gW: Leggendo il primo romanzo di Dazieri, "Attenti al gorilla", ci si potrebbe fare un'idea piuttosto precisa di Sandrone, questo perche' il protagonista del romanzo e' tal Sandrone Dazieri.
Ma, in effetti, quanto si somigliano i due (o tre, se vogliamo essere precisi) Dazieri?
SD: Naturalmente il personaggio e' autobiografico, ma autobiografico quel tanto che e' possibile in un universo parallelo. Non so se chi legge questa intervista ha letto in precedenza un romanzo di Brown che si intitolava "Assurdo Universo". In questo romanzo, il protagonista finiva in un universo parallelo che era creato dalla fantasia di un maniaco della fantascienza: molte cose erano simili al suo mondo di provenienza, ma altre erano buffe, strane, eroiche, pericolose.
Questo, in sintesi, il rapporto tra la mia vita e "Attenti al gorilla". C'e' molto di vero, amici e nemici compresi, e ci sono anche molte cose che ho fatto davvero. Ma molto mescolate tra loro e con la pura fantasia.
Per quanto riguarda il Socio, il Socio e' davvero l'altra parte di me. Io tendo ad alternare stati di depressione e stati di euforia. Il Socio e' la parte depressa. Chiusa, calcolatrice, poco interessata agli altri esseri umani. Ma piu' furba, decisamente, dell'altra.
Poi dormo davvero molto poco.

gW: Arrivare in Mondadori con un background d'esperienze da centro sociale, a prima vista, potrebbe sembrare problematico, un modus vivendi che cambia radicalmente. Quanto ti e' risultato difficile questo passaggio e come e' avvenuto?
SD: Bah. Occorre sfatare un mito: io lavoravo anche prima. Solo che lavoravo altrove. Ho vissuto per anni nelle case occupate e ho anche fatto lavori socialmente utili nei centri sociali, ma e' dal 92 che la mia sussistenza avviene grazie a una o un'altra azienda, piccola o grande.
Molti lavori che ho fatto non mi sono piaciuti, altri li ho trovati noiosi o poco interessanti. Ma nessuno mi ha mai creato problemi etici, tanto meno quello alla Mondadori, dove importa molto poco a nessuno cosa io abbia fatto prima.
Prima di andare in Mondadori ero un giornalista.
Il passaggio e' avvenuto grazie al Gorilla. Dopo la pubblicazione sono entrato in contatto con la redazione. Quando si e' reso vacante il posto di editor dei gialli, l'allora direttore Massimo Turchetta, ora direttore generale di Feltrinelli, mi ha convocato. Ho mollato molto volentieri il lavoro precedente in una agenzia giornalistica.
La difficolta' e' stata soprattutto quella di imparare un mestiere nuovo e di inserirmi tra i rapporti consolidati di una grande azienda. A volte i ritmi sono davvero tesi.

gW: Ora sei alla direzione del Giallo Mondadori. Che taglio prevedi di dare alla pubblicazione, sia dal punto di vista della scelta degli autori che dal punto di vista della veste editoriale?
SD: Partiamo dalla veste editoriale, che cambiera' a giugno definendosi dal punto di vista artistico e di impianto, e sara' molto piu' moderna e bella della precedente. Insieme alla veste dei Gialli cambiera' quella di Segretissimo, altra collana che curo. Segretissimo riprendera' la veste nera con il cerchio che aveva qualche anno fa e che, secondo me, e' il suo simbolo distintivo. Naturalmente, anche in questo caso, l'impianto sara' piu' moderno.
Purtroppo, causa gli aumentati costi della carta, da giugno aumentera' anche il prezzo di copertina. Non e' una scelta che mi compete (quindi inutile che mi mandiate pacchi bomba), ma ho visto i conti, e non posso dar torto all'ufficio marketing.
Per quanto riguarda la scelta degli autori, la parola d'ordine e' qualita'. Sembra una parola trita, ma cerchiamo di pubblicare solo autori che ci convincano in pieno. Senza sconti.
Poi, cercheremo di mescolare il classico giallo all'inglese, con noir e gialli piu' atipici, in questa proporzione: due gialli classici, uno piu' di taglio noir o poliziesco o hard boiled, un jolly. Il jolly potra' essere italiano, esquimese, alternativo, poetico, all'avanguardia, psicologico, thriller, ecc. ecc...

gW: Ci puoi fare qualche nome di questi jolly o, piu' in generale, hai qualche grossa rivelazione da farci in anteprima?
SD: Mmm... grosse rivelazioni sono difficili, anche perche' i contratti si firmano un po' alla volta. Ma, forse...
Stan Jones, che trovate in edicola questo mese con "Cielo bianco, Ghiaccio nero", ambientato tra i ghiacci dell'Alaska.
George Pelecanos, con "The Sweet Forever", che uscira' quest'estate. Ambientazione Los Angeles Anni Ottanta: ricco di citazioni di quegli anni, dai gruppi musicali ai telefilm come Miami Vice. Molto crudo e violento, ma anche ironico. Per palati forti, decisamente. Forse l'Ellroy del futuro.
Philip Josť Farmer, che tutti ricordiamo come uno dei piu' incisivi autori di fantascienza, ma che ha creato un personaggio di investigatore privato geniale e dall'ironia esplosiva. Per la prima volta tradotto in Italia, uscira' a luglio con "Un mestiere difficile" (Nothing Burn in Hell).
Per ultimo: Andrea Japp, una scrittrice francese che ha creato un medico legale donna che e' ai livelli della Scarpetta dei tempi migliori. "La parabole du tueur" e' il titolo originale del romanzo che pubblicheremo probabilmente a novembre. Se piacera', come speriamo, faremo tutta la serie.
E poi... e poi... e poi...

gW: A questo punto, totalmente immerso nella complessita' della direzione editoriale del piu' diffuso periodico italiano di gialli, quanto tempo ti rimane per lavorare alla tua produzione?
SD: Quello che avevo prima: la notte.

gW: Ci puoi dare qualche anticipazione sulla tua prossima produzione?
SD: Sara' ambientato tra Milano, Torino e Cremona, e il protagonista si trovera' alle prese con due casi in contemporanea: un omicidio e un attentato.
Il romanzo uscira' per Stile Libero Einaudi, probabilmente a febbraio.

gW: Il protagonista del prossimo romanzo di Dazieri sara' ancora Dazieri?
SD: Si', ma sara' probabilmente l'ultimo per un po'.

gW: Un'ultima domanda. Cercherai di venirci a trovare sul gruppo di discussione it.discussioni.giallo?
SD: Sono venuto oggi (15 maggio 2000, n.d.r.) via web. :@)
Se avete domande, critiche e consigli, scrivete alla casella giallomondadori@mondadori.it. La leggo io sempre, e, insieme con me, altri della redazione. Rispondero' a tutti a patto che non mi si chiedano cose come: ma chi ha scritto... quando esce... qual e' la bibliografia di... non sono un computer!

gW: Un'avvertenza, pero': sul gruppo troverai una folla di assatanati maniaci del giallo pronti a dirti in faccia cosa non hanno gradito, ma anche a portarti in trionfo nel caso in cui trovassi delle formule per riportare il Giallo Mondadori ai fasti di un tempo.
E probabilmente le due cose accadranno in contemporanea.
SD: Ci vorranno anni, portate pazienza!



gialloWeb desidera ringraziare Sandrone Dazieri per la disponibilita' e la simpatia che ci ha dimostrato.
Questa intervista e' stata effettuata attraverso uno scambio di mail, perche' Fabio e' troppo pigro per usare un registratore e poi mettersi a sbobinare. ;-)

Milano, 15/16 maggio 2000


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