“Io sono il tenebroso” di Fred Vargas

A differenza di come si potrebbe essere tentati Fred Vargas e` una donna. Il nome Fred e` il diminutivo di Frédérique e Vargas, come recita il risvolto della copertina, e` uno pseudonimo, un omaggio ad Ava Gardner nella Contessa scalza. L’autrice, archeologa e medievista e` nata nel 1957 a Parigi. Io sono il tenebroso e` il primo dei suoi romanzi polizieschi ad essere tradotto in Italia.
L’opera venne pubblicata in Francia nel 1997 e fu preceduta da ben altri cinque romanzi con medesime caratteristiche (Les jeux de l’amour et de la mort pubblicato nel 1986; L’homme aux cercles bleus, 1991; Ceux qui vont mourir te saluent, 1994; Debout les morts, V. Hamy, 1995; Un peu plus loin sur la droite, 1996). Successivamente a Io sono il tenebroso, nel 1999 l’autrice pubblicò L’homme à l’envers. Per questi suoi romanzi Vargas riscuote in Francia un gran successo ed e` annoverata tra gli autori del miglior noir francese.

La vicenda prende avvio dall’omicidio di due donne sole che vengono uccise vengono strangolate e trafitte a colpi di forbici a Parigi. La polizia e` alla ricerca di un uomo che è stato visto da molti testimoni a sorvegliare le vittime per poi intrappolarle con la scusa del dono di un vaso di felci. Il presunto assassino e` Clement, giovane sprovveduto e dotato di scarsa intelligenza che gira le strade di Parigi con una fisarmonica in spalla.
Braccato dalla polizia di Parigi, Clement cerca rifugio presso Marthe, una prostituta che molto tempo prima l’aveva seguito ed aiutato, quando, ancora bambino, era rimasto solo per la scomparsa della madre e il disinteresse del padre. Non sapendo come aiutare il suo protetto, Marthe cerca aiuto presso l’ex investigatore Louis Kehlweiler, che a sua volta si rivolge a tre studiosi di storia, Lucien Devernois, Marc Vandosleer, Mathias Delamarre. L’unica ad essere pienamente convinta dell’innocenza di Clement e` Marthe; gli altri all’inizio sono molto tiepidi ed iniziano ad indagare sugli omicidi solo per la profonda amicizia che li lega alla donna. Si convincono poco alla volta che qualcuno sta cercando di incastrare Clement e pertanto cercano nel suo passato qualche ragione che spieghi le recenti vicende.

Mi fermo qui, ovviamente per non privare i lettori del piacere di scoprire da soli lo svolgersi dei fatti. La lettura riserva sicuramente delle piacevoli sorprese. Le mie impressioni su Io sono il tenebroso sono certamente positive. Si tratta di un romanzo molto interessante, con una trama avvincente e priva di cadute ed una sapiente miscela di tensione emotiva e partecipata ironia che rendono la lettura scorrevole e divertente.

Patrick Quentin / Q.Patrick / Jonathan Stagge

Patrick Quentin / Q.Patrick / Jonathan Stagge sono gli pseudonimi impiegati da un team di quattro autori che, in epoche e combinazioni diverse, hanno collaborato tra di loro.
Nella bibliografia, dopo ogni romanzo sono indicate le sigle di chi, tra i quattro autori, ha materialmente scritto il romanzo. Tutte le opere posteriori al 1952, comunque, sono state scritte dal solo Hugh Callingham Wheeler.


  Richard Wilson Webb RWW 1901 – 1970   Martha Mott Kelley MMK     Mary Louise White Aswell MLA 1902 – 1984   Hugh Callingham Wheeler HCW 1912 – 1987

Patrick Quentin 1936 Puzzle for Fools Manicomio RWW & HCW CG 224 – GM 217 1938 Puzzle for Players Lo specchio stregato RWW & HCW CG 34 – GM 243 – CG 819 1944 Puzzle for Puppets Le rose volanti RWW & HCW CG 187 – GM 112 1945 Puzzle for Wantons
Slay the Loose Ladies La sorte sbagliò tre volte RWW & HCW CG 241 – GM 171 1946 Puzzle for Fiends
Love Is a Deadly Weapon Cerco me stesso RWW & HCW CG 97 – GM 91 1947 Puzzle for Pilgrims
The Fate of the Immodest Blonde Fiesta di morte RWW & HCW CG 354 – GM 139 1948 Run to Death Il pozzo dei sacrifici RWW & HCW CG 275 – GM 97 1946 The Follower Vacanze all’inferno RWW & HCW CG 13 – GM 405 1952 Black Widow
Fatal Woman Il segreto della morte
La vedova nera [condensato] RWW & HCW CG 334 – GM 233
Selezione, 1968 1954 My Son, the Murderer
The Wife of Ronald Sheldon Mio figlio, l’assassino HCW CG 379 – GM 353 1955 The Man with Two Wives E tutto finirà HCW CG 93 – GM 410 1956 The Man in the Net Il limite del furore HCW CG 162 – GM 438 1957 Suspicious Circumstances
Death and the Rising Star Da’ una spinta al destino HCW CG 260 – GM 535 1959 Shadow of Guilt Omicidio di gala HCW CG 128 – GM 565 1960 The Green-Eyed Monster Controcorrente HCW CG 390 – GM 647 1965 Family Skeletons Un velo sul passato HCW CG 461 – GM 921

Q. Patrick 1931 Cottage Sinister Morte nell’acqua verde
Tè e veleno RWW & MMK Nerbini, 1949
GM 1812 1932 Murder at the Women’s City Club
Death in the Dovecote Delitto al Club delle Donne RWW & MMK GM 1799 1933 Murder at Cambridge
Murder at Varsity  Prima che il Temporale Finisca RWW CG 777 Dramma Universitario GM 176 1933 S.S. Murder La morte giuoca a bridge
In crociera col delitto RWW & MLA Richter, 1951
GM 1829 1935 The Grindle Nightmare
Darker Grows the Valley Presagio di morte RWW & MLA CG 798 – GM 1472 1936 Death Goes to School La morte fa l’appello RWW & HCW CG 84 – GM 263 1937 Death for Dear Clara Il segreto della Grande Clara RWW & HCW CG 405 – GM 223 1937 The File on Fenton and Farr inedito in Italia RWW & HCW   1938 The File on Claudia Cragge Il caso Cragge RWW & HCW Mondadori  1939 Death and the Maiden Troppe lettere per Grace RWW & HCW CG 741 – GM 156 1941 Return to the Scene
Death in Bermuda La casa dell’uragano RWW & HCW CG 88 – GM 214 1952 Danger Next Door Soluzione estrema RWW & HCW CG 847 1952 The Girl on the Gallows (non fiction) HCW  

Jonathan Stagge (RWW & HCW) 1936 Dogs Do Bark
Murder Gone to Earth E i cani abbaiano CG 86 – GM 377 1938 Murder by Prescription
Murder or Mercy La buona morte GM 184 1939 The Stars Spell Death
Murder in the Stars Scritto tra gli astri CG 301 – GM 123 1940 Turn of the Table
Funeral for Five Se ci sei, batti un colpo CG 424 – GM 128 1942 The Yellow Taxi
Call a Hearse Chiamate un carro funebre CG 447 – GM 22 1943 The Scarlet Circle
Light from a Lantern Tre cerchi rossi CG 384 – GM 106 1945 Death, My Darling Daughters
Death and the Dear Girls Quelle care figliole CG 662 – GM 80 1946 Death’s Old Sweet Song Antico canto di morte
Dolce, vecchia canzone di morte Garzanti, 1950 – CG 206 1949 The Three Fears Le tre paure CG 675 – GM 141

Racconti 1961 The Ordeal of Mrs Snow and Other Stories contiene:     The Ordeal of Mrs. Snow       A Boy’s Will       Portrait of a Murderer Tre delitti quasi perfetti EG 1965   Little Boy Lost       Witness for the Prosecution Testimone per l’accusa REQ 2, 1956   The Pigeon Woman La donna dei piccioni GEQ 35, 1952   All the Way to the Moon       Mother, May I Go out to Swim?       Thou, Lord, Seest Me       Mrs. Appleby’s Bear       Love Comes to Miss Lucy La signorina Lucy si innamora in “25 racconti del terrore vietati alla TV”, a cura di Alfred Hitchcock (Garzanti)   This Will Kill You    

Racconti sparsi 1937 Murder on New Year’s Eve Morte a fine d’anno EG 1971 1940 Another Man’s Poison Patto di morte AG 1975 1941 Death Rides the Ski-Tow     1941 Murder with Flowers     1943 The Last of Mrs Maybrick La fine della signora Maybrick “L’età d’oro del crimine”, Anabasi 1946 The Plaster Cat     1946 White Carnations     1946 Puzzle for Poppy L’eredità di Poppy NG 1965 1947 This Way Out     1948 The Corpse in the Closet     1948 Farewell Performance     1949 The Jack of Diamonds Il fante di denari PG 1975 1949 Murder in One Scene     1950 Mrs. B’s Black Sheep Il nemico invisibile EG 1976 1951 Girl Overboard     1951 Death Fright     1951 Who Killed the Mermaid?     1952 Town Blonde, Country Blonde     1952 This Looks Like Murder     1952 Death on the Riviera     1953 Death on Saturday Night     1953 Woman of Ice     1953 The Laughing Man     1953 The Hated Woman     1953 The Red Balloon     1954 The Glamorous Opening     1954 Death and Canasta     1954 The Predestined     1955 Death Before Breakfast     1956 On the Day of the Rose Show     1956 Going, Going, Gone!     1957 Murder in the Alps     1958 Lioness vs. Panther    

Ross Macdonald / Kenneth Millar

Ross Macdonald / Kenneth Millar [Los Gatos (California, USA), 13/12/1915 – Santa Barbara (California, USA), 11/07/1983]


Romanzi con Lew Archer 1949 The Moving Target Bersaglio mobile GM 22, CG 226 1950 The Drowning Pool Il vortice GM 260, OG 9 1951 The Way Some People Die Non piangete per chi ha ucciso GM 252 1952 The Ivory Grin Il ghigno d’avorio GM 308 1954 Find a Victim Non fuggire, sceriffo GM 326 1956 The Barbarous Coast Costa dei Barbari GM 406, CG 387 1958 The Doomsters L’inferno è in terra GM 517 1959 The Galton Case A un passo dalla “sedia” GM 581 1961 The Wycherly Woman Non fare agli altri… GM 693, CG 103 1962 The Zebra-Striped Hearse Il sangue non è acqua GM 773, CG 437, CG 729 1964 The Chill Il delitto non invecchia RAP 13, CG 248 1965 The Far Side of the Dollar Il vespaio GM 882, CG 464 1966 Black Money Denaro nero RAP 31, OS 490 1968 The Instant Enemy Paura di vivere GM 1072, CG 479 1969 The Goodbye Look Il mondo è marcio GM 1114, CG 558 1971 The Underground Man L’uomo sotterraneo SAS, CG 745 1973 Sleeping Beauty La bella addormentata GM 1324 1976 The Blue Hammer Lew Archer e il Brivido Blu GM 1507, CG 864

Senza personaggio fisso 1944 The Dark Tunnel Il tunnel GM 102, CG 696 1946 Trouble Follows Me Sempre nei guai GG 4, CSEG 37 1947 Blue City La città del diavolo GM 90, CG 229 1948 The Three Roads L’assassino di mia moglie GM 758, CG 142 1953 Meet Me at the Morgue Hanno rapito un bimbo GM 283 1960 The Ferguson Affair Segreto di famiglia GM 664, CG 45

Raccolte di racconti 1955 The Name Is Archer Il mio nome è Archer OG 29 1977 Lew Archer, Private Investigator [comprende “The Name Is Archer” più i racconti “Midnight Blue” e “Sleeping Dog”]  

Racconti singoli 1945 Death by Water     1946 Find the Woman La casa sulla spiaggia [1]   1948 The Sky Hook     1948 Murder Is a Public Matter / The Bearded Lady La donna barbuta [1]   1950 Strangers in Town     1953 Shock Treatment     1953 The Imaginary Blonde / Gone Girl Una ragazza inquieta [1]   1953 The Guilty Ones / The Sinister Habit Un’abitudine funesta [1]   1953 The Beat-Up Sister /The Missing Sister Case / The Suicide La suicida [1]   1954 Guilt-Edged Blonde Quasi colpevole [1]   1954 Wild Goose Chase Un’impresa vana [1]   1955 The Angry Man     1960 Midnight Blue Mezzanotte blu Primavera Gialla 1978, Mondadori 1965 The Sleeping Dog    

[1] In “Il mio nome è Archer”

Giallo Italia

Scerbanenco ed io
interventi di M. Fois, A.G. Pinketts, C. Lucarelli(*)

Da Scerbanenco ho imparato che attraverso il proprio tempo si può descrivere qualcosa che rimane, o che aspira a rimanere. Più che un rapporto stilistico ho con lui un rapporto “etico”. Sì, Scerbanenco, insieme ad altri autori ben inteso, mi ha educato a concepire la necessità di trama senza il timore della trama. Appartengo a una generazione di autori che si sono dovuti inventare una collocazione nel panorama letterario, collocazione che non sembrava attuabile e attuale. Ma fortunatamente c’era Scerbanenco. C’era cioè un autore che usava la scrittura per raccontare in un momento storico in cui raccontare non pareva essere il compito principale della scrittura. Nessuno ha saputo descrivere come lui l’Italietta del boom economico, nessuno ha saputo mettere in luce le miserie di una guerra civile, non dichiarata, in nome del benessere e i guasti che questa guerra ha prodotto in una nazione. “Traditori di tutti” vale un volume di Storia d’Italia contemporanea. E’ un autore a cui devo molto: mi ha insegnato a non vergognarmi della mia provincialità.

Marcello Fois

Credo sia fondamentale l’impronta di G.S. nel mio romanzo “Il vizio dell’agnello”, che parte descrivendo lo squallore poetico scerbanenchiano. In realtà, tutti i miei scritti sono permeati da questa, per fortuna leggera, eredità. Leggera nel senso di non invadente, ma lieve e perciò non negativa.
Una eredità senza passi di successione, quasi il testimone da acchiappare in una corsa in un prato.
Io, tra l’altro, sono cresciuto nella Milano degli anni ’60. Il fatto di vedermela proposta, lettore dodicenne, rappresentava già una sorta di archeologia e antropologia.
Sì, è stato sicuramente un maestro; il maestro di allievi fortunatamente indisciplinati, perché nessuno degli scrittori della mia generazione ha mai cercato di imitarlo, ma la sua eredità sta proprio nell’aver irradiato il campo minato di scrittori che senza idolatrarlo lo adorano.

Andrea G. Pinketts

Uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900 come lui non può che essere importante per uno scrittore italiano del ‘900 come me, soprattutto quando ha scritto i libri che avrei voluto scrivere io. E’ dal primo libro di Scerbanenco che ho letto (“I ragazzi del Massacro”) che ho pensato che avrei voluto scrivere anch’io quelle storie e in quel modo. Storie di mistero e contemporaneamente di realtà. Raccontate con durezza ma con umanità e senza nessun pregiudizio, né ideologico né letterario o stilistico.
Da Scerbanenco ho imparato a raccontare storie di personaggi “ambigui”, ossessionati da qualcosa (senso del dovere, ansia di giustizia, ricerca di se stessi), impegnati a fare i conti con un passato imbarazzante (De Luca e Duca Lamberti, per esempio); a guardare la metà oscura delle cose con un cinismo consapevole che all’orrore non c’è limite, ma anche con il dolore umano di sentire che così non va e con la certezza etica di cambiare le cose (la “mano davanti alla locomotiva” di cui parla Scerbanenco nel suo “Io, Scerbanenco”); a raccontare le mie storie con uno stile il più possibile intenso, scorrevole e nervoso, a metà tra quotidiano e letteratura. Insomma, a “raccontare”.

Gli apocrifi di Ellery Queen

Nel 1958, con la pubblicazione di The Finishing Stroke (Colpo di grazia), la carriera letteraria dei due cugini, Frederic Dannay e Manfred B. Lee, che dal 1929 scrivevano sotto lo pseudonimo Ellery Queen, pareva essersi volontariamente conclusa. The Finishing Stroke, romanzo insolito e singolare anche all’interno di una serie che si era sempre distinta per la sua totale originalita`, era stato concepito da Dannay e Lee proprio come il segno conclusivo e irrevocabile di quella che i Queen consideravano ormai una attivita` sempre piu` difficile e meno significativa: giustificare e legittimare la sopravvivenza di quello che Francis Nevins e` solito chiamare “enigma deduttivo formale”. In sintesi, i due cugini trovavano sempre piu` faticoso inserire un personaggio come Ellery Queen, sinonimo del ragionamento e della deduzione, all’interno di scenari criminali sempre piu` dominati da moderne tecniche d’investigazione poliziesca.
Non e` da escludere che l’apparizione, nel 1956, e il rapido successo di un autore come Ed McBain, convinto assertore, almeno nei primi tempi, di una stretta aderenza a forme di rigoroso naturalismo e realismo, abbiano persuaso un attento osservatore della scena gialla come Frederic Dannay che il tipo di romanzo poliziesco propugnato da Queen per quasi un trentennio pareva aver fatto il suo tempo (e che poi non sia esattamente andata cosi`, e che lo stesso McBain si sia rivelato uno squisito cultore, e a volte praticante, del giallo classico e` tutta un’altra faccenda).

La cronologia queeniana ci dice, oggi, che a The Finishing Stroke avrebbe fatto seguito The Player on the Other Side (Bentornato, Ellery!), ma solamente nel 1963 -a cinque anni di distanza-. Il lettore dell’epoca, invece, vide gia` nel 1961 apparire sul mercato un nuovo romanzo firmato Ellery Queen, Dead Man’s Tale (L’eredita` che scotta). A questo romanzo, che segnava una completa rottura con lo stile e con le tematiche fino ad allora affrontate da Dannay e Lee, avrebbero fatto seguito, fino al 1972, altri ventisette titoli: tutti firmati Ellery Queen ma assolutamente dissimili tra loro, nella enorme disparita` di argomenti, situazioni e varieta` stilistica da sembrare – come poi si sarebbe rivelato essere – opera dei piu` diversi autori.

Il mistero, almeno in Italia, e` rimasto ufficialmente insoluto fino al 1993, quando una puntigliosa bibliografia queeniana curata da Roberto Pirani, e inclusa in appendice all’Omnibus Mondadori Ellery Queen: sfida al lettore ha iniziato a squarciare il velo che copriva le identita` dei molti illustri collaboratori ingaggiati da Dannay e Lee nella stesura di questi romanzi “minori”. Di piu`; si e` anche appreso che la ditta Ellery Queen era in realta` una impresa “aperta” anche per quanto riguarda molti romanzi inseriti a pieno titolo nel canone queeniano consolidato, e che titoli come, appunto, The Player on the Other Side o …and on the Eighth Day… (…e l’ottavo giorno…] sono il risultato di un ghostwriting piu` o meno supervisionato dai Queen cosiddetti “titolari”.
Perché Dannay e Lee avessero deciso di affittare il nome Ellery Queen ad altri autori, per romanzi spesso di tutt’altro taglio stilistico, non e` ancora perfettamente chiaro, cosi` come non sono mai stati completamente delineati gli spesso burrascosi metodi di lavoro dei due cugini. Anche Francis Nevins, che divenne abbastanza intimo di Dannay negli ultimi dodici anni della vita di quest’ultimo (1970-1982), ma incontro` Lee soltanto un paio di volte, riusci` molto di rado a scalfire l’impenetrabilita` dei due autori su questo, evidentemente spinoso, argomento (il secondo capitolo del libro di Nevins The Sound of Detection cerca di far luce sui metodi dei due Queen, giungendo alla conclusione che i due non erano assolutamente in grado di lavorare insieme con tranquillita`, e che continuassero a farlo semplicemente perché la ditta Ellery Queen si era rivelata una consistente fonte di reddito). Pare, comunque, che l’idea e la gestione dei ventotto romanzi apocrifi sia da attribuirsi in toto a Manfred B. Lee, ipotesi suffragata anche dall’interruzione della serie, avvenuta nel 1972. Lee era scomparso l’anno prima, nell’aprile 1971.
Si puo` quindi considerare, con buona ragionevolezza, che la decisione di lanciare questa serie di nuovi romanzi firmati Queen fosse, per i due cugini, un ottimo espediente per mantenere vivo nella memoria del pubblico il loro pseudonimo, tanto piu` che la pubblicazione dei nuovi titoli era prevista direttamente in edizione economica, nella popolarissima serie della Pocket Books (che tra l’altro aveva pubblicato anni prima, nella collana Permabooks, i primi titoli dell’87° Distretto). Dopo il secondo titolo della serie, Death Spins the Platter (Alta infedelta`), uscito nel 1962, la serie ha una decisa impennata quantitativa, guarda caso corrispondente alla pubblicazione del nuovo romanzo con Ellery Queen, il gia` citato The Player on the Other Side. Nel 1963, infatti, i nuovi Pocket Books di Queen sono tre; nel 1964 e nel 1965 quattro; nel 1966 ben sette. Dal 1967 la serie inizia a calare numericamente, con due libri pubblicati, cosi` come nel 1968 e nel 1969. Gli ultimi due romanzi del ciclo escono rispettivamente nel 1970 e nel 1972, il primo evidentemente a rilento a causa delle declinanti condizioni di salute di Lee, che alla fine degli anni Sessanta era stato vittima di una pesantissima serie di attacchi cardiaci.

Esclusa completamente, quindi, la partecipazione di Frederic Dannay a questa impegnativa impresa editoriale (che, bisogna ricordare, non rappresenta un caso isolato nella letteratura poliziesca: gran parte della tarda produzione di Brett Halliday, ad esempio, e` opera di altri autori, tra i quali Bill Pronzini), puo` essere interessante esaminare in breve i tratti distintivi di questa insolita serie.
Innanzitutto i veri autori; chi si nasconde sotto il nome Ellery Queen? Dei ventotto romanzi polizieschi pubblicati dalla Pocket Books (gia`, perché ne esistono anche sei a carattere storico, pubblicati sotto il nome Barnaby Ross, il vecchio pseudonimo usato da Dannay e Lee per narrare i casi di Drury Lane negli anni Trenta) tre restano tuttora senza attribuzione certa: The Last Score (Safari per una lolita), The Killer Touch (Poliziotto di ventura) e Kiss and Kill (Frontiera maledetta). Per quanto riguarda gli altri, l’autore piu` impegnato risulta essere Richard Deming, l’ex ufficiale dei marines divenuto romanziere popolarissimo negli anni Cinquanta e Sessanta. Deming ha contribuito alla serie con ben dieci titoli, quattro dei quali relativi alla sottoserie che ha come protagonista il capitano Tim Corrigan, un veterano della guerra di Corea con un solo occhio. La sottoserie Corrigan, che comprende sei romanzi, era stata iniziata da Manfred B. Lee insieme a Talmage Powell, prolifico autore di pulp recentemente scomparso (1920-2000) e colonna, per molti anni, delle antologie “curate” da Alfred Hitchcock. Powell ha scritto quattro romanzi come Ellery Queen: oltre a due della sottoserie Corrigan, anche i notevoli Murder with a Past (Movente per un omicidio) e Beware the Young Stranger (La catena al piede). Anche Fletcher Flora, scomparso nel 1968, e` il vero autore di tre titoli, tra cui il curioso The Devil’s Cook (La ricetta del diavolo), nel quale l’indizio principale e` un ragu` con troppa cipolla…


I migliori romanzi della serie sono forse opera di Jack Vance, notissimo scrittore di fantascienza, e l’unico tra tutti gli autori coinvolti ad aver deliberatamente adottato situazioni e tematiche di carattere queeniano. The Four Johns (Confessa o morirai) ha quattro sospettati con lo stesso nome; The Madman Theory (Il seme della follia) riprende il tema del serial killer alla cieca che nasconde invece un piano accuratamente predeterminato; A Room to Die (Una stanza per morirci), a mio avviso il piu` riuscito tra gli apocrifi, presenta un enigma di camera chiusa di interessante fattura.

Cinque autori diversi hanno invece scritto un romanzo ciascuno. Henry Kane, il creatore di Peter Chambers, si nasconde dietro Kill As Directed (Assassinio su ricetta), uno dei primi romanzi della serie; a Stephen Marlowe, padre di Chester Drum, e` toccato il primo romanzo, il gia` citato Dead Man’s Tale, romanzo di avventura e intrigo internazionale piu` che giallo vero e proprio. Walt Sheldon, autore praticamente sconosciuto in Italia, ma molto attivo su rivista negli USA, ha invece scritto nel 1968 Guess Who’s Coming to Kill You (Indovina chi viene ad ucciderti), una delle due incursioni della serie nel campo dello spionaggio (l’altra e` Who Spies, Who Kills? (C’e` chi spia, c’e` chi uccide), firmata nel 1966 da Talmage Powell). Infine, la seconda sottoserie dedicata alle avventure di Mike McCall, The Troubleshooter, assistente speciale del governatore Sam Holland, e` stata firmata, oltre che da Richard Deming, da due autori insoliti come Gil Brewer, autentico archetipo dello scrittore noir “maledetto”, e da Edward D. Hoch, una delle presenze piu` qualificate della Rivista di Ellery Queen e, forse, unico vero erede di Queen nella forma del racconto breve.
La serie McCall merita qualche parola in piu`, perché in essa Manfred B. Lee sembra voler esplorare territori ancora una volta diversi: McCall affronta casi dal forte substrato politico, calati in pieno clima anni Settanta, nei quali si parla di argomenti allora poco frequenti nel poliziesco, come la contestazione studentesca, le rivolte nei ghetti, l’industria del porno (soggetto, quest’ultimo, spesso affrontato da Edward D. Hoch anche in proprio: ad esempio, nel racconto Captain Leopold Saves a Life, del 1973: giusto pochi mesi dopo il suo contributo alla serie McCall, The Blue Movie Murders).

Come si sara` potuto vedere, quindi, da questa sommaria disamina, anche in un aspetto evidentemente secondario della sua attivita` la ditta Ellery Queen e` in grado di offrire, al lettore e allo studioso, motivi di interesse non secondari. Gli apocrifi di Ellery Queen, lungi dall’essere romanzi mediocri, consentono invece di poter meglio inquadrare la cosiddetta “quarta fase” del canone queeniano; quella, per intendersi, che si apre nel 1963 con The Player on the Other Side (scritto, a quanto si e` appreso negli ultimi anni, da Dannay insieme a Theodore Sturgeon) e che si conclude nel 1971 con A Fine and Private Place (La prova del nove), trionfo finale della logica deduttiva e del tema, assolutamente queeniano, della manipolazione dell’individuo da parte di un’entita` superiore (vera o presunta). E il segno della grande attualita` dei romanzi di Queen e` l’influenza che ancor oggi essi esercitano su molti autori contemporanei, come ad esempio Dennis Lehane, il cui Darkness, Take My Hand (1996) riprende e amplifica in maniera totalmente inaspettata le tematiche manipolatorie, appunto, di The Player on the Other Side. Il ragazzo (Lehane, intendo) ha evidentemente fatto le sue buone letture.

Ruth Rendell

Ruth Rendell (Barbara Vine) [1930 – ]
Romanzi con l’ispettore capo Wexford
1964 From Doon with Death Lettere mortali GM 16641967 A New Lease on Death
[edizione USA: Sins of the Father] Il caso è aperto GM 18141967 Wolf to the Slaughter Un certo Smith GM 18001969 The Best Man to Die Il mio peggiore amico GM 10961970 A Guilty Thing Surprised Quella buia notte di settembre GM 19041971 No More Dying Then Caccia al kidnapper GM 12411972 Murder Being Once Done La ragazza caduta dal cielo GM 20551973 Some Lie and Some Die Chi muore e chi mente GM 19551975 Shake Hands Forever Addio per sempre GM 20321978 A Sleeping Life Sulle orme di un’ombra GM 15931979 Means of Evil
[raccolta di racconti]    1981 Put On by Cunning
[edizione USA: Death Notes] Il flauto tragico GM 17481983 The Speaker of Mandarin L’ispettore vede giallo GM 18551985 An Unkindness of Ravens La sfida del corvo GM 19641988 The Veiled One La donna velata GM 20891992 Kissing the Gunner’s Daughter Oltre il cancello GM 23721994 Simisola La leggerezza del dovere Mondadori1997 Roadrage La strada delle farfalle Mondadori1999 Harm Done    

Altri romanzi e raccolte di racconti
1965 To Fear a Painted Devil Vespe e veleni GM 16891965 Vanity Dies Hard Il tarlo del sospetto GM 22361968 The Secret House of Death Il segreto della casa GM 18371971 One Across, Two Down Rebus per un funerale GM 12171974 The Face of Trespass Il volto del peccato GM 22541976 A Demon in My View Paura d’uccidere GM 14851976 The Fallen Curtain
[raccolta di racconti]    1977 A Judgment in Stone La morte non sa leggere GM 21211979 Make Death Love Me La morte mi ama GM 16471980 The Lake of Darkness Nel lago d’ombra GM 17681982 Master of the Moor Il mistero della brughiera GM 23111982 The Fever Tree
[raccolta di racconti]    1984 The Killing Doll La bambola che uccide Rizzoli1984 The Tree of Hands L’albero delle mani Rizzoli1985 The New Girlfriend
[raccolta di racconti]    1986 Live Flesh Carne viva Fabbri1987 Talking to Strange Men Parlando con uno sconosciuto Rizzoli1987 Heartstones A forma di cuore Bompiani1987 Collected Short Stories I racconti Bompiani1989 The Bridesmaid Il pugnale di vetro Rizzoli1990 Going Wrong Qualcosa di sbagliato Rizzoli1991 The Copper Peacock
[raccolta di racconti]    1993 The Crocodile Bird L’urlo del colibrì Rizzoli1995 Blood Lines
[raccolta di racconti]    1996 The Keys to the Street Il parco delle anime Mondadori1998 A Sight for Sore Eyes    2000 “Piranha to Scurfy” and Other Stories
[raccolta di racconti]    2001 Adam and Eve and Pinch Me    

Romanzi scritti con lo pseudonimo “Barbara Vine”
1986 A Dark-Adapted Eye Occhi nel buio Longanesi1987 A Fatal Inversion La casa della lunga estate Longanesi1988 The House of Stairs Ombre sulle scale Longanesi1990 Gallowglass    1991 King Solomon’s Carpet Il tappeto di re Salomone Corbaccio1993 Asta’s Book I giorni di Asta Westerby Mondadori1994 No Night Is Too Long La notte dei due uomini Mondadori1995 The Brimstone Wedding La villa dei ricordi cattivi Mondadori1998 The Chimney Sweeper’s Boy    2000 Grasshopper    

Novità

Presentazione

Questo spazio in rete è dedicato al genere “Giallo” (o “Mystery”) in tutte le sue espressioni e sfumature e raccoglie recensioni, bibliografie, filmografie, indirizzi, segnalazioni di eventi, files da scaricare e tutto ciò che pensiamo possa essere utile agli appassionati del genere.

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Raymond Chandler

Raymond Chandler [Chicago, 23/07/1888 – La Jolla, 26/03/1959]
Per semplicita` di consultazione, pubblichiamo in questa pagina la bibliografia “semplificata”, relativa alla sola narrativa di R. Chandler.


Romanzi 1939 The Big Sleep Il grande sonno Mondadori [1]
Feltrinelli 1940 Farewell, My Lovely Addio, mia amata Bompiani [1]
Feltrinelli 1942 The High Window Finestra sul vuoto Mondadori [1]
Feltrinelli 1943 The Lady in the Lake In fondo al lago Mondadori [1] La signora nel lago Feltrinelli 1949 The Little Sister Troppo tardi Mondadori [2] La sorellina Feltrinelli 1953 The Long Goodbye Il lungo addio Bompiani [2]
Feltrinelli 1958 Playback Ancora una notte Longanesi [2]
Feltrinelli 1959 Poodle Springs (incompleto) Poodle Springs Story Mondadori [2] 1989 Poodle Springs (completato da Robert B.Parker) Poodle Springs Mondadori

Raccolte di racconti 1944 Five Murderers     1945 Five Sinister Characters     1946 The Finger Man and Other Stories     1946 Spanish Blood     1946 Red Wind Il vento rosso Garzanti 1950 The Simple Art of Murder La semplice arte del delitto (voll. I e II) Feltrinelli 1953 Pick-Up On Noon Street     1964 Killer in the Rain Otto storie inedite Feltrinelli

Racconti 1933 Blackmailers Don’t Shoot I ricattatori non sparano   1934 Smart-Aleck Kill Un delitto imperfetto   1934 Finger Man Il testimone   1935 Killer in the Rain In un giorno di pioggia   1935 Nevada Gas Gas di Nevada   1935 Spanish Blood Sangue spagnolo   1936 Guns at Cyrano’s Pistole al “Cyrano   1936 The Man Who Liked Dogs L’uomo a cui piacevano i cani e altri racconti Feltrinelli 1936 Pick-Up on Noon Street / Noon Street Nemesis Nemesi in Noon Street   1936 Goldfish Pesci rossi   1936 The Curtain Lo scomparso   1937 Try the Girl Cercate la ragazza   1937 Mandarin’s Jade La giada cinese   1938 Red Wind Il Vento Rosso   1938 The King in Yellow Il re in giallo   1938 Bay City Blues Blues di Bay City e altri racconti Feltrinelli 1939 Pearls Are a Nuisance Che scocciatura le perle   1939 Trouble Is My Business Specialista in guai   1939 I’ll Be Waiting Aspettero’   1939 The Bronze Door La porta di bronzo Mondadori [3] 1941 No Crime in the Mountains In montagna non c’e’ pace   1951 Professor Bingo’s Snuff La polverina del professor Bingo   1957 English Summer Estate inglese   1958 The Pencil / Marlowe Takes on the Syndicate / Wrong Pigeon La matita   1962 A Couple of Writers Una coppia di scrittori  

[1] Pubblicato in “Tutto Marlowe investigatore, vol.1”, Mondadori 1970 [2] Pubblicato in “Tutto Marlowe investigatore, vol.2”, Mondadori 1970 [3] Pubblicato nel volume “Delitti senza tempo” – Supplemento al GM 1533, Mondadori

Angelo Ferracuti

L’esordio di Angelo Ferracuti risale al 1993 quando pubblica Norvegia, un libro che contiene otto racconti, lodevoli per la loro struttura piana, ma densa, corposa. Assai bello e acuto il pezzo Arrivarci da soli. Uno stile lento, preciso, adatto a descrivere la noia della vita di provincia, ma anche per scavare e andare a vedere che c’e` sotto questa noia.

Il 1997 e` l’anno dell’uscita dello straordinario racconto Nafta, ambientato a Fabriano. Qui Ferracuti affronta il tema -non certo consueto ne` alla moda- della vecchiaia e lo fa in modo duro, senza fronzoli ne` sentimentalismi. Il protagonista della storia si chiama Corrado Capanna, ma tutti lo chiamano Nafta. E` un vecchio tenace che per decenni ha fatto il camionista in giro per l’Europa e da giovane anche il pugile. L’uomo ripensa agli anni passati: ai lunghi viaggi, a una lontana amante, alla moglie e intanto assiste con rabbia al proprio decadimento fisico ed economico. Per strada e` picchiato da alcuni balordi, che gli portano via il portafoglio. Allora decide di rinchiudersi in una “Casa per anziani non benestanti” e forse proprio per questo i rapporti umani tra gli “ospiti” -che non hanno mance da elargire- e il personale della Casa sono aridi e bruschi. La storia densissima, che si srotola in poche decine di pagine, prende una piega inattesa quanto Corrado fa amicizia con un giovane sbandato (uno dei tre che lo aveva assalito) che si prende cura di lui e fa del vecchio il suo maestro, una specie di padre putativo.
Nafta e` un racconto breve ma che riesce a dire tantissimo della vita e lo fa senza annoiare minimamente il lettore. Benissimo ha fatto l’editore Guanda a riproporlo.

Nel 1999 esce Attenti al cane. La vicenda qui e` assai piu` complessa di quella narrata in Nafta, ma si svolge sempre in una cittadina marchigiana. Un postino conduce una vita quasi tranquilla, “quasi” perche` la curiosita` della vita degli altri lo porta ad aprire la loro corrispondenza, a leggerne il contenuto per poi farla sparire. Una curiosita` irresistibile che gli costa il posto di lavoro. Dentro la vicenda principale s’intrecciano, poi, tante storie cittadine. Per esempio quella nerissima di una donna alcolizzata uccisa dal marito. O quella del ferroviere tutto d’un pezzo che scopre casualmente che il figlio fa lo spacciatore, e in un attimo gli crolla il mondo addosso.

Ferracuti e` un attento e acuto osservatore della vita umana. Si`, un po’ come il postino di Attenti al cane. Una curiosita`, pero`, mai scissa da un forte rigore etico, troppo spesso assente in tanta narrativa contemporanea. Le sue storie emanano sempre un intenso calore umano, lo stesso che si puo` rintracciare anche negli scritti di Silvia Balestra e Claudio Piersanti, autori della stessa area geografica.
Nei libri dello scrittore marchigiano si percepisce sempre un disagio, la volonta` di scoprire, di non restare in superficie, di andare oltre le apparenze, di penetrare nell’intimita` dei suoi personaggi. Anche se poi c’e` sempre qualcosa che resta oscuro, nascosto, ambiguo. Nel suo stile asciutto e disadorno si avverte la presenza della lezione di Raymond Carver. In Attenti al cane il ritmo si e` velocizzato e c’e` come una maggiore sicurezza nelle proprie capacita` di narrare fatti dimessi e “poco importanti”. Storie di provincia che svelano solo “storie minori” (come viene detto nell’epigrafe a Norvegia che cita il grande Stig Dagerman), ma non per questo banali, trascurabili.
Contini defini` Romano Bilenchi un “osservatore militante”. Ecco, credo che una simile definizione possa andar bene anche per Angelo Ferracuti, accostabile allo scrittore toscano anche per la narrazione limpida e rigorosa, per lo sguardo largo e intenso con il quale afferra e avvolge le cose.

“Il mistero dell’acqua” di Kathryn Bigelow

Quando ti rendi conto che una regista come Kathryn Bigelow e` rimasta inattiva per oltre un lustro, c’e` veramente da arrabbiarsi: soprattutto quando il suo primo film dal 1995 e` bello come questo The Weight of Water -che esce da noi accompagnato da un titolo italiano brutto e un manifesto bruttissimo. Ci si scopre a pensare con rancore alla 20th Century Fox (che sostanzialmente ritiro` dalla circolazione un film discutibile ma interessante come Strange Days contribuendo non poco al suo tonfo commerciale) e persino a Luc Besson per il tempo che la Bigelow ha perso a preparare quel Giovanna D’Arco che poi Besson ha dovuto dirigersi da solo per poterci mettere la sua Milla.

Ma l’importante e` che la Bigelow sia tornata, e con un film in cui finalmente l’azione adrenalinica non distrae dalle psicologie e dall’atmosfera. Tratto da un romanzo basato su un fatto di sangue realmente accaduto attorno al 1870, Il mistero dell’acqua intreccia il “giallo antico” di due donne assassinate a colpi d’accetta con un noir contemporaneo di cui sono protagoniste due coppie di intellettuali che si concedono una vacanza in barca a vela che ha per meta il luogo del delitto.

Meglio evitare dettagli sulla trama, perche` il film e` di quelli da scoprire piano piano godendosi ogni svolta. Ma si puo` dire che fra la storia di ieri e quella di oggi rintoccano echi inafferrabili e inspiegati; e che, no: anche se qualche rivelazione piu` o meno inattesa salta fuori verso la fine, non ci saranno colpi di scena artificiosi, falsi finali o concordanze a rima baciata fra le due storie. I due fili narrativi si sviluppano pero` in un’incalzante e inestricabile alternanza fra l’oggi e lo ieri -e a pochi mesi da Frequency ce ne sarebbe gia` abbastanza per individuare in questo montaggio alternato sovratemporale una tendenza stilistica e narrativa degna di maggiore attenzione critica.

Il mistero dell’acqua e` un magnifico thriller tutto di testa, in cui i giochi di sguardi sono piu` importanti (e piu` profondamente inquietanti) dell’ombra di un’ascia che si profila su un muro: si pensa, insomma, piu` a Picnic ad Hanging Rock che a uno slasher, anche se il film dovrebbe far contenti anche i fanatici dell’horror grafico. La Bigelow gestisce da maestra i codici visivi e acustici del racconto cinematografico: la splendida fotografia di Adrian Biddle cambia personalita` da una scena all’altra, il ricorso a soluzioni come il bianco e nero e il freeze frame non e` mai gratuita ne` ovvia, e al suono e` dedicata un’attenzione che da sola meriterebbe al film una seconda visione.

E una terza visita sarebbe giustificata da un cast magnifico e magnificamente utilizzato: se Ciaran Hinds sembra abbonato a ruoli da vittima delle passioni, Sean Penn si conferma uno di quegli attori capaci di essere grandi senza apparentemente muovere un muscolo; il personaggio di Elizabeth Hurley e` capace di far dimenticare per sempre il cubetto di ghiaccio di Nove settimane e mezzo, mentre Catherine McCormack si e` trasformata -dalla sfortunata ma solare ragazzona di Braveheart– in uno splendido volto tormentato; last but not least da segnalare Sarah Polley, la ragazzina del Dolce domani (ma ancor prima la detestabile bambinetta del Barone di Munchausen di Gilliam), che domina tutto il flashback del film con occhi da cui e` pressoche` impossibile staccare lo sguardo.

Con Il mistero dell’acqua la Bigelow recupera finalmente la voce personale e originalissima dimostrata a suo tempo nel magnifico e troppo presto dimenticato Il buio si avvicina: una voce che sembrava essersi un po’ omologata nella pur magistrale confezione di actioners come Point Break, Blue Steel e lo stesso Strange Days -tutti realizzati durante il matrimonio dell’autrice con James Cameron. Stabilire se esista o meno un nesso fra la fine di quell’unione e lo stile di questo nuovo film e` un’impresa che si puo` lasciare ai biografi e agli appassionati di cronaca rosa: ma allo spettatore resta la soddisfazione di poter riaggiornare la lista dei propri registi preferiti.