Sono nato e cresciuto in un paese ma vivo in una grande citta`, a Roma, ormai da tanto tempo. Spesso mi capita di pensare che sarebbe bello tornarsene al paese: meno traffico, si`, e -soprattutto- meno violenza, e rapporti piu` schietti, autentici e sinceri. Pero` non mi decido mai, in fondo in una citta` ci si sguazza bene. E pazienza per lo smog, lo stress e via discorrendo. Poi capita di leggere un romanzo come Bosque (2004, Le Lettere) dell'argentino Antonio Dal Masetto (ma nato in Italia, a Intra, nel 1938) e allora si tira un lungo respiro e in citta` ci si sta meglio: per un po' si placa quella voglia di trasferirsi in un luogo pi¨ tranquillo.
Bosque e` un luogo lindo e carino, "un paese uguale a tanti altri, piatto e apatico, di operosita` lenta e orari precisi per il pranzo e per la cena". Una cittadina di provincia non lontana da Buenos Aires, semicircondata da un fiume, con tanto verde, dove tutti si conoscono, dove tutti sono amici. Infatti per strada si salutano e si sorridono, la sera giocano assieme a carte e si beve parecchio. Eppure nelle vene, nella scorza, nelle radici di questo paese scorre una linfa infetta, un veleno che trasforma le persone in corrotti, in assassini, in persone crudeli ma sempre restando apparentemente tranquilli, formalmente onesti, irreprensibili.

Ecco la trama in breve, ma senza troppi svelamenti.
Mudo, il protagonista cinquantenne di questa storia nerissima, raggiunge Bosque per pura curiosita`. E` sulle tracce dell'amante della sua ex moglie, li` ucciso un anno e mezzo prima nel tentativo di rapinare una banca assieme a tre complici, balordi come lui. Ne ha letto la storia in un articolo apparso su una rivista, che si porta dietro, e ora vorrebbe saperne di piu`: per dare un senso a quelle morti, all'esplosione improvvisa della violenza paesana, per un senso di rivalsa nei confronti del suo antico rivale in amore. Qui e` indispensabile aprire una parentesi: l'episodio della rapina finita male, con un otto morti in totale e il crudele linciaggio di uno dei rapinatori, sta alla base di un'altra storia nera di Dal Masetto che s'intitola E` sempre difficile tornare a casa (2004, Einaudi) che costituisce l'antefatto del romanzo Bosque.
Mudo e` ambiguo, ma sembra curioso e giocoso, perennemente indeciso. Si fa passare per sceneggiatore, mandato li` da un'importante casa cinematografica per costruire la base per un film, proprio sulla rapina finita in un bagno di sangue. Parla con le gente, scatta foto. E allora tutti vogliono recitare, gli stessi che nella vita gia` recitano la parte dei benpensanti, uomini tranquilli e onesti.
Il romanzo rivela molte sfaccettature d'una provincia ordinata e sonnacchiosa eppure pervasa da un cupo senso di morte, da un vuoto enorme che risucchia all'indietro, verso istinti arcaici e brutali che sembrano appagarsi solo quando si compie un misfatto, un omicidio o uno scherzo atroce. Senza rimorso, ne` pieta` e neppure la traccia di solidi legami affettivi o familiari. Come l'avvocato Varini, sempre disponibile ed elegante, dai gesti teatrali, eppure avido e spietato e lesto a ideare terribili beffe, a uccidere per avidita` di soldi e potere o per odio, tenuto pero` sempre nascosto.

La prosa di Antonio Dal Masetto e` tessuta di frasi secche e precise, che pero` trovano sempre l'occasione giusta per svelare il particolare necessario, quella sfumatura rivelatrice che porta il lettore dentro le case di questo paese e con poche battute mette in risalto abitudini e paure nascoste, ambiguita`, desideri repressi, devastanti solitudini. Bosque e` un libro ben scritto e perfettamente congegnato (memorabile -e assi significativo- il pezzo della ricostruzione in miniatura della battaglia di Waterloo da parte del direttore della banca) che mentre lo si legge cola giu` lentamente, come una pietanza ben speziata e fin troppo sostanziosa. Per questo poi torna su, in mente, e fa riflettere a lungo, scuote e turba in profondita`.
Non penso che qui si possa far riferimento in modo esclusivo all'Argentina in crisi economica dell'ultimo periodo, e ora finalmente in ripresa. Credo che da un po' di tempo tutto il mondo risulti impoverito, che noi tutti negli ultimi decenni ci siamo lasciati svuotare o riempire d'ipocrisia, crudelta` e indifferenza. Chi piu`, chi meno.
Antonio Dal Masetto si rivela scrittore abile ed esperto nel tessere storie a sfondo noir, e riesce farlo con sguardo critico e spietato, da attento, acuto osservatore della societa` umana.
Buona la traduzione di Antonella Ciabatti.


Nota biografica
Antonio Dal Masetto e` nato in Italia, a Intra (Verbania) nel 1938, da genitori contadini. Nel 1950 emigra con i suoi a Salto, in Argentina. Ha lavorato come muratore, imbianchino, gelataio, venditore ambulante di casalinghi, impiegato statale. Da molti anni e` giornalista e collabora a giornali, riviste e periodici letterari e coordina alcuni laboratori di scrittura.
Tra i suoi libri piu` importanti, oltre a Bosque (2001) e E` sempre difficile tornare a casa (1992 - 2004 in Italia, Einaudi, traduzione Laura Pariani), da cui e` stato tratto un film, Fuego a discreciˇn (1983), Oscuramente fuerte es la vida (1990), La tierra incomparable (1994).
Nel 2002 in Italia la casa editrice Le Lettere ha pubblicato il romanzo Strani tipi sotto casa (1998), ambientato nella Buenos Aires del 1978 tra l'euforia dei mondiali di calcio e le sparizioni dovute alla dittatura militare.


Antonio Dal Masetto, Bosque (id., 2001)
trad. di Antonella Ciabatti 2004, Le Lettere, pagg. 208, euro 16,00


Roma, 28 gennaio 2005


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