Era Glasgow, città di sguardi aggressivi, un venerdì sera.

Chi e` Tony Veitch? Che odia il padre ricco e arrogante. Che abbandona l'universita` poco prima degli esami finali. Che frequenta strane compagnie. Che e` amico di un vagabondo morto avvelenato. Che ha tanto da dire al mondo e tante cose scrive prima di scomparire all'improvviso.
Ma soprattutto dov'e` Tony Veitch? Perche` sono in molti a cercarlo e tra questi l'ispettore Jack Laidlaw.
Protagonista di altri due romanzi di William McIlvanney, uno dei maggiori scrittori scozzesi, Laidlaw e` una figura inquieta, sofferente insieme al mondo che attraversa per empatia e pieta`, perche` "tutto cio` che abbiamo e` cio` che siamo gli uni per gli altri".

Assistendo alla morte silenziosa di un vagabondo, Eck Adamson (gia` apparso nel primo romanzo della serie, del 1977), Laidlaw inizia la sua indagine. Ed e` nelle tasche di Eck che per la prima volta appare un frammento di una lettera, una di quelle "carte di Tony Veitch" che danno il titolo al romanzo.
McIlvanney dipinge il ritratto di una citta` e dei suoi abitanti, mentre l'azione si svolge tra periferie, quartieri residenziali e pub.
L'ispettore Laidlaw percorre le strade di Glasgow cercando di assorbire l'ambiente (come se gli omicidi si potessero risolvere per osmosi pensa tra se` Brian Harkness, il giovane collega che fa coppia con Laidlaw). E intanto, camminando tra mercati dell'usato e condomini di venti piani dove gli ascensori sono sempre rotti, Glasgow viene incontro al lettore attraverso una serie di immagini vivificate dalla scrittura di McIlvanney, come quella di un gruppo di vagabondi che si contendono una bottiglia "dietro la chiesa di Caledonia Road [...] bruciato negli anni Sessanta, il guscio della costruzione rimane un monumento alla fiducia del diciannovesimo secolo, una certezza erosiva sulla natura di Dio".

Una citta` con la faccia controvento. E il vento la irrigidiva in una smorfia. Ma doveva essere proprio così dura?. Ed e` una mappa della città e delle relazioni tra i suoi abitanti quella che il libro fornisce: il mistero da svelare sta tutto nella vita di ogni giorno, nel nostro bisogno di esistere in relazione agli altri e nella nostra incapacità ad ammetterlo. Gli omicidi e le indagini su di essi non hanno altro fine, nell'architettura del romanzo, che quello di avvicinarci, lettori ed autore, ad un momento piu` alto di comprensione, anche un solo momento dove dolore, gioia e incertezza trovino un equilibrio che li sveli, semplici e perfetti, davanti ai nostri occhi. Piu` vicini alla vita: questo e` il senso vero del noir.
Libri come questo non distraggono il lettore, ma sono fatti di parole che spingono a pensare e che, chiusa l'ultima pagina, rimangono nella mente, lasciandoci più vicini alla vita.


William McIlvanney, Le carte di Tony Veitch (The papers of Tony Veitch, 1983)
2000, Tranchida pagg. 347, euro 16,53


4 ottobre 2002


[ Home ] [ Recensioni ] [ Top ]