L'anno che uccisero Rosetta e` il romanzo d'esordio di Alessandro Perissinotto, un Torinese semiologo e folclorista e conduce ricerche su fiabe e tradizioni delle Alpi.
Il romanzo e` un poliziesco ambientato negli anni '60 ed e` la storia di un commissario che viene inviato in un piccolo e disperso paesino sulle Alpi piemontesi per indagare sulla morte di una ragazza avvenuta del '44.
La sua missione e` segreta, nessuno deve sapere su che cosa sta indagando e lo stesso commissario non sa perchè e` stato mandato in questo posto ai confini del mondo per fare luce su un omicidio ormai dimenticato di tanti anni prima.

Il personaggio piu` interessante e presente del libro e` l'anziano sindaco del paese, un vero cicerone d'altri tempi che guida l'investigatore nel suo viaggio all'interno delle storie del paese, delle dicerie, dei proverbi e delle meschinita` di questa piccola comunita` che e` rimasta primitiva ed è assolutamente orgogliosa di esserlo.
Una descrizione che ho trovato a volte malinconica, a volte simpatica, piu` spesso triste nella caratterizzazione dei personaggi, ma sempre molto sincera, che mi ha ricordato tante situazioni e modi di dire della mia infanzia passata sulle colline del Monferrato.

Ancora una menzione per la "trama gialla" che non sembra decollare mai, ma che invece nell'ultima parte ci rivela davvero delle belle sorprese ben costruite; un libro interessante per i cultori del giallo e affascinante per i "romantici" delle tradizioni e della "mitologia" delle comunita` contadine del secolo scorso.


Alessandro Perissinotto, L'anno che uccisero Rosetta
1997, Sellerio, 180 pagg., 8 euro


Nota bibliografica
Alessandro Perissinotto e` nato nel 1964 a Torino. Con Sellerio, oltre a L'anno che uccisero Rosetta, ha pubblicato La canzone di Colombano (2000) e Treno 8017 (2003).


2 febbraio 2004


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