Giornalista e scrittore dei piu` prolifici, autore di numerosi volumi dedicati alla narrativa e al cinema di genere, Fabio Giovannini, quarantenne genovese, oggi vive a Roma e lavora come programmista alla Rai. A Imperia per presentare "L'orrore della guerra", una raccolta di racconti di vari autori, curata per la Datanews Editrice di Roma, ci ha rilasciato questa intervista.
   
MV: Di che cosa ti occupi in Rai?
FG: Da alcuni anni scrivo testi per I fatti vostri, che oggi si chiama Piazza Grande, in onda su RaiDue. Mi occupo di quella che molti critici chiamano la tv del dolore: storie di persone comuni spesso terribili e tragiche, oppure paradossali e assurde. Ogni giorno incontro ospiti di ogni genere, entro a contatto con vicende incredibili (ma tutte vere... siamo uno dei pochi programmi che non hanno bisogno di storie taroccate). Da studioso del noir trovo sempre conferme che la realta` e` ben piu` spaventosa della fantasia.

MV: Com'e` nata l'idea di fare una raccolta di racconti sulla guerra?
FG: L'idea e` nata il 15 febbraio del 2003, durante il corteo per la pace a Roma. Io e Alda Teodorani abbiamo incontrato Valerio Evangelisti, autore della saga sull'Inquisitore Eymerich e ci siamo chiesti cosa potevamo fare noi scrittori per dire no alla guerra. Abbiamo pensato che usando la nostra scrittura, i generi letterari che pratichiamo, era possibile dire qualcosa sulla guerra. E cosi` io e Antonio Tentori (con il quale ho curato gia` molti libri di racconti) abbiamo contattato altri scrittori a noi vicini e abbiamo dato vita all'antologia.

MV: Dove scoppiera` la prossima "guerra preventiva"?
FG: Ovviamente spero che non scoppi in nessun luogo... ma le tre nazioni a rischio, secondo molti osservatori, sono la Siria, l'Iran e la Corea del Nord. Io credo che da parte dell'opinione pubblica, e anche degli scrittori ci dovrebbe essere maggiore preoccupazione per la polveriera che il mondo sta diventando: una polveriera che non si risolve, secondo me, con le guerre preventive, ma semmai con la diplomazia preventiva. Le guerre (anche quelle preventive) sono orribili, indegne di una civilta` progredita come la nostra. Con L'orrore della guerra abbiamo voluto lanciare un allarme in questo senso.

MV: Che rapporto hai con la Liguria, da sempre terra di misteri?
FG: Un ottimo rapporto. Sono nato a Genova, poi sono andato a vivere a Roma e, al contrario di molti "esuli", di recente sono tornato ad abitare nella mia citta` natale per cinque anni. Poi esigenze lavorative (purtroppo la Liguria non offre molto in questo senso) mi hanno riportato nella capitale. Ma Genova resta la mia citta` ideale. Del resto proprio li` ho ambientato il mio ultimo romanzo neo-noir, scritto con lo pseudonimo che uso per la narrativa, Ivo Scanner. Si intitola Genova ti uccidera` (Larcher editore, disponibile a Imperia presso la Libreria Ricci) e ambienta proprio in Liguria una serie di vicende thriller, dato che la regione ben si presta ai misteri e ai delitti. Nel mio romanzo, ad esempio, si sentono gli echi del caso di Donato Bilancia, il serial killer della riviera. Aggiungo che quasi tutto il libro si ambienta nel centro storico di Genova e al cimitero di Staglieno. Vedrei bene, se devo essere sincero, anche un thriller che si svolga in inverno, tra gli alberghi chiusi del ponente.

MV: Perche` il giallo, l'horror e la fantascienza sono cosi` osteggiati dalla critica?
FG: Per un vecchio vizio della cultura italiana, che risale a Benedetto Croce, secondo cui ci sarebbe una letteratura alta, con la "L" maiuscola, e una narrativa bassa, popolare, di consumo, indegna di attenzione. Molte cose sono cambiate, ma il pregiudizio resta. Eppure il pubblico sembra gradire questi generi e soprattutto il noir sta conoscendo un periodo di grande successo commerciale. Quanto alla qualita` di molti romanzi di genere... beh, e` un altro discorso. Ma anche la letteratura non di genere, tipo Baricco, Tamaro e altri, non mi sembra proporre una qualita` cosi` eccelsa. Viceversa il noir, per il contatto con la realta`, e` lo strumento migliore per parlare dell'oggi, delle paure del nostro tempo, e puo` persino essere l'unico tipo di letteratura "impegnata" del 2000.



Questa intervista e` uscita in origine su "Riviera" il 19 marzo 2004 [ndr].
L'orrore della guerra, antologia estrema a cura di Fabio Giovannini e Antonio Tentori, viene presentata sulle pagine web di Datanews all'indirizzo http://www.datanews.it/pagine.libri2003/pag.orrore_guerra.html.


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