La pelle che invecchia

la pelle che invecchia

Sia nell’uomo, sia nella donna, le principali cause di invecchiamento della pelle restano i radicali liberi. La cute invecchia pił velocemente dando vita alle tanto temute rughe che si formano con l’avanzare dell’etą e iniziano a comparire gią successivamente i 25 anni di etą e sono solchi, spaccature o ripiegature in alcune parti del corpo, nelle quali il rivestimento cutaneo č sottoposto a continue sollecitazioni da parte dei sottostanti gruppi muscolari, come ad esempio avviene sulle mani o nel viso, sotto le palpebre, ai lati della bocca e sopra le labbra, sulla fronte e vicino al naso. Attorno ai 45-50 anni, specialmente per le donne, si accentuano le imperfezioni legate al rallentamento della circolazione sanguigna e del ricambio cellulare, la pelle, cosģ, perde tonicitą, luminositą e compattezza. Si riducono i fibroblasti, le cellule che producono il collagene assottigliando cosģ la pelle. Si dimezza il numero delle cellule di Langherans e diminuisce la sintesi della vitamina D, con conseguente calo muscolare. Negli anziani, poi, č molto frequente il fenomeno della xerosi cutanea, cioč un progressivo inaridimento della pelle.

Le rughe da invecchiamento si manifestano sulla pelle con il naturale andamento dell’etą, perdendo l’elasticitą e la compattezza naturale e molto spesso compaiono perché la pelle non viene ben idratata, si stria e si secca.


Le rughe di espressione si manifestano su un’epidermide relativamente giovane e comunque non influenzata dalle rughe da invecchiamento. Sono il risultato di atteggiamenti mimici protratti come strizzare gli occhi, fare smorfie, ecc…


Le rughe “emotive” 
si formano in seguito a stati d’animo negativi o positivi che, diventando atteggiamenti abituali, si fissano in rughe ed espressioni tipiche. Un esempio di rughe “emotive” possono essere le rughe disposte orizzontalmente sull’arco frontale per indicare sorpresa o meraviglia.

I fattori che causano l’invecchiamento della pelle, e la conseguente formazione di rughe, possono essere suddivisi in cause endogene, cioč interne alla persona come ad esempio il patrimonio genetico che ognuno di noi possiede sin dalla nascita, e cause esogene, cioč esterne come puņ essere il clima.

“Maus” di Art Spiegelman

I fumetti sono roba da bambini?

Un amico pittore mi ha donato a Natale il famoso Maus di Art Spiegelman, da poco tornato in libreria con una nuova traduzione molto buona di Cristina Previtali e un nuovo editore. Libro che ora contiene tutta la storia (Racconto di un sopravvissuto) via via pubblicata tra il 1973 e il 1991.
Confesso che ho fatto fatica a iniziarlo per il semplice fatto che nella mia infanzia e adolescenza ho letto pochissimi fumetti (giusto un Tex ogni tanto, quando riuscivo a sottrarre un numero alla collezione – intoccabile – di mio fratello). Preferivo i libri senza alcuna immagine (“da grandi”) o, ancora meglio, correre per ore. Macinavo decine di chilometri fra boschi e prati per poi, di notte, sognare di staccarsi a un metro da terra, bastava un piccolo slancio e hop!, ecco un leggerissimo balzo di almeno cinque metri.

Dicevo che il romanzo a fumetti Maus ho fatto fatica a iniziarlo. Poi, pero`, che grande sorpresa!
Art Spiegelman e` bravissimo nell’affondare il coltello (la matita) nel cuore antisemita dell’Europa. Un libro che ci dice tutto sul nazismo, sulla vita nei campi di sterminio, e senza alcuna reticenza. Ecco, quindi, i kapo` ebrei, terribili bastonatori; detenuti pronti a fare la spia pur di prolungare la propria vita d’un solo giorno; gli stenti, le crudeltà, la sofferenza inaudita; la scarsità di cibo; la totale mancanza di carta per scrivere o per andare al bagno (ci si puliva con le mani). E poi: i polacchi non ebrei che occupano le case dei loro vicini (amici fino a qualche giorno prima) deportati senza alcuna ragione; le mamme che educano i figli ad aver paura dell’uomo “ebreo”…
Alla fine ci si affeziona tantissimo a Vladek Spiegelman, sopravvissuto ad Auschwitz insieme alla moglie Anja, poi morta suicida negli Usa nel 1968. Art riporta con parole e immagini in bianco e nero dal tratto quasi espressionista la storia che il padre gli racconta. Quelle tragiche e durissime vicende si fanno ancora piu` vere con gli ebrei disegnati come topi e i nazisti come gatti (il Fievel di Steven Spielberg e` posteriore all’uscita della prima parte di Maus), un antropomorfismo commovente ma significativo, da favola esopiana.
Ogni tanto si torna alla vita presente, con il figlio disegnatore che va dal padre malato a chiedergli di raccontargli il passato in Polonia, la storia dei parenti morti nei lager e quindi Art disegna se stesso, la moglie, l’ambiente in cui vive.
Beh, che aggiungere se non il fatto che piu` volte mi sono commosso, mi sono distaccato da questo capolavoro con enorme dispiacere e ho finalmente capito (dopo qualche decennio) che i fumetti non sono affatto “roba da bambini”. Il testo si chiude con le parole di Vladek: “Sono stanco di parlare, Richieu. E ho raccontato abbastanza storie, per ora”. Confondendo il figlio Art con l’altro figlio morto in Polonia decenni prima, come a voler rinsaldare un legame tra i due fratelli che non si sono mai conosciuti.

Una storia nerissima, piena di colpi di scena, d’amara ironia, tremenda perché tutto vero, purtroppo. Invito, chi non lo avesse gia` fatto, a leggere/guardare con attenzione questo libro che le scuole di tutto il mondo dovrebbero adottare. Regalarlo a chi non lo conosce, magari a chi non ha buona memoria o sottovaluta l’enorme (e irreparabile) tragedia dell’Olocausto.

Art Spiegelman, Maus
tr. di Cristina Previtali
2000, Einaudi – Stile Libero, pagg. 292, lire 24.000


Nota bibliografica
Art Spiegelman e` nato a Stoccolma nel 1948. Nel 1980 ha fondato, con la moglie François Mouly, la celebre rivista di fumetti e grafica d’avanguardia Raw, che tuttora dirige. Nel 1992 ha vinto con Maus il prestigioso Premio Pulitzer. Vive a New York.


Roma, 16 marzo 2001

“Lupo Mannaro” e “Febbre Gialla” di Carlo Lucarelli

Ho recentemente letto questi due romanzi di Lucarelli che, pur affrontando argomenti diversi, hanno tutti e due una protagonista in comune: Bologna.

Il primo, un noir, racconta di un serial killer, che da anni, senza che nessuno se ne renda conto, assassina giovani tossicodipendenti che si prostituiscono occasionalmente, “divertendosi” poi a morderle e del commissario incaricato dell’indagine.
Insomma, forse incaricato e` una parola grossa… perche` il commissario Romano e la sua assistente Grazia Negro, poi protagonista principale di Almost Blue e Un giorno dopo l’altro, non devono “combattere” solo contro l’assassino che non prova alcun senso di colpa, di cui sanno tutto ma purtroppo non hanno le prove della sua colpevolezza, ma anche contro la superficialita` e l’indifferenza dei colleghi e superiori.
Ma il Commissario Romano (che per certi aspetti mi ricorda il Commissario De Luca) deve “combattere” non solo con il killer, non solo con i superiori, ma anche contro una strana insonnia, forse psicosomatica, forse sintomo di qualche cosa di piu` grave, forse mortale. Forse ha solo bisogno di chiarirsi.
Ma quel tizio li’, il “Lupo Mannaro”, dapprima la sua “ragione di vita”, diventa a poco a poco la sua ossessione.
Preferisco fermarmi qui per non togliere il piacere della lettura. Secondo me questo romanzo e` da leggere non solo perche` e` il primo capitolo della “storia” di Grazia Negro ma, e soprattutto, perche` e` quello in cui Lucarelli per la prima volta ci fa apprezzare il suo stile nel descrivere contestualmente la preda e il suo cacciatore.

Di Febbre Gialla Lucarelli mi aveva parlato con riferimento al fatto che, in alcuni casi, i fatti di cronaca danno lo spunto per scrivere un racconto.
Ma Febbre Gialla nasce non solo con riferimento ad un fatto di cronaca realmente accaduto ma, e soprattutto, per “dire la propria” su dei temi, spesso affrontati superficialmente da tutti noi, temi come la tratta degli extracomunitari, il loro sfruttamento e soprattutto lo sfruttamento minorile.
Vittorio, giovane agente della mobile, nonostante la febbre esce di casa perche` ha un appuntamento importante, un appuntamento con il suo primo giorno di lavoro in Questura.
Ma mentre attraversa un incrocio con la sua auto viene urtato una bellissima Lambretta degli anni ’60 guidata da un bambino cinese che riduce la sua Dyane 6 ad un catorcio.
Ma da dove viene quel bambino? Ma dove e` finito quel bambino?
Inizia cosi una “caccia all’uomo”, pardon una “caccia al bambino”, attraverso cui Lucarelli ci racconta della triade cinesi e del turpe commercio di “carne” umana che vede coinvolti non solo la malavita organizzata ma anche insospettabili “imprenditori” nostrani, in quello che forse, a torto, e` stato classificato solo come un “giallo per ragazzini” ma che vuole anche affrontare un problema misconosciuto e, purtroppo, troppo diffuso.

In occasione di un recente incontro, ho chiesto a Lucarelli in cosa differiva questa edizione di Lupo Mannaro da quella pubblicata 1995 per i tipi di Theoria. Lucarelli mi ha detto che in un primo momento aveva pensato di approfondire la psicologia dei personaggi prendendo lo spunto dalla sceneggiatura del film tratto da romanzo, ma poi si e` reso conto che con un intervento del genere avrebbe significato scrivere un altro romanzo, per cui tranne che per pochi dettagli quest’ultima edizione di Lupo Mannaro e` sostanzialmente uguale a quella pubblicata nel 1995.

Carlo Lucarelli
Lupo Mannaro, Einaudi Editore, L. 15.000
Febbre Gialla, Edizioni EL, L. 10.000

Eugene Izzi

Dopo parecchio tempo, nei remainder e` rispuntato fuori I predatori (Prowlers, 1991) di Eugene Izzi, uscito nel 1994 nella collana Interno Giallo di Mondadori.
Suggerirei a chi se lo trovasse davanti di non lasciarselo sfuggire. Si tratta di un ottimo romanzo di uno degli scrittori americani di crime novels piu` sottovalutati degli ultimi anni, e soprattutto si tratta dell’unico lavoro (su 16) di Izzi pubblicato in Italia, paese dei suoi genitori.

Eugene Izzi, meglio noto ai suoi conoscenti come Guy Izzi, e` morto nel 1996, a soli 43 anni, in circostanze quantomeno incredibili, e dopo una vita abbastanza movimentata. Era nato a Chicago nel 1953, ed era quasi sempre vissuto nel quartiere di Hegewisch, area tra le piu` malfamate della citta`. Suo padre era un alcoolizzato cronico, e vantava una fedina penale di considerevole lunghezza. Mollata la scuola da giovane, Izzi si era arruolato nell’esercito, riprendendo gli studi grazie alle facilitazioni educative concesse ai militari. In seguito, lasciato l’esercito, aveva iniziato da un lato a lavorare come operaio nelle acciaierie, dall’altro ad entrare ed uscire di galera con una certa regolarita`.
La crisi del settore dell’acciaio e la conseguente minaccia di licenziamento avevano spinto Izzi a cimentarsi nella scrittura, vista anche come un mezzo per rimettere in piedi la sua esistenza. In sei anni era riuscito a scrivere sei romanzi: pubblicati, nessuno.

Nel 1987, infine, The Take fu accettato e pubblicato. Sulla scorta di questo primo successo, e dei non molti dollari che era riuscito ad ottenere come anticipo, Izzi intensifico` il suo gia` pressante ritmo lavorativo, producendo un gran numero di romanzi che furono accolti con favore, sia dalla critica che dai lettori.
Con Tribal Secrets, pero`, romanzo che avrebbe dovuto rappresentare la sua definitiva consacrazione ad autore di successo, Izzi sperimento` un brusco ed inaspettato calo nella considerazione dei critici. Il libro, che fu pesantemente stroncato, spinse la casa editrice a ritirare il sostegno promozionale dato all’autore. Izzi si imbarco` di conseguenza in una lunga querelle legale, che si concluse con un singolare accordo per il quale lo scrittore riusci` a tenersi il congruo anticipo che gli era stato versato, accettando in cambio di non pubblicare piu` libri a suo nome per tre anni.
Non erano trascorse che poche ore dalla firma di questo accordo, che Izzi aveva gia` rispolverato un suo vecchio pseudonimo, “Nick Gaitano”, col quale per i tre anni successivi pubblico` un congruo numero di romanzi, prima di tornare ad un buon successo di critica con libri come The Criminalist e A Matter of Honor.

Il 7 dicembre 1996, il corpo di Izzi venne visto penzolare, corda al collo e giubbotto antiproiettile addosso, dalla finestra del suo ufficio al 14° piano di un palazzo di Chicago. La porta dell’ufficio era chiusa dall’interno. Nelle tasche di Izzi vennero rinvenuti un bel po’ di quattrini in contanti, un tirapugni d’ottone, una lattina di Mace, il noto spray antiaggressioni, e tre floppy disk col testo di un romanzo parzialmente completato. Nell’ufficio Izzi teneva una pistola calibro .38, e la corda dalla quale penzolava era stata legata ad una gamba della scrivania. L’ufficio portava evidenti segni di colluttazione.
Il romanzo contenuto nei dischetti descriveva in dettaglio una scena assolutamente identica a quella della morte di Izzi. Raccontava di uno scrittore di gialli minacciato da un gruppo neonazista sul quale aveva raccolto materiale per un romanzo. Lo scrittore veniva assalito nel suo ufficio dai neonazisti, che gli legavano un cappio al collo e lo facevano saltare giu` dalla finestra dopo aver legato un capo della corda alla gamba della scrivania. Nel libro, pero`, lo scrittore riusciva a risalire in ufficio aggrappandosi alla corda e, grazie alla .38 che nascondeva nella stanza, conciava per le feste i suoi aggressori.

Cosa era accaduto, in realta`? Una serie di note e documenti lasciati da Izzi nel suo ufficio ricostruivano una situazione analoga a quella raccontata nel romanzo. Izzi sosteneva di essersi infiltrato nel gruppo neonazista per raccogliere materiale, ma di essere stato scoperto e minacciato di morte. Per questo motivo aveva trasferito la famiglia, moglie e due figli, in un posto sicuro, a tutti sconosciuto, e si era asserragliato in ufficio, luogo dal quale non si azzardava piu` ad uscire.
Ipotesi della polizia: omicidio, suicidio, incidente. Ciascuna di queste possibilita` aveva elementi a favore. Le indagini, alla fine, si chiusero su un verdetto di suicidio, anche grazie alla testimonianza dello psicanalista che aveva in cura Izzi e che gli aveva prescritto una robusta terapia antidepressiva.

In realta`, il mistero della morte dello scrittore non e` mai stato del tutto chiarito. Resta il fatto che la sua voce e` stata, negli anni ’80, una delle piu` significative della narrativa gialla statunitense, quasi alla pari di quella di un Elmore Leonard, autore col quale Izzi presenta molti e significativi punti di contatto e col quale avrebbe voluto competere agli occhi di critica e pubblico.
Cosi` non e` stato, e oggi il nome di Izzi e` quasi completamente dimenticato, anche negli Stati Uniti, dove solo uno dei suoi sedici romanzi e` attualmente in catalogo.
Leggete I predatori, se riuscite a trovarlo. Nell’attesa di una ristampa, magari sul Giallo (o, ancora meglio, nei Neri) Mondadori, vale la pena cercare di procurarselo.

Hiaasen e Abbey: Resistere molto. Obbedire poco.

Palmer Stoat e` un mediatore tra politici e finanziatori, organizza reciproci scambi di favori, appiana le divergenze e favorisce la circolazione di svariati milioni di banconote verdi. Oltre a tutto cio` Palmer Stoat ha l’abitudine di mangiare ogni cosa voracemente e, nel caso si trovi a bordo di un’automobile, gli avanzi del suo rumoroso pasto finiscono fuori dal finestrino. Purtroppo per Stoat, un giorno, lungo un’autostrada, dietro la sua Range Rover che semina confezioni del Burger King, bicchieri di plastica e tovaglioli accartocciati si trova a viaggiare Twilly Spree, appassionato ecologista e totalmente incapace di controllare la sua rabbia (a nulla e` servito il corso di “gestione della rabbia” che un tribunale gli ha ordinato di seguire al termine di una condanna inflittagli per aver fatto esplodere una banca).
Twilly cerca in ogni modo di far arrivare a Stoat il suo messaggio: “Non inquinare”. Dapprima ci prova riempiendo la BMW cabriolet della moglie di Stoat con l’intero carico di un camion della spazzatura. Poi Palmer trova la sua Range Rover invasa da migliaia di scarabei stercorari. Ma Stoat continua a non capire. Da queste premesse Hiaasen costruisce Cane scioltoun romanzo divertente e amaro. L’attenzione di Twilly Spree si spostera` da Stoat al suo progetto di lottizzazione di una piccola isola del Golfo.
Il governatore della Florida, un imprenditore che cerca di riciclare il denaro del narcotraffico, un deputato che vanta l’appartenenza ad ogni tipo di minoranza razziale, un ex governatore eremita, Desie, la moglie di Palmer Stoat, e Boodle-McGuinn, un labrador nero: sono questi gli altri protagonisti del romanzo di Hiaasen.
La storia procede con un ritmo serrato, alternando i punti di vista e seguendo questi personaggi, ed altri ancora, attraverso una Florida fatta di autostrade, paludi, terreni lottizzati e spiagge, ancora per poco forse, incontaminate.

L’opposizione violenta alla distruzione della natura e delle sue ormai rare oasi di pace anima il testo di Hiaasen e i suoi ecoterroristi ricordano da vicino i personaggi dello straordinario romanzo di Edward Abbey, The Monkey Wrench Gang. Pubblicato nel 1975 (e tradotto nel 2001 da MeridianoZero con il titolo I sabotatori), il libro di Abbey e` subito diventato un testo di culto per i movimenti verdi in tutto il mondo ed una fonte d’ispirazione per la nascita e le azioni di Earth First!, un gruppo ecologista radicale.
Abbey nelle sue opere non cade mai in una contemplazione romantica della natura, nell’idea della Wilderness e` presente la violenza, una legge che si puo` attenuare, ma non eliminare, se non si vuole perdere con essa anche l’intero concetto di natura selvaggia.
In una delle sue opere Abbey ha ripercorso i vari anni trascorsi come guardia forestale presso la Monumental Valley, nello Utah. All’inizio di questo splendido libro, Abbey presenta cosi` i suoi ricordi (e` il 1967): “[…] la maggior parte delle cose di cui parlo e` gia` scomparsa o sta scomparendo in fretta. Questa non e` una guida di viaggio, ma un’elegia. Una commemorazione. Avete in mano una pietra tombale. Un sasso insanguinato. Non lasciatevelo cadere su un piede, lanciatelo contro un grosso oggetto di vetro. Cosa avete da perdere?” (Deserto solitario, Franco Muzzio Editore).

L’opposizione senza compromessi di Abbey alla mercificazione e alla svendita del paesaggio naturale ha il suo piu` famoso ispiratore in Henry David Thoreau, autore di Walden, Camminare, Disobbedienza civile e altri testi. Una forte spinta individualista anima buona parte di quella cultura americana nata dall’incontro con il West, con i territori selvaggi e incontaminati del Nuovo Mondo, contrapposti alle terre dell’Europa, urbanizzate e plasmate dall’uomo in secoli di occupazione. Direttamente discendente da queste premesse e` il rifiuto del passato, visto come un peso, e la proiezione della vita verso l’attimo presente e la sua emanazione nel futuro.
Come diceva Thoreau: “Nell’eternita` c’e` qualcosa di vero e sublime. Ma tutti questi tempi, luoghi e condizioni esistono ora e qui. Dio stesso culmina nel momento presente, e non sara` mai piu` divino nel corso di tutti i secoli”. (H.D. Thoreau, Walden). La stessa eco risuona nelle parole del filosofo, e buon amico di Thoreau, Ralph Waldo Emerson, che esortava a vivere con la natura nel presente, al di sopra del tempo.

Thoreau racconta in Walden i due anni e due mesi vissuti in solitudine in una rudimentale casa sulle rive del lago Walden nel Massachussetts. Sia in Abbey sia in Thoreau si sente il gusto dell’uomo solo di fronte alla natura, del pioniere, dell’esploratore che ricerca la conoscenza, ma anche il piacere del cavarsela con i propri limitati mezzi. La natura diventa un rifugio ed insieme il luogo dove sperimentare le proprie capacita`. Come racconta Abbey in Deserto solitario la wilderness americana e` un rifugio dal governo autoritario, dall’oppressione politica.
Questa esaltazione della natura e dell’individuo ha animato la conquista del West, con i suoi stermini e la sua scia di sangue ed e`, ancora oggi, al centro delle azioni dei movimenti di estrema destra statunitensi, in lotta contro il governo federale. La cultura che nasce nei territori selvaggi si abbandona a facili derive. Ed e` proprio figlio di un clima pioneristico e fieramente indipendente il tristemente noto secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che sancisce che “il diritto di ogni cittadino a tenere e portare armi non potra` essere violato”.

Le derive del pensiero e della filosofia della Wilderness sono strette al cuore dell’America, anche in senso geografico, milioni di chilometri quadrati di contraddizioni. “Una stupida coerenza e` l’ossessione di piccole menti” diceva Emerson, ma non e` possibile confondere i pensieri e le parole di Abbey o Thoreau con le teorie dei movimenti neonazisti americani. I seguaci di Pierce (l’autore del famigerato The Turner Diaries) possono far esplodere dei ponti, proprio come accade nel romanzo I sabotatori, ma in Abbey l’ironia, l’intelligenza e lo spirito critico sono le vere armi a disposizione dei suoi personaggi, oltre che dell’autore.
Un mormone con tre mogli (e parecchi debiti). Un reduce del Vietnam specializzato in esplosivi. Un medico, con la passione per la demolizione dei cartelloni pubblicitari, e la sua infermiera. Questo e` il quartetto di personaggi, del romanzo I sabotatori, che scatena la sua guerra contro la distruzione di un parco naturale tra Utah e Arizona.

Cane sciolto e I sabotatori sono l’espressione di un’appassionata ribellione contro l’avidita`, la corruzione e la stupidita` degli uomini (molti dei quali seduti trai banchi di un Parlamento), ma in entrambi i romanzi lo sguardo degli autori fonde amarezza e divertimento, grazie al tocco lieve dell’ironia.
La natura puo` essere selvaggia, spietata, splendida, ma in fondo, per qualche oscuro motivo, siamo qui noi, uomini incoerenti e carichi di errori, siamo qui noi ad osservare il mondo: “Materialmente non aiutai mai il sole a sorgere, e` vero; ma non c’e` dubbio che essere presente quando sorgeva fosse di estrema importanza” (H.D. Thoreau, Walden).


Carl Hiaasen, Cane sciolto (1999)
2003, Rizzoli, pp. 483, euro 17,50

Edward Abbey, I sabotatori (1975)
2001, Meridianozero, pp. 383, euro 15,50


H.D. Thoreau, Walden ovvero Vita nei boschi (Rizzoli BUR)
R. W. Emerson, Natura e altri saggi (Rizzoli BUR)


27 gennaio 2003

Ellery Queen

Dietro lo pseudonimo di Ellery Queen si celavano in realta` principalmente due autori: Manfred B. Lee [Manford Lepofsky, 1905 – 1971] e Frederic Dannay [Daniel Nathan, 1905 – 1982].
Nel corso degli anni diversi altri autori hanno scritto romanzi per conto di Dannay & Lee – vedi in merito “Gli apocrifi di Ellery Queen”.


con Ellery Queen
(scritti da Dannay e Lee)
1929 The Roman Hat Mystery La poltrona N. 30 GM 85A 1930 The French Powder Mystery Sorpresa a mezzogiorno GM 171A 1931 The Dutch Shoe Mystery Un paio di scarpe GM 235A 1932 The Greek Coffin Mystery L’affare Khalkis GM 133A 1932 The Egyptian Cross Mystery Il mistero delle croci egizie GM 143A 1933 The American Gun Mystery Cinquemila hanno visto
(aka Ventimila hanno visto) GM 118A 1933 The Siamese Twin Mystery Il caso dei fratelli siamesi GM 188A 1934 The Chinese Orange Mystery Delitto alla rovescia GM 159A 1934 The Adventures of Ellery Queen (*) Le avventure di Ellery Queen   1935 The Spanish Cape Mystery Il mistero di Capo Spagna   1936 Halfway House La casa delle metamorfosi GM 81 1937 The Door Between La porta chiusa GM 11 1938 The Devil to Pay Hollywood in subbuglio GM 202A 1938 The Four of Hearts Quattro di cuori GM 227A 1939 The Dragon’s Teeth I denti del drago GM 246A 1940 The New Adventures of Ellery Queen (*) Le nuove avventure di Ellery Queen   1942 Calamity Town Il paese del maleficio GM 133 1943 There Was an Old Woman Una volta c’era una vecchia GM 85 1945 The Murderer is a Fox L’assassino è tra noi   1948 Ten Day’s Wonder Dieci giorni di dubbio
(aka Dieci incredibili giorni)   1949 Cat of Many Tails Il gatto dalle molte code   1950 Double, Double Il rovescio della medaglia   1951 The Origin of Evil L’origine del male   1952 The King is Dead Il re è morto   1952 Calendar of Crime (*) Il calendario del delitto   1953 The Scarlet Letters Le lettere scarlatte   1955 QBI: Queen’s Bureau of Investigation (*) Agenzia investigativa di Ellery Queen   1958 The Finishing Stroke Colpo di grazia GM 500 1963 The Player on the Other Side Bentornato, Ellery! GM 777 1964 And on the Eighth Day E l’ottavo giorno   1965 The Fourth Side of the Triangle Il quarto lato del triangolo GM 926 1965 Queen’s Full (*) Full di Queen   1966 A Study in Terror Uno studio in nero GM 949 1967 Face to Face Ellery Queen e la parola chiave GM 1002 1968 House of Brass La febbre dell’ottone GM 1038 1968 QED: Queen’s Experiment in Detection (*) Esperimenti deduttivi di Ellery Queen   1970 The Last Woman in his Life L’ultima donna nella sua vita GM 1215 1971 A Fine and Private Place La prova del nove GM 1235

con Ellery Queen
storie brevi mai raccolte in libro (Dannay & Lee)
1965 Uncle from Australia Lo zio d’Australia   1971 The Three Students I tre studenti   1971 The Odd Man Un tipo “strano”   1971 The adventure of the honest swindler L’avventura del truffatore onesto   1999 The Tragedy of Errors    

con Drury Lane
(Dannay & Lee come Barnaby Ross)
1932 The Tragedy of X La tragedia di X GM 60 1932 The Tragedy of Y La tragedia di Y GM 110 1933 The Tragedy of Z La tragedia di Z GM 157 1933 Drury Lane’s Last Case Cala la tela GM 163

altri romanzi
(Dannay & Lee)
1954 The Glass Village Il villaggio di vetro   1956 Inspector Queen’s Own Case Complimenti, Mister Queen GM400 1956 Terror town
(aka The motive) Il movente   1969 Cop Out Disertore di Coscienza GM 1090

con Ellery Queen
(altri autori)
1941 The Vanishing Corpse Ellery e la salma inquieta GM 1084 1941 The Penthouse Mystery Ellery Queen e il mistero dell’attico GM 1817 1942 The Perfect Crime Ellery Queen e il delitto perfetto GM 1079 1975 The Reindeer Clue    

altri romanzi
(altri autori)
1961 Dead Man’s Tale L’eredita’ che scotta GM 704 1962 Death Spins the Platter Alta infedelta’ GM 754 1963 Murder with a Past Movente per un omicidio GM 790 1963 Kill as Directed Assassinio su ricetta GM 811 1963 Wife or Death Dopo la folgore GM 818 1964 The Golden Goose Lo zio buonanima GM 829 1964 The Four Johns Confessa o morirai! GM 846 1964 Blow Hot, Blow Cold Masters non ci vede chiaro GM 852 1964 The Last Score Safari per una Lolita GM 980 1965 A Room to Die in Una stanza per morirci GM 905 1965 The Copper Frame Mirate al cuore GM 914 1965 Beware the Young Stranger La catena al piede GM 922 1965 The Killer Touch Poliziotto di ventura GM 933 1966 Loosers, Weepers Centomila dollari di disonore GM 991 1966 The Madman Theory Il seme della follia GM 1906 1966 Shoot the Scene Colpo di manovella GM 1010 1966 The Devil’s Cook La ricetta del diavolo GM 1020 1966 Where Is Bianca? Bianca come cadavere GM 1100 1966 Who Spies, Who Kills? C’e’ chi spia, c’e’ chi uccide Segr 194; CdS 53 1966 Why so dead? Occhio al sultano, Corrigan! GM 1172 1967 Which Way to Die? Da questa parte si muore GM 1156 1967 How Goes the Murder? Come va il delitto? GM 1801 1968 What’s in the Dark? Buio dopo buio GM 1053 1968 Guess Who’s Coming to Kill You Indovina chi viene ad ucciderti Segr 301 – CdS 72 1969 Kiss and Kill Frontiera maledetta GM 1119 1969 The Campus Murders Vietato vietare GM 1145 1970 The Black Hearts Murder Vietato essere neri GM 1182 1972 The Blue Movie Murders Vietato essere uomini GM 1283

(*)Antologie di racconti – per vedere l’elenco dei racconti contenuti, cliccare sul titolo originale

Jean-Claude Izzo

Jean-Claude Izzo [Marsiglia (FRA), 1945 – 2000]


Trilogia Montale 1995 Total kheops Casino totale e/o 1996 Chourmo Chourmo: il cuore di Marsiglia e/o 1998 Solea Solea e/o

Altri testi 1970 Poèmes à haute voix     1972 Terres de feu     1974 Etat de veille     1975 Braises, brasiers, brûlures     1975 Paysage de femme     1976 Le réel au plus vif     1978 Clovis Hughes, un rouge du Midi     1997 Loin de tous rivages     1997 Les marins perdus Marinai perduti e/o 1998 Vivre fatigue Vivere stanca e/o 1999 Le soleil des mourants Il sole dei morenti e/o 1999 L’Aride des jours     1999 Un temps immobile     2000 Marseille    

Articoli, Saggi, Prefazioni, etc. 1972 “Stendhal” in Revue Europe     1972 “Gloire à Molière” in Revue Europe     1987 La ville la nuit     1982 Revue Orion     1993 Ah! Les jolis voyages…     1995 Noces d’or     1996 Les Treize morts d’Albert Ayler     1996 Maurin des Maures [1]     1997 C’est la rentrée!     1997 13 rue Saltalamacchia     1998 Y a pas péno     1998 Méditerranées     1998 Fromages fermiers [1]     2000 La Méditerranée française [1]     2000 Je t’écris de mémoires, du bon usage de la réalité     2000 Marseille, le guide Autrement    

Testi teatrali 1971 Liberez Angela Davis     1978 Allô Paris     1989 La révolution revit à Septèmes    

Sceneggiature 1987 Les matins chagrins     198? Une mort olympique [2]     ???? Lou Andrea Salomé [3]     ???? Blokhaus [3]    

Testi di Canzoni 1992 “Nighthawks” in “Enfin seul” di Jean-Guy Coulange   2000 Plage du Prophète in “Valse d’un jour” di Gian MariaTesta  
[1] Prefazione [2] Realizzata con Manuel Vasquez Montalban [3] Non realizzata

Barbara Garlaschelli

Barbara Garlaschelli [Milano, 1965 – ]
1995 O ridere o morire (racconti) Marcos y Marcos1996 Ladri e barattoli   Marcos y Marcos1997 Quando la paura chiama   EL – I corti1998 L’ultima estate   EL – I corti1998 Tre amiche e una farfalla   EL – Frontiere1998 Nemiche   Frassinelli1999 Marta nelle onde   EL – Frontiere2000 Davi’   EL – Frontiere2000 La mappa del male (con Nicoletta Vallorani) Walt Disney2000 Il pelago nell’uovo (racconti) Mobydick2001 Sirena – Mezzo pesante in movimento   Mobydick2001 Nessuna lezione d’amore   EL – Frontiere2002 Alice nell’ombra   Frassinelli

Racconti1996 Loraine online nel sito Incubatoio 16  1997 Prima della rivolta in “Tutti i denti del mostro sono perfetti” Mondadori – Urania1998 Dentro i colori in “A. Rivista Anarchica 245” Editrice A1999 Conversazione in “Il Galateo del Telefonino” Mobydick1999 Gemelli in “Delitti sotto l’albero” Todaro2000 Dissolvenza in “Capodanno nero” Todaro2001 Arriva la Befana in “Epifania di sangue” Todaro2001 Scarti in “Io, erotica” Fanucci2002 Per tutta la vita? in “Innamorati da morire” Todaro2002 L’odore del tempo online nel sito I pinguini nel sottoscala  2003 Comparse in “Non siamo stati noi” Carabā

Cronologia delle storie di Dick Tracy firmate da Chester Gould

Le storie di Gould hanno una “continuity” che rende spesso difficile, oltre che arbitrario, separarle l’una dall’altra. Spesso una storia incomincia prima che l’altra sia finita, alcuni personaggi ritornano a distanza di anni, ci sono “situazioni cuscinetto” più o meno lunghe, di solito in corrispondenza con una tavola domenicale, o con le feste di Natale e di fine anno.
Dovendo comunque optare per un criterio, ancorchè arbitrario, si è deciso di separare le storie in base al “villain” che ne è il protagonista principale. Tutti i nomi dei “villains” sono sottolineati. Tutti i nomi sono in lingua originale; di quelli più noti in Italia si è data anche la traduzione italiana. Le date d’inizio, per quanto detto sopra, sono convenzionali, e possono essere spostate avanti o indietro di qualche giorno. *In corsivo le edizioni italiane (non di rado tagliate e reimpaginate). *Riferimenti bibliografici in coda.
04-10-1931 Pinkie (accoltellatore)
* Prima comparsa di DT
* TD autoconclusiva
* Sansoni 1970, Mond 1973, ML 1975, Dick Tracy 1 (1994) 12-10-1931 Big Boy (capobanda, rapinatore e rapitore) e Texie Garcia
* Compaiono Chief Brandon, Pat Patton e Tess Trueheart
* La banda delle buste-paga
* Mond 1973, ML 1975, Dick Tracy 1-2 (1994-95)   22-02-1932 Broadway Bates & Belle (truffatori e ricattatori)
* Dick Tracy 3 (1995) 11-04-1932 * Ritorna Big Boy
* Il rapimento del piccolo Waldorf
* Quella del 29-05 è la prima TD integrata con le SG
* Dick Tracy 3 (1995) 30-05-1932 Alec Penn (alias Count Gordon) (falsario di buoni del tesoro)
* Dick Tracy 3-4-5 (1995) 01-08-1932 Kenneth Grebb (playboy e ricattatore)
* Devil’s Island
* Ritorna Broadway Bates
* Dick Tracy 5 (1995) 08-09-1932 Steve “The Tramp” Brogan (ladro e padre adottivo di Junior)
* Compare Junior
* Mond 1973 13-10-1932 Dan Mucelli “The Squealer” (spacciatore di droga)
* Ritorna Texie Garcia 28-11-1932 Larceny Lou (regina dei ladri d’auto)   02-01-1933 “Stooge” Viller (re dei borsaioli) e sua sorella Maxine 02-03-1933 * Ritorna Steve “the Tramp”
* Ritrovamento e morte del padre di Junior 03-08-1933 Old Mike “the Smuggler” (importatore di droga)
* Rapimento di Tess 11-09-1933 Boss Jim Herrod (racketer dei protettori) 13-10-1933 * Ritorna Big Boy 09-11-1933 “Truffa” Dolan
* contro Junior 09-12-0933 Jimmy White (capo di una gang minorile)
* Il club dei 25 contro Junior
* Compare Jean Penfield (scrittrice)   25-02-1934 Giorgio Spaldoni (avvocato di Big Boy e assassino di Jean Penfield) 07-05-1934 Doc Hump (scienziato criminale)
* Ritornano Steve “the Tramp” e Larceny Lou
* Compare Mary Steele (madre di Junior) 01-11-1934 Boris & Zora Arson (fratello e sorella, dinamitardi)   24-05-1935 “Bookie” Joe (Joe Scommessa) (biscazziere)
* Compare Toby Townley (cassiera)
* Mago 55-56 (1976) 04-08-1935 * Il caso Toby Townley
* Mago 65 (1977) 26-09-1935 “Cut” Famon (“Tangente” Famon) (racketeer)
* Compare Jim Trailer (poliziotto)
* Mago 68-69 (1977)   27-02-1936 “Lips” Manlis (“Labbra” Manlis) (giocatore)
* Mago 73 (1978) 12-05-1936 Mimi (Mimì) (incendiaria)
Toyee (cinese)
* Mago 81-82 (1978-79) 21-09-1936 Purple Cross Gang (banda di ladri mascherati)
* Composta da Maylie, Shirtsleeve Kelton, Baldy Stark   08-03-1937 * Il caso Mintworth 07-10-1937 The Blank (Senzafaccia) (alias Frank Redrum)
* ML 1975   07-01-1938 Stud Bronzen
* Cinesi trafficanti di uomini 10-05-1938 Johnny Ramm (socio di Brozen)
* Racket dei protettori dei negozianti 09-07-1938 Jojo Nidle (svaligiatore di treni) 09-09-1938 Karpse (spia, mercante d’armi e avvelenatore) & Marro
Doc (direttore fabbrica gas asfissianti per conto di Karpse) 06-12-1938 Rono “Nails” Wolley (ladro di diamanti)
* La casa di cura di “Pop” Gainer   11-03-1939 Scardol
* Compare Mickey Gainer 04-04-1939 Whip Chute
* Compare Mitzi Gainer
* Il caso dei principi di Bovania 05-07-1939 Nuremoh (ex-giocatore di baseball e assassino di sua zia; marito di Tess per poche ore) e John Lavir 27-09-1939 Mr. Natnus (re delle pellicce) 25-10-1939 Prof. Emirc (inventore criminale)
* Ritorna “Stooge” Viller   10-01-1940 Mr. Kroiwen 11-03-1940 Mason (industriale e assassino del proprio socio)
Junk Doolb (“Rottame” Doolb) (capobanda)
* Compare Mary X
* ML 1975 21-04-1940 Jerome Midget (nano, assassino, capobanda, avvocato di Doolb) &
Mamma (mangiatrice di cioccolatini) (Jerome Nano e Mammà)
* Mond 1973, ML 1975 14-07-1940 Yogee Yamma (cartomante-mago) 18-09-1940 Pearl Erad (Perla Nera) (spia) 04-10-1940 Deafy Sweetfellow (capo di una banda di ladri di biciclette)
* L’”Anonima Omicidi” 10-12-1940 Krome (uccide con i giocattoli)   25-02-1941 Selbert Depool (assassino di suo zio Angus)
* Compare mr. Ferrett (capo della polizia di Georgetown)
* Dick Tracy 1 (1994) 17-05-1941 Trigger Doom (racketeer) e Ginger Ferrett (figlia di mr. Ferrett)
Mike Rennis, detto “lo Zar” (boss delle macchinette del gioco d’azzardo e capo di Trigger)
* Dick Tracy 2 (1995) 13-07-1941 “Little Face” Finny (capo di una banda di rapinatori)
* ML 1975, Dick Tracy 2 (1995) 17-09-1941 * Ritorna Steve “the Tramp”
Duke (rapinatore) e Sugar (sua complice)
The Mole (“La Talpa”) (criminale che vive nel sottosuolo)
* ML 1975, Dick Tracy 3 (1995) 26-12-1941 Jacques (ricattatore e proprietario di night)
* Compaiono Bea Thorndike (miliardaria) e sua nipote Debby
(presunta moglie di Jacques)
* Mago 17 (1973), Mond 1978, Dick Tracy 4 (1995)   29-01-1942 B. B. Eyes (ladro e borsaro nero di pneumatici; fratello di Jacques)
* Mago 18-19 (1973), ML 1975, Mond 1978, Dick Tracy 4 (1995) 19-04-1942 Yollman (attore teatrale) e Clarke Van Dike (sua controfigura)
* Mago 21-22 (1973), Mond 1978, Dick Tracy 5 (1995) 14-06-1942 Amard (critico teatrale e discografico)
* Mago 23 (1974) 08-07-1942 Tiger Lily (“Tigre”) (bidonista)
* Compare Frizzletop (Ricciutella)
* Mago 24-25 (1974) 24-09-1942 Pruneface (Faccia di prugna) (sabotatore)
* Mago 26-27-28 (1974)   04-02-1943 Nifty (rapitore del proprio figlio)
* Il caso del piccolo Johnny
* Mago 29-30 (1974) 15-04-1943 88 Keyes (88 tasti) (pianista omicida)
* Mago 31-32 (1974), ML 1975 15-07-1943 Mrs. Pruneface (Madama)
* La vedova di Pruneface
* Mago 33-34 (1974-75) 01-10-1943 “Laffy” Smith (Sghignazzo Smith) (spacciatore di droga)
* Mago 35-36 (1975) 21-12-1943 Flattop (Testapiatta) (killer)
* Compare Vitamin Flintheart (attore)
* Robinson 1945, Mond 1973, Mago 37-38-39-40 (1975), ML 1975   21-05-1944 The Brow (Ruga) (spia internazionale)
* Compaiono le Summer Sisters (Sorelle Primavera)
* Compare Gravel Gertie
* Prima storia completa di DT pubblicata in Italia
* Robinson 1945-46, Cost 1946, Linusilrosso 1968, ML 1975, Mago 41-42-43 (1975) 28-09-1944 Shakey (Trémito) (ricattatore)
* Compare Snowflake Falls (“Fiocco-di-neve” Falls)
* Robinson 1946, Cost 1946, Sugar 1974, Mago 44-45-46-47-48 (1975-76 16-12-1944 * Matrimonio di Vitamin Flintheart con Snowflake Falls   21-01-1945 Measles (Morbillo) (trafficante di droga)
* Robinson 1946-47, Mago 49-50-51-52-53-54 (1976) 11-05-1945 Breathless Mahoney (“Senzafiato” Mahoney) (figliastra di Shakey e assassina di sua madre)
* Compare B. O. Plenty
* ML 1975 11-09-1945 “Itchy” Oliver (Prurito) (racketeer) 25-12-1945 Irma (scienziata omicida) e suo figlio Brilliant
* Compare Diet Smith (Dieta Smith) (industriale, miliardario e inventore)
* Compare la ricetrasmittente da polso   24-03-1946 Nilon Hoze (imbrogliona omicida) e suo cugino Rod Hoze 05-06-1946 Shoulders (capo di una gang di borsaioli) 01-08-1946 * Matrimonio di B. O. Plenty con Gravel Gertie 30-08-1946 Gargles 15-11-1946 Influence (ipnotizzatore e assassino) + Misty Waters   06-03-1947 Hypo (fotografo) 30-04-1947 * Compaiono i “Crimestoppers” (gruppo di ragazzi che aiutano la polizia, guidati da Junior)
* Il caso del ladruncolo Bronko 27-05-1947 * Nasce Sparkle Plenty da B. O. Plenty e Gertie Gravel
* Il caso dei soldi scomparsi di B. O. Plenty 10-07-1947 Coffyhead (capo di gang giovanili) e Autumn Hews (sua complice)
* Ritornano i “Crimestoppers” 16-10-1947 Mumbles (Borbottìo) (cantante, ladro, assassino)
* ML 1975 11-12-1947 * Ritorna Shoulders   26-02-1948 Mrs. Volts (capo di una banda di rapinatori di materiale elettrico) 01-05-1948 Brier Volts (fumatore di pipa, nipote di Mr. Volts)
* Compare Acres O’ Riley (taxista gigantesca) 25-06-1948 Heels Beals (nano falsario) 16-09-1948 Big Frost (condanna a morte sua figlia)
* Chief Brandon dà le dimissioni; lo sostituisce Pat Patton
* Compare Sam Catchem, che sostituisce Pat Patton   01-01-1949 Sleet
* Ritornano i Crimestoppers 06-04-1949 Pearshape (assassino, ladro di gioielli)
* Compare il cane Muggs
* ML 1975 05-07-1949 Sketch Paree (designer, soffoca le vittime con una maschera)
* Ritornano B.O. e Sparkle Plenty 26-09-1949 Mousey Rattner (ladra, ammaestratrice di topi bianchi) e Papà Ratter 24-12-1949 * Dick Tracy sposa Tess Trueheart 30-12-1949 Wormy Marrons (assassino)
* La voce dell’amore
* Prima storia di DT pubblicata in Italia dall’immediato dopoguerra
* Linus 3-4 (1965), Mond 1969   27-03-1950 Blowtop (fratello di Flattop)
* Ritorna Vitamin Flintheart
* Almanacco Linus 1965 13-07-1950 T.V. Wiggles (racketeer delle concessioni TV)
* Ritorna Sparkle Plenty
* Linus 16-17-18-19 (1966) 03-12-1950 Dr. Plain (assassino con lanciafiamme)
* Alibaba 0 (1967), Sansoni 1970   06-02-1951 Empty (“Vuoto”) (ladro di “container”)
* Alibaba 1 (1968) 04-05-1951 Nasce la figlia di DT e Tess, Bonnie Braids (Bonny Treccina)
* Alibaba 1 (1968) 16-05-1951 Crewy Lou (Lou Spazzola) & Sphinx (Sfinge) (fotografi e rapinatori)
* Skylinus (1969) 12-11-1951 Spinner Record (ladro di cassette di sicurezza)
* Linus 52 (1969)   24-01-1952 Larry (scassinatore di parchimetri)
* Model, il grande amore di Junior
* Almanacco Linus 1970 28-03-1952 Tonsils (Tonsille) (rapinatore e cantante) + Dude (suo agente e killer)
* Compare Dot View (presentatrice TV)
* Almanacco Linus 1970 27-04-1952 Mr. Crime (super-criminale) e Newsuit Nan (sua complice)
* Almanacco Linus 1970   19-01-1953 Odds Zonn
* Compare Little Wingy, poi adottata dai Plenty 12-06-1953 * Compare Kincaid “Canhead” Plenty (fratello di B.O. Plenty)
* Starlinus 1973 06-07-1953 3-D Magee (contrabbandiere di formiche) & Pony (ricattatori)
* Pony è la ex-moglie di “zio Kincaid”
* Alterlinus 1-2-3-4 (1974)   17-01-1954 Dewdrop (assassina di suo padre) & suo marito Sticks (batterista)
* Alterlinus 5 (1974)
Open Mind Monty (fratello di Sticks e capobanda)
* Il caso del bambino nell’albero
* Alterlinus 6 (1974) 17-07-1954 Rughead (Pelosetto) (ladro di pellicce)
* Compare Rainbow Reilly (ragazza cieca)
* Ritorna Diet Smith
* Alterlinus 7-8-9-10 (1974)   18-03-1955 George Ozone (Mr. Ozono) & Cinn Ozone (assassina)
Mambo
* Alterlinus 11-12-1 (1974-75) 03-08-1955 Oodles (assassino del marito di Granna Honey) (“Grosso”) &
Nothing Yonson (Niente)
* Il caso dell’uomo cementato nell’arcata del ponte
* Compare Lizz (fotoreporter, poi poliziotta)
* Alterlinus 2-3-4 (1975)   01-01-1956 Joe Period (giovane delinquente) e Flattop Jr. (figlio di Flattop) * Compare Skinny (modella)
* Alterlinus 5-6-7 (1975) 30-09-1656 Ivy (falsario)
* Compare la piccola Spec
* Alterlinus 8 (1975) 24-12-1956 The Kitten Sisters (acrobate criminali)
* Alterlinus 10 (1975)   10-04-1957 The Clipso Brothers (I fratelli Clipso)
* Compare Morin Plenty (“Tacchi” Plenty), padre di B. O. Plenty
* Alterlinus 12-1 (1975-76) 05-09-1957 Elsa Crystal (la “refrigeratrice”, assassina di suo marito)
* Alteralter 12 (1977) 15-12-1957 Pantsy
* Il caso del disco “Pretty Baby”
* Alteralter 2 (1978)   18-03-1958 Miss Egghead , Cicory (allevatore cubano di galli da combattimento) e The Dropper
* Compaiono Wunbrow ( poliziotto cubano) e John Whitehall (ispettore di Scotland Yard)
* Alteralter 8-9-10-11 (1978) 26-12-1958 Headache (assassino con emicranie) e Popsie (sua compagna)   ??-??-1959 E. Kent Hardly
Rhodent (assassino con faccia da roditore)
Willie the Fifth (Willie Quinto)
Flyface (giurista e sfruttatore)   ??-??-1960 Spots (criminale con disturbi alla vista)
Fresh & Burpie Upp
* Compare Little Boy Beard   ??-??-1961 Aunt Soso
Tarter Soss
“Happy” Voten
Trusty Hubbub
Mona the Mouthpiece
* Ricompare (e muore) Mary Steele   ??-??-1962 Brush alias Jockie Lyceum (truffatore)
The 52’s
* Ritorna Diet Smith   ??-??-1963 Uncle Punky (gangster) & Mrs. Peek (ex ladra di gioielli)
Thistle Dew (nipote di Uncle Punky)
The Pallette Twins (falsari e trafficanti di droga)
Olga (direttrice di clinica chirurgica clandestina) e Smallmouth Bass 29-12-1963 * Compare Moon Maid (Lunella)
* Ritorna Diet Smith
* Compare il Governatore della Luna
* Linus 64-65-66-67-68-69 (1970)   24-04-1964 * Compare la ricetrasmittente TV da polso
* Linus 67 (1970) 17-05-1964 Anticipazioni del “caso” seguente
* Linus 69 (1970) 05-07-1964 * Il caso dello scheletro nell’albero
* Mr. Jade (autore della strip “Segatura”) e il suo vecchissimo padre
* Il Governatore della Luna viene sulla Terra
* Linus 70-71-72 (1971) ??-??-1964 * Junior e Moon Maid si sposano 16-10-1964 Eric von Rhino (spia e scienziato nazista)
* Il caso Lita Flite
* Compare il dottor Ludwick Frost
* Pasqualinus 1972   19-01-1965 Matty Square (capobanda)
* Il mistero del lanciafiamme (Moon Maid)
* Ritorna Mr. Jade
* Compaiono già Nah-Tay e Bribery
* Relinus 1972 + Playlinus 1972 + Linusmat 1973 09-08-1965 Nah-Tay (indio e riduttore di teste)
Mr. Bribery (finanziere, già capo di Matty Square)
* Alterlinus 6-7-8-9-10-11 (1976) ??-09-1965 * Nasce Honeymoon (figlia di Junior e di Moom Maid)   27-03-1966 Ugly Christine (sorella di Mr. Bribery)
* Alteralter 2-3-4-5-6-7-8-9 (1977) 31-10-1966 Haf & Haf   ??-??-1967 The Chin Chillars
Piggy   ??-??-1968 Purdy Fallar
Posey   ??-??-1969 Hy Jacky
Vera Alldid
Mr. Litter ??-09-1969 Scorpio (astrologo)
Two-Finger   ??-08-1970 Diamonds e “The Doll”, alias Gigi Spik
* Compaiono Groovy Grove (poliziotto), sua figlia Tinky e il cane Stony ??-12-1970 The Pouch (ex- uomo cannone di circo)   07-03-1971 Molene, nipote di “The Mole” (ladra di gioielli e complice di The Pouch)
* Ritorna The Mole (“La Talpa”, 1941) 19-04-1971 Jonny Scorn (ricettatore di argenti e gioielli e proprietario di cava)
* El Tigress (rivoluzionaria)   ??-??-1972 ???   27-05-1973 Peanut Butter
The Button (“Ombelico”) (evaso e rapitore di un ragazzino)
* Compare Hopelezz (sorella di The Button)
* Linus 113-114-115 (1974) 26-09-1973 Mr. Pike & Smelt (incendiari) 28-11-1973 “Keeno” (lanciatore di coltelli)
Miss Rinkles   15-04-1974 Big Brass (TV bootlegger) 08-09-1974 “The Brain”   13-02-1975 Z. Z. Welz (maniaco telefonico) ??-??-1975 Chilly Hill
Hairy
Le Maude   ??-??-1976 Bulky ??-01-1976 Lipsy (capo di gang di rapinatrici di banca)
Puckerpuss ??-06-1976 * Compaiono The Gallstones (gruppo musicale)
Bolo
Big Charley
Perfume   ??-??-1977 Leyden Aigg
Zero Nought 07-08-1977 Dade Plenty (designer di moda)
* Compare Perfume Plenty (cugina di Dade)

Il 24 dicembre 1977 termina l’opera di Chester Gould. Subentrano Rick Fletcher e Max Allan Collins.

Twenty Rules

Twenty Rules for Writing Detective Stories (1928)

The detective story is a kind of intellectual game. It is more–it is a sporting event. And for the writing of detective stories there are very definite laws–unwritten, perhaps, but none the less binding; and every respectable and self-respecting concocter of literary mysteries lives up to them. Herewith, then, is a sort of Credo, based partly on the practice of all the great writers of detective stories, and partly on the promptings of the honest author’s inner conscience.

To wit:
1 The reader must have equal opportunity with the detective for solving the mystery. All clues must be plainly stated and described. 2 No willful tricks or deceptions may be placed on the reader other than those played legitimately by the criminal on the detective himself. 3 There must be no love interest. The business in hand is to bring a criminal to the bar of justice, not to bring a lovelorn couple to the hymeneal altar. 4 The detective himself, or one of the official investigators, should never turn out to be the culprit. This is bald trickery, on a par with offering some one a bright penny for a five-dollar gold piece. It’s false pretenses. 5 The culprit must be determined by logical deductions–not by accident or coincidence or unmotivated confession. To solve a criminal problem in this latter fashion is like sending the reader on a deliberate wild-goose chase, and then telling him, after he has failed, that you had the object of his search up your sleeve all the time. Such an author is no better than a practical joker. 6 The detective novel must have a detective in it; and a detective is not a detective unless he detects. His function is to gather clues that will eventually lead to the person who did the dirty work in the first chapter; and if the detective does not reach his conclusions through an analysis of those clues, he has no more solved his problem than the schoolboy who gets his answer out of the back of the arithmetic. 7 There simply must be a corpse in a detective novel, and the deader the corpse the better. No lesser crime than murder will suffice. Three hundred pages is far too much pother for a crime other than murder. After all, the reader’s trouble and expenditure of energy must be rewarded. 8 The problem of the crime must he solved by strictly naturalistic means. Such methods for learning the truth as slate-writing, ouija-boards, mind-reading, spiritualistic se’ances, crystal-gazing, and the like, are taboo. A reader has a chance when matching his wits with a rationalistic detective, but if he must compete with the world of spirits and go chasing about the fourth dimension of metaphysics, he is defeated ab initio. 9 There must be but one detective–that is, but one protagonist of deduction–one deus ex machina. To bring the minds of three or four, or sometimes a gang of detectives to bear on a problem, is not only to disperse the interest and break the direct thread of logic, but to take an unfair advantage of the reader. If there is more than one detective the reader doesn’t know who his codeductor is. It’s like making the reader run a race with a relay team. 10 The culprit must turn out to be a person who has played a more or less prominent part in the story–that is, a person with whom the reader is familiar and in whom he takes an interest. 11 A servant must not be chosen by the author as the culprit. This is begging a noble question. It is a too easy solution. The culprit must be a decidedly worth-while person–one that wouldn’t ordinarily come under suspicion. 12 There must be but one culprit, no matter how many murders are committed. The culprit may, of course, have a minor helper or co-plotter; but the entire onus must rest on one pair of shoulders: the entire indignation of the reader must be permitted to concentrate on a single black nature. 13 Secret societies, camorras, mafias, et al., have no place in a detective story. A fascinating and truly beautiful murder is irremediably spoiled by any such wholesale culpability. To be sure, the murderer in a detective novel should be given a sporting chance; but it is going too far to grant him a secret society to fall back on. No high-class, self-respecting murderer would want such odds. 14 The method of murder, and the means of detecting it, must be be rational and scientific. That is to say, pseudo-science and purely imaginative and speculative devices are not to be tolerated in the roman policier. Once an author soars into the realm of fantasy, in the Jules Verne manner, he is outside the bounds of detective fiction, cavorting in the uncharted reaches of adventure. 15 The truth of the problem must at all times be apparent–provided the reader is shrewd enough to see it. By this I mean that if the reader, after learning the explanation for the crime, should reread the book, he would see that the solution had, in a sense, been staring him in the face-that all the clues really pointed to the culprit–and that, if he had been as clever as the detective, he could have solved the mystery himself without going on to the final chapter. That the clever reader does often thus solve the problem goes without saying. 16 A detective novel should contain no long descriptive passages, no literary dallying with side-issues, no subtly worked-out character analyses, no “atmospheric” preoccupations. such matters have no vital place in a record of crime and deduction. They hold up the action and introduce issues irrelevant to the main purpose, which is to state a problem, analyze it, and bring it to a successful conclusion. To be sure, there must be a sufficient descriptiveness and character delineation to give the novel verisimilitude. 17 A professional criminal must never be shouldered with the guilt of a crime in a detective story. Crimes by housebreakers and bandits are the province of the police departments–not of authors and brilliant amateur detectives. A really fascinating crime is one committed by a pillar of a church, or a spinster noted for her charities. 18 A crime in a detective story must never turn out to be an accident or a suicide. To end an odyssey of sleuthing with such an anti-climax is to hoodwink the trusting and kind-hearted reader. 19 The motives for all crimes in detective stories should be personal. International plottings and war politics belong in a different category of fiction–in secret-service tales, for instance. But a murder story must be kept gemütlich, so to speak. It must reflect the reader’s everyday experiences, and give him a certain outlet for his own repressed desires and emotions. 20 And (to give my Credo an even score of items) I herewith list a few of the devices which no self-respecting detective story writer will now avail himself of. They have been employed too often, and are familiar to all true lovers of literary crime. To use them is a confession of the author’s ineptitude and lack of originality. a) Determining the identity of the culprit by comparing the butt of a cigarette left at the scene of the crime with the brand smoked by a suspect. b) The bogus spiritualistic se’ance to frighten the culprit into giving himself away. c) Forged fingerprints. d) The dummy-figure alibi. e) The dog that does not bark and thereby reveals the fact that the intruder is familiar. f) The final pinning of the crime on a twin, or a relative who looks exactly like the suspected, but innocent, person. g) The hypodermic syringe and the knockout drops. h) The commission of the murder in a locked room after the police have actually broken in. i) The word association test for guilt. j) The cipher, or code letter, which is eventually unraveled by the sleuth.

Venti regole per scrivere romanzi polizieschi (1928)

Il romanzo poliziesco è un tipo di gioco intellettuale. Anzi, è qualcosa di più – una gara sportiva. Ed esistono leggi ben precise che governano la scrittura di romanzi polizieschi: leggi non scritte, forse, ma ugualmente vincolanti, con le quali si deve misurare ogni rispettabile inventore di misteri letterari che sia anche onesto con se stesso. Ecco di seguito, quindi, una sorta di Credo, basato in parte sull’esperienza di tutti i grandi autori di romanzi polizieschi e in parte sulle sollecitazioni della coscienza dell’autore onesto. Vale a dire:
1 Il lettore deve avere le stesse opportunità del detective di risolvere il mistero. Tutti gli indizi devono essere presentati e descritti con chiarezza. 2 Al lettore non possono essere rifilati altri trucchi o inganni oltre a quelli con i quali il criminale tenta legittimamente di buggerare il detective. 3 Non dev’essere posta eccessiva enfasi sull’elemento amoroso. Lo scopo è quello di assicurare un criminale alla giustizia, non quello di condurre una coppia innamorata all’altare. 4 Nè il detective né uno degli investigatori ufficiali possono risultare colpevoli. Questo vuol dire giocare sporco; è come offrire a qualcuno una moneta da un centesimo in cambio di cinque dollari d’oro. E’ frode bella e buona. 5 Al colpevole si deve arrivare attraverso deduzioni basate sulla logica, non per caso o coincidenza o confessione senza motivo. Risolvere un problema di detection in questo modo equivale a spedire deliberatamente il lettore su di una falsa pista e poi dirgli, dopo che è tornato con le pive nel sacco, che la cosa che lo avevate mandato a cercare ce l’avevate nascosta voi nella manica fin dall’inizio. Un autore di questa fatta è poco più di un buffone. 6 Nel romanzo poliziesco ci deve essere un investigatore; e un investigatore non può dirsi tale se non indaga. La sua funzione è quella di raccogliere gli indizi che, in fondo al libro, condurranno all’identità di colui che ha commesso il crimine di cui al primo capitolo; e se l’investigatore non arriva alle sue conclusioni grazie all’analisi di codesti indizi, non ha risolto il suo problema alla stessa stregua dello scolaro che copia il compito di aritmetica. 7 Ci dev’essere un cadavere nel romanzo poliziesco, e più è cadavere meglio è. Nessun reato minore dell’assassinio può essere considerato sufficiente. Trecento pagine sono troppe per un reato diverso dall’assassinio. Dopo tutto, la fatica e lo sforzo del lettore devono essere ricompensati. 8 Il problema presentato dal delitto dev’essere risolto con metodi rigorosamente scientifici. Metodi di scoperta della verità che si basano su lavagnette e tavolette parlanti, lettura del pensiero, sedute spiritiche, sfere di cristallo e simili, sono assolutamente vietati. Un lettore può competere con un detective raziocinante, ma se deve gareggiare col mondo degli spiriti e rincorrere la quarta dimensione della metafisica, allora è battuto in partenza. 9 Ci dev’essere un solo investigatore autorizzato a trarre le conclusioni, un solo deus ex machina. Impiegare i cervelli di tre o quattro o un’intera banda di investigatori per trovare la soluzione al problema, non solo disperde l’interesse e spezza il filo della logica, ma dà all’autore un vantaggio scorretto sul lettore. Se c’è più di un investigatore, allora il lettore non è più in grado di distinguere chi è il suo avversario. Gli tocca correre da solo contro una staffetta. 10 Il colpevole deve essere una persona che ha avuto un ruolo più o meno significativo nella vicenda; ovvero, una persona che è divenuta familiare al lettore e per la quale egli ha provato interesse. 11 Il colpevole non deve essere scelto tra il personale di servizio. E’ assolutamente una questione di principio. E’ una soluzione troppo semplicistica. Il colpevole deve essere una persona che ha giocato un ruolo significativo, una persona della quale non si dovrebbe sospettare. 12 Ci deve essere un solo colpevole, al di là del numero degli assassinii. E’ ovvio che il colpevole può essersi servito di complici o aiutanti, ma la colpa e l’indignazione del lettore devono cadere su una sola ed unica anima nera. 13 Società segrete, camorra, mafia e così via non hanno spazio in un romanzo poliziesco. Un assassinio affascinante e ben riuscito è guastato senza remissione da una colpevolezza all’ingrosso. E’ certo che anche all’assassino debba essere offerta una scappatoia, ma concedergli addirittura una società segreta con cui spartire le colpe è un po’ troppo. Nessun assassino di classe e consapevole dei propri mezzi accetterebbe di giocare contro queste probabilità. 14 I metodi impiegati nell’assassinio, e i sistemi usati per scoprirlo, devono essere razionali e scientifici. Vale a dire, la pseudo scienza e i congegni di pura e semplice immaginazione non possono essere tollerati in un romanzo poliziesco. Una volta che l’autore è partito verso il regno della fantasia, alla maniera di Jules Verne, si è posto definitivamente fuori dai confini della narrativa poliziesca e si è messo a fare capriole in una zona dell’avventura che non è segnata sulle carte geografiche. 15 La rivelazione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che il lettore sia abbastanza sveglio da individuarla. Con questo intendo che se il lettore, appresa la spiegazione del crimine, decide di rileggersi il libro da capo, deve accorgersi che, in un certo senso, la soluzione giusta era sempre stata lì, a portata di mano, che tutti gli indizi portavano al colpevole e che, se solo fosse stato asuto come l’investinatore, anche lui avrebbe potuto risolvere il mistero prima dell’ultimo capitolo. Va da sé che il lettore intelligente risolve spesso l’enigma in questo modo. 16 Un romanzo poliziesco non dovrebbe contenere descrizioni troppo lunghe, divaghazioni letterarie su argomenti secondari, studi di caratteri troppo insistiti, preoccupazioni di creare un’atmosfera: Questi elementi non hanno spazio in quello che sostanzialmente è il resoconto di un crimine e di una deduzione. Tali passaggi bloccano l’azione e introducono argomenti di scarso rilievo per l’obiettivo finale, che è quello di esporre un problema, analizzarlo e condurlo ad una conclusione soddisfacente. E’ chiaro, comunque, che ci debba essere sufficiente materia descrittiva e studio di carattere per dare verosimiglianza al romanzo. 17 Il colpevole di un romanzo poliziesco non deve mai essere un criminale di professione. Scassinatori e banditi appartengono alla pratica quotidiana dei dipartimenti di polizia, non degli autori e dei loro brillanti investigatori dilettanti. Un crimine davvero affascinante è quello commesso da un vero baciapile, o da una zitella dedita ad attività benefiche. 18 Un crimine, in un romanzo giallo, non può mai essere derubricato in incidente o suicidio. Far finire un’autentica odissea di detection in questo modo così banale significa voler infinocchiare a tutti i costi il fiducioso e gentile lettore. 19 I moventi dei crimini nei romanzi polizieschi devono essere esclusivamente personali. Complotti internazionali e azioni di guerra fanno parte di un’altra categoria di romanzi, quelli di spionaggio, ad esempio. Ma un romanzo giallo deve mantenere un carattere intimo, per così dire. Deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, ed offrire uno sfogo ai suoi desideri ed emozioni represse. 20 E, per dare al mio Credo un numero pari di regole, ecco una serie di stratagemmi che nessuno scrittore di gialli degno di questo nome potrà più permettersi di adoperare. Sono già stati troppo sfruttati, e sono molto familiari a tutti i cultori dei crimini di carta. Avvalersene equivale a confessare la propria incapacità e mancanza di originalità. a) Scoprire l’identità del colpevole mettendo a confronto la cicca di sigaretta trovata sulla scena del crimine con la marca fumata da un sospetto. b) La seduta spiritica fasulla che terrorizza il colpevole e lo spinge a confessare. c) Impronte digitali manipolate. d) L’alibi costruito mediante un fantoccio. e) Il cane che non abbaia e quindi rivela che l’intruso gli è familiare. f) L’attribuzione del crimine a un gemello, a un parente troppo somigliante al presunto colpevole. g) La siringa ipodermica e il sonnifero. h) L’assassinio commesso in una stanza chiusa, ma dopo che la polizia vi ha fatto irruzione. i) Il test delle associazioni di parole che indicano il colpevole. j) Il codice cifrato la cui soluzione viene alla fine trovata dall’investigatore.

“Io sono il tenebroso” di Fred Vargas

A differenza di come si potrebbe essere tentati Fred Vargas e` una donna. Il nome Fred e` il diminutivo di Frédérique e Vargas, come recita il risvolto della copertina, e` uno pseudonimo, un omaggio ad Ava Gardner nella Contessa scalza. L’autrice, archeologa e medievista e` nata nel 1957 a Parigi. Io sono il tenebroso e` il primo dei suoi romanzi polizieschi ad essere tradotto in Italia.
L’opera venne pubblicata in Francia nel 1997 e fu preceduta da ben altri cinque romanzi con medesime caratteristiche (Les jeux de l’amour et de la mort pubblicato nel 1986; L’homme aux cercles bleus, 1991; Ceux qui vont mourir te saluent, 1994; Debout les morts, V. Hamy, 1995; Un peu plus loin sur la droite, 1996). Successivamente a Io sono il tenebroso, nel 1999 l’autrice pubblicò L’homme à l’envers. Per questi suoi romanzi Vargas riscuote in Francia un gran successo ed e` annoverata tra gli autori del miglior noir francese.

La vicenda prende avvio dall’omicidio di due donne sole che vengono uccise vengono strangolate e trafitte a colpi di forbici a Parigi. La polizia e` alla ricerca di un uomo che è stato visto da molti testimoni a sorvegliare le vittime per poi intrappolarle con la scusa del dono di un vaso di felci. Il presunto assassino e` Clement, giovane sprovveduto e dotato di scarsa intelligenza che gira le strade di Parigi con una fisarmonica in spalla.
Braccato dalla polizia di Parigi, Clement cerca rifugio presso Marthe, una prostituta che molto tempo prima l’aveva seguito ed aiutato, quando, ancora bambino, era rimasto solo per la scomparsa della madre e il disinteresse del padre. Non sapendo come aiutare il suo protetto, Marthe cerca aiuto presso l’ex investigatore Louis Kehlweiler, che a sua volta si rivolge a tre studiosi di storia, Lucien Devernois, Marc Vandosleer, Mathias Delamarre. L’unica ad essere pienamente convinta dell’innocenza di Clement e` Marthe; gli altri all’inizio sono molto tiepidi ed iniziano ad indagare sugli omicidi solo per la profonda amicizia che li lega alla donna. Si convincono poco alla volta che qualcuno sta cercando di incastrare Clement e pertanto cercano nel suo passato qualche ragione che spieghi le recenti vicende.

Mi fermo qui, ovviamente per non privare i lettori del piacere di scoprire da soli lo svolgersi dei fatti. La lettura riserva sicuramente delle piacevoli sorprese. Le mie impressioni su Io sono il tenebroso sono certamente positive. Si tratta di un romanzo molto interessante, con una trama avvincente e priva di cadute ed una sapiente miscela di tensione emotiva e partecipata ironia che rendono la lettura scorrevole e divertente.