| Eli: |
Sabato 14/10/2000 - interno (casa della Eli) - giorno la Eli si sveglia e scopre con raccapriccio che: a) e' in ritardo; b) ha una capigliatura degna del miglior Spennacchiotto e non fara' mai in tempo a sistemarla; c) piove, governo ladro... interno (casa di PinaZ) - giorno PinaZ si sta dedicando al suo passatempo preferito (cioe' allacciarsi le scarpe) quando riceve la telefonata di Eli (la quale, effettivamente e' sempre in ritardo, pero' avvisa ^__^ ). esterno (dintorni della casa di PinaZ) - giorno piovepiovepiovepiove PinaZ e la Eli cercano disperati un parcheggio nelle vicinanze del supermercato: dopo aver attentato alla vita di un paio di anziane signore (di quelle evidentemente in pensione, che ritengono che fare la spesa durante la settimana non sia altrettanto divertente...) posteggiano l'Eli-machine ed entrano nel supermercato... interno del supermercato - giorno PinaZ guida il carrello con una dose di aggressivita' tale da far temere il peggio alla Eli, che infatti si allontana facendo finta di non conoscerlo... I due giungono alla cassa con il carrello pieno di generi assolutamente superflui (i miei preferiti, n.d.e.) e PinaZ opta per l'abbandono della spesa, agganciando il carrello alla fila senza prima toglierne i sacchetti... |
| PinaZ: |
Ci sarebbero delle _piccolissime_ precisazioni da fare, ma sorvolo e
mi limito a proseguire... ;-) Dal supermercato all'albergo di Paliddo la Eli dimostra di essere una buona candidata per il primo posto che si liberera' in formula uno (PinaZ, cmq, sapra' ricambiare il tipo di viaggio alla prossima occasione). Tra pioggia, esclamazioni da guidatrice della Eli ("Capperi, ma quel signore non ha molta fretta!", non esattamente queste le parole...) e tentativi di collegamento al _gruppo stazione_ (Walter, Jimi, Paola, Rex, o.w.), arriviamo alla via dell'albergo di Paliddo (stavolta, essendo presente PinaZ, la Eli si limita a chiamare Paliddo per telefono senza _andare per camere_). Contattato e prelevato il Pal, il quale confessa che stava per lasciare la cassata in treno (al verificarsi di quell'eventualita' gli e' stato detto che sarebbe stato lasciato a marcire sotto la pioggia), ci si avvia verso la Sherlockiana, dove si arriva qualche minuto dopo (niente scene di indecisione per parcheggiare, stavolta). Entriamo accolti dalla nostra amabile padrona di casa e vengo messo a fare il caffe' per tutti, anche per chi non lo vuole: Tecla cazzia PinaZ ogni cinque minuti e PinaZ dopo quattro minuti si dilegua per ammirare le opere di Umberto Torricelli (ecco chi c'era, oltre a Tecla!) e studiare la disposizione degli alcolici. Dopo qualche minuto, ancora qualche minuto, ancora qualche minuto, ancora qualche minuto, ancora qualche minuto... dopo un considerevole lasso di tempo arriva il _gruppo stazione_ accolto da un'ovazione computerizzata e dai fischi dei presenti e, finalmente, la festa comincia. |
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