Avuto il libro tra le mani l'ho subito spalancato e schiacciato sul tavolo. Nel senso che ho unito la copertina alla quarta, cosi` d'avere davanti agli occhi la bellissima immagine d'una Napoli settecentesca. Un panorama armonioso e gratificante per la vista, nonostante le macchie rosse che alludono ai morti ammazzati in questo bel romanzo d'esordio. Esordio nel giallo, dico, che` Bruno Coppola e` noto professore di filosofia alla "Federico II" di Napoli, nonche` autore di numerosi saggi.

Soprattutto la parte iniziale del romanzo e` tesa, scorrevole e stringente, poi avviene un indebolimento finale,  quando la storia -dalle forti tinte gialle- scolora un po' verso la fantapolitica, seppure assai ben motivata...
Ma resta il fatto che Clotilde e il segreto di San Rocco e` un romanzo che merita attenzione per tanti motivi. Il linguaggio e` preciso e lucido, sa tessere con intelligenza e arguzia personaggi e situazioni, e non annoia mai. La scrittura e` veloce, si` ma non banale o falsa, a tratti persino elegante, anche quando lascia spazio al dialetto napoletano.
Altro aspetto rilevante del libro e` il personaggio principale: la giovane e sensuale professoressa Clotilde (di filosofia, ovviamente) che s'improvvisa abile investigatrice. Protagonista intuitiva, imprevedibile, ma che sa muoversi anche in modo rapido e agile. E poi, infine, incuriosisce parecchio l'inedito e sorprendente ritratto che d'una Napoli tragica e nera (nel senso dei morti ammazzati che qui sono parecchi),  ma allo stesso tempo anche solare, avvolta da una luce calda, odorosa di pizza, e poi -a sorpresa- una Napoli selvaggia, misteriosa e sotterranea...

E` d'obbligo limitarsi a dir poco quando si parla di gialli, piu` o meno classici, per non togliere il gusto al lettore di scoprire da solo le sorprese d'un narratore che certamente fara` ancora parlare di se`. Sono pronto a scommetterci.


Bruno Coppola, Clotilde e il segreto di San Rocco
2003, Le Lettere, pagg. 182, euro 12,50


Roma, 6 febbraio 2004


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