressiva e sa trasmettere con efficacia tensione e inquietudine, seguendo una lezione che, da un lato, omaggia il grande Izzo e, dall'altro, assume il miglior Lucarelli (non a caso citato nei ringraziamenti finali) a paradigma narrativo.
I personaggi vengono tratteggiati ottimamente e risultano sempre credibili nella loro ricorrente ambivalenza, ma e` la citta` la vera protagonista, con le sue frontiere invisibili ma altrettanto invalicabili, lungo le quali si fronteggiano la disperazione degli emigrati, la nuova criminalita` d'importazione, l'intolleranza delle ronde civiche, l'indifferenza del cosiddetto uomo della strada e gli scopi incofessabili di personaggi torbidi e spregiudicati.
Il contesto geografico in cui si svolge la vicenda non e` volutamente precisato, ma a tratti, si puo` scorgere la Bologna odierna, nella quale pare di capire che personaggi cari al lettore, come il buon "vecchio" Sarti Antonio, faticherebbero non poco a muoversi e a riconoscersi.


Marco Bettini, Color sangue
2003, Rizzoli - La Scala, pg.342, 16,50 euro


Genova, 8 novembre 2003


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