Il soggetto de Il Cartaio (Dario Argento, 2004) e` decente, ma il film, messo in scena, ricorda una brutta puntata della fiction La Squadra. Le scene corali intorno al computer, dov'e` in corso la partita con la morte, sono imbarazzanti, con i poliziotti che urlano (e gesticolano) "Lo prenderemo" o, rivolti alla vittima nella webcam, "Dagli un calcio"...
La sceneggiatura fa acqua ovunque: di chi sono le due dita recapitate a casa di Stefania Rocca? Il killer, rintracciato perche` nel giro delle roulette russe, usa un nome falso? E se non lo usa e, dunque, la polizia lo individua con il suo vero nome perche` non lo vanno subito a prendere a casa? E come fa il killer a chattare e, contemporaneamente, a essere presente? D'accordo, il delitto e` registrato, ma la chat?
Il film puo` contare anche sulla consulenza di un criminologo: ma quale apporto avrebbe dato? Il personaggio del serial killer e` scontato, convenzionale, per niente affascinante e un (distratto) lettore di gialli lo smaschera subito. Il fascino del poker (lo spunto buono) e` ammazzato da battute tipo: "Quando gioco sento il vento nelle mani...". La sequenza dell'irruzione in casa della detective e` noiosa, telefonata (niente a che vedere con l'irruzione in casa del professore in Profondo Rosso).
E poi: il detective britannico si chiama John (John! che fantasia)... i due hacker si lamentano del software scadente... esultano quando scoprono che il killer non e` Detroit-New York-Tolosa, ma a Roma (al massimo poteva essere a Frascati visto che rapiva, un giorno s e l'altro pure, una ragazza nella capitale)... i semi nella bocca delle vittime sono roba vecchia di dieci-venti-trenta anni... la morte di John, dal momento in cui riceve la telefonata, puo` essere data per sicura (quando un detective riceve un indirizzo e va da solo sul luogo del delitto muore sempre, a meno che non sia il protagonista -e infatti il nostro John muore-)... viene rapita anche la figlia del questore (il luogo comune dei luoghi comuni)... che senso ha la scena del giovane che trova il corpo della figlia del questore?... possibile che alla polizia non venga subito in mente di chiamare un professionista del poker? Segnalo uno scambio di battute: "Giochi lei" dice il questore alla giovane detective. "Ma io odio il poker" dice la giovane detective che aveva il padre giocatore (che trovata!). Gia`, la giovane detective... che si innamora del burbero poliziotto straniero (roba da Flamingo Road).

Argento conosce il cinema, sa parlarne, nelle interviste fa sempre belle citazioni, possibile che non si renda conto di aver girato un film cos scadente? Possibile che tra la teoria e la pratica ci possano essere simili voragini? Si salvano due scene: la sequenza iniziale, che senza convenevoli ci porta subito nel mezzo dell'azione; Muccino (forse il migliore in scena, assieme a Cunningham alias John) sedotto e poi braccato per Roma.

Ho avuto la (s)fortuna di vedere il film alla prima per il pubblico: c'era il regista assieme alla gran parte del cast. Ebbene, se ne sono andati tutti dopo il primo tempo (per poi farsi vedere, fuori dal cinema, alla fine del film, tutti tranne Argento). Molta gente del pubblico rideva sentendo certe battute pronunciate in momenti che dovevano essere d'alta tensione, qualcuno ha applaudito (pochi all'intervallo, un po' di piu` alla fine): ma, naturalmente, erano presenti molti fanatici del regista romano.

Comunque, nel film c'e` una vera chicca: l'addetto all'obitorio che balla e canticchia tra un cadavere e l'altro. Di chi e` stata l'idea?

Il Cartaio (2004) di Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini
Interpreti: Liam Cunningham, Stefania Rocca, Silvio Muccino, Vera Gemma, Claudio Santamaria, Fiore Argento
Italia, 2004, 106 min.


3 gennaio 2004


[ Home ] [ Recensioni ] [ Top ]