Nel maggio del 2002 l'editore Polillo inaugurava una nuova collana, I bassotti, con il proposito di creare una piccola biblioteca del giallo, costituita da titoli quasi introvabili e che hanno fatto la storia del genere.
Negli undici volumi finora pubblicati si e` delineato con chiarezza il progetto editoriale della collana che vuole affiancare a titoli classici e famosi, opere meno note, ma sicuramente imperdibili, recuperate con la passione del collezionista.
Ed e` proprio del collezionista lo spirito che dovrebbe animare i lettori di questa collana: ogni volume e` un acquisto sicuro da non mancare, un nuovo tassello in una raccolta sempre stimolante. Il mystery tra gli anni '20 e '40 divenne un terreno su cui misurare intelligenza ed intuito, e molti tra poeti, filosofi, scienziati, economisti si sono cimentati con il romanzo poliziesco. Marco Polillo, da sempre appassionato lettore di mystery, ha cercato di ricostruire un quadro per noi spesso inedito di un genere che continua a vivere da oltre un secolo e mezzo, trasformandosi ed acquistando sempre nuove sfumature: hard-boiled, noir, thriller, legal thriller, true crime, ecc..

Con I delitti di Praed Street di John Rhode, primo volume della collana, ci troviamo subito davanti ad un capolavoro. Un'anonima via londinese inizia ad essere il teatro di una serie di omicidi, dietro ai quali si nasconde un serial killer ante litteram. Ad indagare sui delitti verra` chiamato Lancelot Priestley, ex docente di matematica, protagonista di svariati libri di Rhode. Pubblicato nel 1928, il romanzo brilla per il suo ritmo serrato e per l'ambientazione: una Londra nebbiosa, con tristi botteghe affacciate su una grigia via di passaggio, una scenografia quasi cinematografica, da teatro di posa.

Il secondo volume della collana presenta ai lettori una coppia di scrittori, marito e moglie, autori di quattro romanzi gialli di cui il più celebrato dalla critica e` appunto L'ospite invisibile. Gwen Bristow e Bruce Manning costruiscono la storia come una partita con la morte, ospite d'onore del ricevimento al quale sono stati invitati otto esponenti della vita politica, economica e culturale di New Orleans: un misterioso anfitrione tentera` di eliminare tutti i suoi ospiti. A quanto pare Agatha Christie si sarebbe ispirata a questo romanzo, pubblicato nel 1931, per il suo celebre Dieci piccoli indiani, uscito alcuni anni dopo, ma questa, non confermata, rimane un'ipotesi.

Nel terzo volume della collana incontriamo un giallo del 1932, Morte a vele spiegate, opera prima di un giovane scienziato, C.P. Snow, che diventera` famoso per il suo saggio The two cultures del 1959, incentrato sui rapporti tra mondo scientifico e cultura umanistica. Una gita in barca a vela nei laghi del Norfolk si trasforma nello scenario di una classica caccia all'assassino condotta da un geniale funzionario statale e da un ottuso sergente di polizia, spalla comica della coppia. Alla trama propria del giallo si affianca una profonda attenzione per i personaggi tratteggiati con cura e con grande vivacita`.

L'uomo con la mia faccia di Samuel W. Taylor affronta il tema dell'identita` e del doppio (non a caso l'autore è stato co-sceneggiatore per Hitchcock in La donna che visse due volte). Di grande fascino e` l'ambientazione della storia che puo` ricordare un film noir anni '50. La piccola cittadina residenziale, fatta di villette e persone quasi identiche riesce ad ospitare in maniera perfetta l'angoscia del doppio e diventa un secondo protagonista del romanzo, sottolineando, se ancora ce ne fosse bisogno, la natura, molto spesso, eversiva della narrativa di genere (sia essa gialla, noir o di fantascienza), una natura corrosiva e mai accomodante, capace di illuminare i luoghi piu` bui del presente. Per un appassionato di gialli (e non solo), un libro imperdibile. Forse anche grazie ad un'entusiastica recensione su Sette [1], questo e` stato uno dei titoli piu` venduti della collana.

Un altro tra i volumi piu` gettonati e` Il caso dei cioccolatini avvelenati di Anthony Berkeley del 1929: se conoscete un appassionato di gialli che non l'avesse letto, indicategli subito la piu` vicina libreria, questo e` uno tra i classici per eccellenza. I membri di un circolo che ricorda molto il Detection Club, fondato a Londra dallo stesso autore, cercano di risolvere uno strano delitto: al lettore vengono presentate una dopo l'altra sei soluzioni, ciascuna a suo modo plausibile, in un crescendo di tensione che culmina con un finale straordinario. Anthony Berkeley Cox, scomparso nel 1971, scrisse vari libri usando diversi pseudonimi fino al 1939 quando la sua carriera di scrittore s'interruppe improvvisamente. All'epoca si vocifero` a proposito di una cospicua eredita`, d'altronde l'autore aveva detto: Quando troverò qualcosa che renda più delle detective stories mi dedicherò a quello. Detto, fatto.

Per motivi invece tragici termino` prematuramente l'attivita` di Jacques Futrelle, autore del sesto volume della collana, Il problema della cella n. 13. La moglie lo saluto` per l'ultima volta da una scialuppa che stava per essere calata in mare, mentre Futrelle, insieme al proprietario del Waldorf Astoria, fumava una sigaretta su uno dei ponti del transatlantico Titanic. Il racconto che viene presentato al lettore vede protagonista il professor Van Dusen, soprannominato la Macchina Pensante, che si sottopone ad una sfida estrema: fuggire dalla cella di una prigione entro una settimana. La storia pubblicata a puntate nel 1905 sul Boston American (e che spinse il direttore del giornale ad offrire un premio a chi fosse riuscito a svelare la soluzione) fu poi raccolta nel primo dei due volumi dedicati a Van Dusen. Futrelle si dedico` in seguito ad opere di genere diverso fino alla sua tragica scomparsa.

La belva deve morire di Nicholas Blake (pubblicato nel 1938) e` un altro romanzo scritto sotto pseudonimo. Cecil Day-Lewis (padre dell'attore Daniel) nominato poeta laureato dalla Regina nel 1968, inizio` a scrivere romanzi polizieschi per integrare le proprie entrate. Al centro dei suoi romanzi c'e` Nigel Strangeways, detective erudito, ma molto eccentrico, che si avvicina al crimine e ai criminali con un'umanita` ed una sensibilita` nuove per l'epoca. L'incipit del romanzo e` divenuto giustamente famoso: Ho deciso di uccidere un uomo. Non so chi sia, ne` dove viva, non ho idea di che aspetto abbia. Ma lo troverò e lo uccidero`. Felix Lane non riesce a darsi pace dopo aver perduto il suo unico figlio, travolto da un pirata della strada, che la polizia non e` mai riuscita a rintracciare ed il romanzo e` la storia della sua vendetta, in parte narrata attraverso il suo diario e in parte seguendo le indagini di Strangeways. Ritmo, trama, personaggi tutto e` perfetto in uno dei migliori titoli finora pubblicati in questa collana.

Con l'ottavo volume ci viene presentata un'opera del 1934 in cui e` usata la tecnica della inverted story, in cui il delitto, la sua progettazione ed attuazione, sono narrati dal punto di vista del criminale. Il volo delle 12,30 da Croydon di Freeman Wills Croft si basa su una solida trama, dove il delitto viene prima assemblato ed attuato dall'assassino e poi smontato dall'ispettore French. Elemento principale del romanzo e` la caratterizzazione dei personaggi, che in effetti occupa una parte cospicua dell'opera a discapito del ritmo della storia.

Una straordinaria invenzione narrativa, senza precedenti nella letteratura poliziesca, e` la caratteristica principale del romanzo di Guy Cullingford, Il morto che non riposa del 1953. Lo scrittore Gilbert Worth sente di essere in pericolo: qualcuno all'interno della casa in cui vive sta attentando alla sua vita ed il libro che ci troviamo tra le mani e` scritto (forse) proprio da Worth. ma post mortem (che e` anche il titolo originale dell'opera). Guy Cullingford (pseudonimo della poetessa inglese Constance Lindsay Taylor, scomparsa nel 2000) ha costruito un romanzo splendido per l'accuratezza della narrazione, dove i personaggi, membri della famiglia e frequentatori della casa, sono indagati nei loro aspetti più intimi rivelando insospettabili segreti. L'ambiente raccolto in cui si svolgono le azioni amplifica la sensazione di sorpresa di fronte al lato oscuro delle cose e delle persone, l'innocente cerchia famigliare rivela all'occhio della vittima tutta la sua pericolosa instabilita`. Un romanzo affascinante che sarebbe un peccato non leggere.

Siamo così arrivati al decimo volume della collana, Il dramma di Corte Rossa. Probabilmente il titolo a molti non dira` nulla, ma certamente tutti conoscono il suo autore A. A. Milne, che, prima di raggiungere la fama mondiale con la creazione di Winnie-the-Pooh, esordi` nella narrativa poliziesca con questo piccolo capolavoro di eleganza e intelligenza. Un romanzo che con le parole di Raymond Chandler si puo` definire simpatico, leggero, divertente, pervaso da un umorismo tipicamente inglese [...] una delle glorie della letteratura gialla, uno dei capolavori dell'arte di fuorviare il lettore senza ricorrere a trucchi sleali. Anthony Gillingham si reca a trovare il suo amico Bill che e` ospite presso la villa, Corte Rossa, e appena giunto scopre che il fratello del padrone di casa e` stato ucciso con una pallottola in fronte. Improvvisatosi investigatore insieme a Bill, che dovrebbe sostenerlo nella parte di Watson, Gillingham riesce a organizzare un'efficace investigazione dal ritmo incalzante e percorsa da un umorismo scanzonato ed ironico. Deliziosa, infine, la dedica di Milne sul frontespizio del libro: Mio caro padre, come tutte le persone veramente gradevoli hai un debole per le storie poliziesche e ritieni che non ce ne siano in giro a sufficienza. Quindi, dopo tutto quello che hai fatto per me, il meno che io possa fare e` scriverne una per te. Eccola: con più affetto e gratitudine di quanta riesca qui a esprimere.

In attesa delle prossime uscite che prevedono due autentici capolavori uno di John Franklin Bardin e l'altro di Frances Iles (altro pseudonimo di Berkeley), concludiamo questa panoramica con l'ultimo volume pubblicato, Delitto a Middle Temple di J.S. Fletcher. Scritto nel 1918 propone al lettore un'indagine condotta da un reporter di un quotidiano londinese, un movimentato caso di giornalismo investigativo, che arrivera` a svelare identità e parentele nascoste, come in un feuilleton ottocentesco. La scrittura e` scorrevole ed il testo nel complesso si dimostra una piacevole lettura, ma sicuramente la fama di J.S. Fletcher deve molto all'entusiastico giudizio espresso su questo romanzo dall'allora presidente americano Woodrow Wilson: in breve il libro divenne un best seller sulle due coste dell'Atlantico.

I romanzi della collana I bassotti qui presentati e quelli che usciranno in futuro sono una piccola parte di una vasta tradizione letteraria: il pregio di questa selezione è nella cura e nella passione che motivano ogni scelta, una linea editoriale che merita di essere premiata da quei lettori alla ricerca di un panorama librario più stimolante e vivace.

[1] Un piccolo vanto: la prima -e piu` entusiastica- accoglienza a questo romanzo e` stata fatta sul newsgroup it.discussioni.giallo. Sette è arrivato dopo. :-) (L.Conti)


Maggio 2003


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